Ma la crescita del sapere, ci aiuta a capire?

L’istruzione e l’informazione italiana ci intasa il cervello di sapere, apposta per impedirci di capire le porcate della politica, burocrazia e finanza.

di Franco Luceri | 2 ottobre 2017

Che i politici democratici dovessero sparare balle colossali per acquisire il consenso, e continuare ad esercitare il potere anche quando, per carenza di risorse materiali o umane qualificate, gli è quasi impedito di governare, è più che lapalissiano.

Ma che l’ultima generazione di politici avesse trovato la formula magica per acquisire il potere, e poi abusare spudoratamente degli elettori, fino distruggere popolo e Stato: per la mia cultura “approssimativa”, capirlo, (si fa per dire, scusatemi l’esagerazione) non è stata una passeggiata.

In Italia, i politici della Prima Repubblica si sono guadagnati il potere di mangiarsi il Paese, con larghissimo consenso sociale. Più si impegnavano a distruggere, più gli elettori suicidi si ostinavano a confermarli.

Poi l’operazione “mani pulite” ha ripulito l’Italia dai ladri e ci ha risparmiato i comunisti, (illustrissimi consociati DC per mezzo secolo), e gli italiani, non avendo scelta, li hanno incaricati di finire il lavoro a regola d’arte.

E quelli, senza pensarci due volte, si sono accordati con i liberali su come aggiungere danno a danno:

1° nelle famiglie mettendo in guerra tutti contro tutti, tanto da avviare su scala industriale, maltrattamenti, separazioni, accoltellamenti, spregi, femminicidi, stupri e omicidi;

2° nel mondo della cultura per dare potere ai mafiosi e toglierlo ai professori, giornalisti e professionisti onesti;

3° nel mondo del lavoro per distruggere occupazione;

4° nel mondo delle piccole imprese per istigare al suicidio gli onesti;

E tutto a vantaggio di politica, burocrazia, multinazionali e banchieri.

Hanno modellato il sistema istruzione e informazione in modo da formare sudditi  predisposti a bere come una spugna le panzane di chi governa violando spudoratamente persino i diritti umani, e ingrassando a spese degli ultimi.

Questa è la ragione per cui Grillo non ha avuto difficoltà a fare un pienone di voti persino dai diplomati e laureati, con un programma politico dettagliato e chiaro a base di vaffa…. su come salvare l’Italia, pensa tu!

L’istruzione e l’informazione italiana ci intasa il cervello di sapere, apposta per impedirci di capire le porcate della politica, burocrazia e finanza, che mettono in ginocchio il popolo e si mangiano vivo lo Stato, dopo aver paralizzato la giustizia con un sistema legislativo da ospedale psichiatrico. In Italia abbiamo più leggi de l’intera Europa.

Distribuendo a carrettate diplomi e lauree, il popolo entra in cabina elettorale come uno zombi, e conferma il potere politico a chi gli ha creato la giusta confusione mentale per non capire che lui alla politica serve due volte, come elettore idiota e come contribuente rapinabile, ma poi come utente può dimenticarsi i diritti umani e andare pure a morì ammazzato se non si affretta a rubare e corrompere. E serve anche al mercato come consumatore ossessivo compulsivo, truffabile e avvelenabile.

Professori e giornalisti ci “massacrano il cervello” avrebbe detto Twain, in modo da non vedere che il sindacato distrugge posti di lavoro, la Confindustria obbliga i governanti a combattere l’evasione e a tollerare l’elusione, in modo da far chiudere o fallire gli artigiani, suicidare i piccoli imprenditori onesti, delocalizzare le multinazionali stanche di corrompere, o renderle appetibili agli affaristi della finanza mondiale rapace.

E per sfuggire al “sequestro di cervelli” chiamato cultura c’è un solo metodo dalle origini dell’uomo. Basta non accettare in maniera acritica tutto ciò che istruzione e informazione ci propina per renderci abusabili dai tre poteri pubblici, dal mercato sfruttatore e truffatore e dalle banche strozzine.

Tre o quattro decenni fa, un intellettuale eretico, ma provvisto di ministri, osservando le capacità critiche a lumicino dei popoli europei, che più imparavano e meno capivano, osò affermare che solo descolarizzando massicciamente i popoli, si poteva salvare l’Europa condannata ad inevitabile declino.

Ora, quantomeno in Italia, il declino da cultura ottundente lo tocca con mano anche lo scemo del paese, guardando cosa ci sta cavando la magistratura con 500 finanzieri al seguito, dal vaso di pandora delle cattedre gestite in regime di monopolio.

Ma attenzione, se osate proporre, (non di descolarizzare i popoli che sarebbe blasfemo), ma di sforbiciare appena appena l’istruzione teorica per introdurre timidamente la pratica e alternare come per millenni a cura dei genitori, lo studio che ti fa sapere, al lavoro che ti fa capire, rischiate di finire, (se non proprio alla Giordano Bruno), sul rogo della disoccupazione direbbe Don Milani.

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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