La città di Punto e a Capo

Ridare vita e respiro a Firenze: mobilità, residenza, sevizi, periferie, centro storico, ,turismo

di Punto e a Capo | 29 ottobre 2018

Firenze non basta più a Firenze, i problemi della città non trovano soluzione perché la scala comunale non è più sufficiente per dare soluzione ai problemi della città.

Firenze è un grande problema di e per la Toscana e nel contempo è la vittima di tanti problemi non risolti in Toscana. Firenze e i suoi abitanti pagano le conseguenze dei molti problemi irrisolti in Toscana e nel centro Italia, pressanti quelli prodotti dall’area della toscana del nord.

Il Prof. Detti lo aveva già previsto negli anni ’60 proponendo un governo del territorio pensato sulla dimensione all’epoca delle tre province di Firenze, Prato e Pistoia, in pratica già allora una sola città metropolitana senza alcuna interruzione.

 

Oggi però la soluzione di molti problemi di Firenze possono trovare soluzione soltanto su una scala territoriale ancor più grande. È quasi ovvio che sia così.  Firenze è la capitale della Toscana ed un governo della città che sappia guardare al futuro da questo ruolo deve partire.

Firenze è al centro, ancora oggi, della terza area industrializzata del Paese e un buon governo della città deve avere consapevolezza piena di questo ruolo, partendo da questo nella scelta dei suoi programmi e nelle scelte, anche quotidiane del governo della città. Soltanto così la congestione prodotta dall’essere capitale della Toscana può essere trasformata nella ricchezza da questa funzione ricade sulla città.

 

Firenze è ai primissimi posti in Europa fra le città turistiche. Tutto questo rende importante la nostra città, porta ricchezza e lavoro, ma la porta soltanto se il governo della città gestisce organizza, promuove e regolamenta questa grandissima industria oggi di fatto lasciata a se stessa.

Senza un governo attento e lungimirante una grande ricchezza, come il turismo di massa, si trasforma in enormi costi economici e sociali per la comunità; si trasforma in confusione, degrado, congestione, viene meno la sicurezza, la fruibilità del patrimonio artistico il piacere di visitare Firenze e soprattutto di vivere a Firenze.

 

Per questo ci vuole un radicale cambiamento nelle linee e nelle qualità di chi governerà la nostra città, sono necessari atti programmatici e di governo di radicale discontinuità rispetto al passato capaci di imprimere i cambiamenti necessari a portare una capitale mondiale quale di fatto è la nostra città, nella contemporaneità che le è necessaria per continuare ad esistere.

Pena è la marginalità, il degrado e la parzialità provinciale in cui sta inesorabilmente scivolando causa i più recenti governi.

 

 

Firenze scende negli ultimi 4 anni di 6 posizioni nella classifica sulla qualità della vita nelle città italiane. (Il Sole 24 ore).

Sono i servizi ai cittadini che sono peggiorati anche in seguito a privatizzazioni e appalti di basilari servizi sociali, come ad esempio le scuole dell’infanzia.

Gli appalti per la tenuta delle strade sono la più evidente dimostrazione di come si possano aumentare le spese e peggiorare i servizi.

Non è di per se sbagliato fare politiche che affidano a società private lavori e servizi pubblici, ma per fare questo è necessaria una macchina pubblica molto capace nella progettazione e programmazione degli interventi e soprattutto nel controllo attento della loro esecuzione.

 

Professionalizzazione ed efficientamento, della macchina comunale da un lato e semplificazione delle procedure burocratiche sono obiettivi di fatto abbandonate dall’attuale governo cittadino.

 

La vita è difficile quando ogni mattina ad un Fiorentino per attraversare Firenze ed andare al lavoro ci vuole più di un’ora.

È difficile anche per chi viene dall’hinterland e dalla Toscana per lavoro o per usufruire dei servizi del capoluogo a Firenze, la fila di macchine nelle ore di punta inizia a Prato est od a Lastra a Signa.

Tutte le ore del giorno i nostri viali di circonvallazione sono bloccati dal traffico per non parlare di chi abita su quei viali e non può neppure aprire le finestre.

 

I numeri parlano chiaro:

Ogni giorno nell’ora di punta entrano a Firenze 83.000 veicoli, se li mettessimo uno dietro l’altro farebbero una fila di 347 chilometri, come da Firenze a Torino.

Molti di questi dopo aver intoppato le vie di ingresso alla città si riversano sui viali di circonvallazione ed il gioco è fatto.

La velocità media giornaliera del trasporto privato è di 22km ora, ma nelle ore di punta si passa a meno

di 10km ora pari a quella delle più congestionate metropoli dell’estremo oriente e dei paesi emergenti.

La situazione è stabile, o meglio ha avuto piccoli incrementi a partire dal 2010. Non essere cresciuta come negli anni precedenti è stato un vantaggio, ma non è cresciuta per effetto della crisi: meno posti di lavoro, attività commerciali e artigianali chiuse, meno fiorentini hanno avuto risorse per spostarsi nelle campagne circostanti; crisi delle attività edilizie e meno autoveicoli comprati, tutto questo ha contribuito a stabilizzare il problema.

