La democrazia in buona salute chi l’ha vista?

Alla demenziale e suicida pretesa del popolo di sfasciare economicamente lo Stato, di debito pubblico, tutta la politica finisce per rassegnarsi ed adeguarsi.

Democrazia

di Franco Luceri | 20 novembre 2017

Possono dirsi democratici i sistemi sociali che hanno la destra politica senza potere di governo, capace solo di produrre fiumi di ricchezza disonesta, legittimando multinazionali d’assalto e finanza strozzina; e la sinistra straripante di consensi, incollata al governo, ma incapace di produrre una quattro soldi bucata di valore aggiunto che non derivi da rapina tributaria, corruzioni, sperperi, e appropriazioni legalizzate e non, fino a ridurre i popoli alla fame e alla disperazione? Certamente no.

Un popolo che in democrazia ha potere di autogoverno, finisce per affidarlo ai partiti che promettono a l’ingrosso. E poiché lavoratori e pensionati sono una schiacciante maggioranza, finiscono per estorcere alla politica (con l’arma del voto) il diritto di lavorare e produrre sempre meno, e incassare e spendere sempre più. Come dire: più salari per noi e meno profitti per i poveri sventurati della PMI.

A questa demenziale e suicida pretesa del popolo di sfasciare economicamente lo Stato, di debito pubblico, tutta la politica finisce per rassegnarsi ed adeguarsi.

La sinistra comunista (tassa e spendi) non ci pensa due volte, tanto rapina di tasse la classe sociale dei piccoli padroni che riduce al fallimento e fa passare tutto ciò come salvataggio dei lavoratori e del sistema che si impegna a distruggere.

E la destra “liberale”, che ha bisogno di lavoratori produttivi ormai inesistenti, finge di combattere la politica comunista dei diritti senza doveri, ma di fatto la imita e la emula per assicurare agli imprenditori (corrompi e ingrassa o mordi e fuggi) almeno un popolo di consumatori spendaccioni smidollati che facciano girare il denaro come profitti alle imprese e tasse allo Stato quanto basta per non mandarlo in default.

Ma un sistema economico artificialmente anzi fintamente produttivo finisce per spaccare il popolo in poveri crescenti, ricchi calanti, e una classe media condannata a vivere di arricchimento oggi e impoverimento domani, quando le finte vacche grasse finiscono nel mattatoio dei tecnici Monti e Fornero per salvare lo Stato, indebitato dalle scelte di un popolo ubriaco fradicio di diritti fantasma, promessi sempre e mantenuti mai, dalla politica ladra al servizio della finanza nazionale e mondiale.

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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