La Fiorentina non è solo dei fiorentini

di Enrico Martelloni | 4 settembre 2017

L’accanimento di un numero di tifosi, pochi, ma ben sostenuti da politica e Media fiorentini, contro la proprietà della AC Fiorentina, pone una domanda: perché? Eppure questa società ha avuto e ha meriti riconosciuti anche all’estero. Solida come poche in Italia, in un momento dove il paese appare in forte difficoltà economica e sociale. Con progetti interessanti, moralmente ineccepibili, come imprenditoriali. Aggiungerei, urbanistici, per lo sviluppo di Firenze e della piana. Le ambizioni alla Fiorentina non mancano e non sono mancate in questi anni, frenate da ingiuste azioni non casuali per ostacolare il successo Viola. Il motivo dell’accanimento, nasce nel 2009 quando la Fiorentina decide di fare un passo in avanti. Presenta un progetto che porterebbe la società viola, a competere con i club di vertice sostenuti dai diritte televisivi con i quali fanno la differenza. Senza cittadella impossibile competere. Il ragionamento è sano e corretto: unica verità. L’idea fa gola e apre orizzonti di lucro a chi a Firenze, non vorrebbe permettere di farlo fare alla Fiorentina. A questo punto comincia la guerra: da una parte una società moderna, internazionale di ampie vedute, dall’altra la politica in genere, ma in specifico, quella che suole fare affari con parte dell’ imprenditoria locale in tacito accordo ormai per consuetudine. Questo è il punto già evidente in tanti episodi avvenuti. Innescare un meccanismo di contestazione così perverso non è stato difficile: giocare di rimessa , senza proporre nulla è semplice. In questo ambiente di pochi, dal seguito mediatico locale rilevante, la guerra d’interessi economici finanziari sul nuovo stadio e cittadella sono il mezzo e il motivo scatenato contro la Fiorentina. I Della Valle sono  gli imprenditori giusti per far fare questo salto alla Fiorentina, ma come al solito per le solite beghe di paese si rischia di perdere anche questo treno e rimarremo nel nostro limbo di incompiuti. Come lo è Firenze, non ostante la tramvia,  i crateri  decennali, le strade dissestate, l’orrido palazzo dei marescialli, l’eterna questione dell’aeroporto. Cose già lette, ma cambia poco perché nel suo cadere, Firenze  si specchia  sull’Arno, e senza alternative è narcisa; non ha prospettiva, non assiste né partecipa all’evoluzione del Mondo come faceva in passato .Mancano le condizioni, non gli uomini. In fondo senza andare oltre, rimaniamo nel alveo viola: noi vorremmo solo fare, in semplicità, du’ berci dietro a un pallone che ruzzola, ma sembra che nell’Italia di oggi neanche questo ci sia concesso. Lo facciamo lo stesso rimuovendo certi problemi veri che coinvolgono l’essere cittadino.  Quando andiamo in profondità è un po’ dura continuare a divertirsi. Per questo la Fiorentina e questa proprietà devono stare unite, la Fiorentina non è solo dei fiorentini.  Sono anzi, di più gli extramoenia Viola. Per  vendere, ci vuole chi compra, e senza svendere. I problemi, poi resterebbero, per chiunque venisse. Senza garanzie, senza sviluppo e investimenti del tipo proposti e progettati dalla Fiorentina : ce n’est pas possible. E questo induce a sospetto e anche oltre, che tutta questa manovra contro, serva a liberarsi di un fastidioso imprenditore, ma anche di chi ha speranza e voglia di prospettive ed evoluzione, che oggi langue non solo non solo a Firenze.

Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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