 

Ha contribuito la apertura della linea 1 della tramvia che ha tolto (stima 31/12/2017) ogni giorno dalla tratta Firenze Scandicci 4000 auto e che in un anno trasporta ormai oltre 14 milioni di passeggeri.

 

I cittadini spesso non scelgono ma sono costretti ad usare la macchina. Firenze è maglia nera in Italia con il record raggiunto nel 2017 di 700 automobili ogni 1.000 abitanti.

Sono 0,7 auto per ogni abitante, compresi quelli che hanno meno di 18 anni, i troppo anziani per guidare e i troppo poveri per potersi permettere di mantenere una auto.

Questo dato oltre a descrivere un perché a Firenze non si circola più, fa capire anche quanto sia pesante economicamente per i fiorentini la carenza di adeguati servizi di mobilità.

Il costo di un auto, fra svalutazione, assicurazione, consumi e manutenzione è stimato, per un’utilitaria di piccola cilindrata, intorno ai 3/4000 € l’anno.

Poi, fra i costi dell’auto, ci sono le contravvenzioni per divieto di sosta, è già, se ci pensiamo bene sono una vera e propria tassa ormai. Certamente i fiorentini saranno indisciplinati, va bene, ma se non ho alternative all’uso della macchina, se parcheggi intorno al centro storico e ai centri direzionali che erano stati già pensati addirittura alla fine degli anni ’70 non sono stati realizzati forse sarebbe bene riflettere meglio sulla correttezza dei fiorenti.

Sono 175.507 le contravvenzioni per divieto di sosta elevate nel 2017, e chi cammina per Firenze vede una infinità di macchine parcheggiate nei posti più improbabili e fortunatamente per il proprietario non colpite da contravvenzione.

 

Sia chiaro non siamo per la sosta selvaggia ed il mancato rispetto delle leggi, ma va anche detto che non sono i divieti ma i servizi che risolveranno il problema della mobilità a Firenze.

 

Alla fine dei conti un cittadino di Firenze non ha servizi sufficienti e ben organizzati per circolare senza automobile, ha una città invasa ogni giorno da 83.000 autoveicoli, non ha posto per la lasciare la propria automobile, se vicino alla ZTL ancor peggio che di giorno è di notte, e paga ogni anno 175.507 contravvenzioni per divieto di sosta, pari a 0,47 contravvenzioni per abitante, compresi bambini anziani invalidi e chi non ha la macchina.

 

A questa situazione è l’amministrazione comunale che prima di tutto deve dare soluzioni e la prima soluzione che viene in mente consiste nel ridurre drasticamente il numero delle macchine che entrano a Firenze e la seconda è quella di dare ai Fiorentini la possibilità di avere nelle proprie tasche dai 4 ai 6.000 euro in più per ogni anno comprando e utilizzando meno automobili, forti di soluzioni di trasporto pubblico facili efficienti rapide ed economiche.

 

Sia chiaro da subito:

nessun divieto, nessuna coercizione, i cittadini devono scegliere le soluzioni per loro più convenienti e più comode ed è questa la capacità di un buon governo, rendere attraenti economiche e comode le soluzioni che meglio rispondono a tutti i problemi della città e della comunità.

 

Quindi:

Nessuno deve essere obbligato a non usare la macchina come nessuno, dico nessuno deve essere costretto, come adesso, ad usarla.

 

Molte diverse opportunità di scelta, in base a distanza, tempo, convenienza crea equilibrio ed ordine, insomma un sistema di mobilità integrato fra mezzi pubblici e privati, supportato dei necessari investimenti e scelte, a questo obiettivo orientate, da parte della prossima amministrazione comunale.

 

Alcune ipotesi su cui costruire il progetto.

 

1

Dare agli oltre 100.000 cittadini che ogni giorno entrano a Firenze con 83.000 veicoli la possibilità di entrare a Firenze senza macchina. Come?

La toscana è dotata di una linea ferroviaria ad anello, ai suoi vertici la stazione di Firenze Castello e la stazione di Pisa Centrale.

L’anello collega 40 città e cittadine toscane passando per quelle di maggior rilievo per abitanti o importanza industriale come per Sesto, Prato, Pistoia, Montecatini, Lucca, S. Giuliano, Navacchio, Cascina, Pontedera, Pisa San Miniato, Empoli, Montelupo, Carmignano, Signa.

Dentro Firenze S. Donnino, le Piagge, Campo di Marte, Rifredi, Castello e possono essere riattivate stazioni come ad esempio le Cure.

La domanda del pubblico lungo queste tratte è cresciuta notevolmente, ma i treni, pur frequenti, non sono sufficienti a rispondere alle necessità della gente.

È possibile con investimenti non eccessivi, gradatamente dare a questi percorsi nelle ore di punta, una frequenza che oscilli fra i 14 e i 20 minuti, pari alla frequenza delle metropolitane di superfice che collegano ad esempio a Londra le città entro gli 80 km.

Se Punto e a Capo sarà al governo di Firenze apriremo una trattativa con le ferrovie dello stato e con la Regione Toscana per realizzare lungo i tracciati esistenti la metropolitana di superficie del nord della toscana collegando le province di Firenze, prato, Pistoia, Lucca e Pisa. Non è un progetto impossibile perché c’è già tutto, gli investimenti sono contenuti ed oggi è dimostrato questo tipo di trasporto locale produce una grande redditività.

 

 

 

 

2

Quando si arriva in autostrada a Firenze devono essere a disposizione grandi parcheggi scambiatori. Non ha senso fare le tramvie e non fare parcheggi scambiatori di adeguate dimensioni per fare delle tramvie il principale mezzo di ingresso a Firenze per chi non abita a Firenze.

Quella parte degli 83.000 veicoli che non troveranno risposta nelle ferrovie dovranno essere messi in condizione di fermarsi fuori dalla città, trovare parcheggi e mezzi che li portino al centro di Firenze e dunque a destinazione.

Le Tramvie che ci sono e poi autobus, taxi multipli e navette là dove non ci sono tramvie. Oggi è necessario un piano di parcheggi scambiatori posizionati a tutte le principali entrate nell’aere

 

3

 

Avviare da subito interventi e scelte finalizzate a tenere fuori dalla città quante più è possibile delle 83.000 auto che ogni giorno entrano a Firenze è dunque il primo passo necessario ad alleggerire viali e strade cittadine dalla pressione del traffico, rendendo così agli abitanti un miglior livello di qualità della vita cittadina.

Poi uno dei più vecchi mezzi di trasporto, la bicicletta, è da tempo tornato alla ribalta in tutte le grandi capitali europee, e da qualche anno sta prendendo piede anche a Firenze.

L’uso della bicicletta deve essere facilitato ai cittadini, sempre in crescita che eleggono questo a mezzo da utilizzare per i piccoli e medi spostamenti nella città.

Qualche cosa negli ultimi 20 anni è stato fatto, ci sono molte piste ciclabili, ad esempio lungo gran parte dei viali di circonvallazione, ma nella maggior parte dei casi non sono fra loro collegate, così che finiscono nel niente obbligando il ciclista ad immettersi nel traffico automobilistico intralciandolo e soprattutto con grande rischio per la propria incolumità.

La non c’è spazio per fare le piste deve comunque essere garantita la possibilità di spostarsi con la bicicletta, nel centro storico di molte città italiane, ad esempio in Toscana a Pisa, il regolamento comunale prevede che strade a senso unico, ma con una sede di larghezza superiore o uguale a 4 metri le biciclette, mantenendo la destra, possono anche circolare nel senso non consentito a tutti gli altri veicoli.

Sono molte a firenze le associazioni che promuovono e sostengono l’uso della bicicletta e che fino ad ora hanno trovato poca attenzione fra le forze politiche che hanno amministrato la città se non quando l’assessore o il sindaco di turno hanno colto l’occasione di qualche raduno domenicale per farsi fotografare su una bicicletta per poi scendere e rimontare sulla auto blu di ordinanza.

 

Perché la mobilità al primo posto.

Non è soltanto un problema di rapidità negli spostamenti o di riduzione dell’inquinamento o di individuazioni di sempre più aree urbane dedicate, come la zona blu al rispetto della persona ed al miglioramento della sua vita nelle strada alleggerita o addirittura liberata da rumore e inquinamento dei motori a scoppio. È invece facilmente comprensibile che se da una zona periferica posso raggiungere facilmente e rapidamente centri commerciali, uffici pubblici, strutture sanitarie, scuole luoghi di lavoro e centro storico, quella periferia immediatamente aumenta di attrattiva e dunque di valore, tendenzialmente abbassando o quantomeno stabilizzando i valori immobiliari delle zone centrali.

Questa è la prima regola da seguire per dare equilibrio e qualità diffusa e sempre più omogenea alla vita di tutti i cittadini a prescindere da zona e quartiere in cui abitano.

Certo questo non basta, puntare sulla qualità e la quantità diffusa dei servizi su tutto il territorio è l’atra garanzia da dare per innalzare la qualità della vita in tutta la città.

 

Poi ci sono anche i problemi del centro storico propriamente detto, che negli ultimi anni è vittima di un processo di “gentrificazione” che ormai ha aggredito a ritmi velocissimi anche i quartieri del centro storico dell’oltrarno riducendo sempre più le abitazioni, scomode a causa di mancanza di servizi pubblici adeguati di mobilità e per assenza pressoché totale di parcheggi, a favore di B&B.

La situazione abitativa in queste parti di città importanti per storia, architettura, presenza di musei e monumenti è poi aggravata dalla grande quantità di giovani, provenienti da tutta la città e da tutta la provincia, attratti da ristoranti e localini anche caratteristici e spesso di ottima qualità.

Le auto parcheggiate ovunque in doppia e tripla fila riducono le strade adiacenti al centro storico di oltrarno ad una sede stradale nella quale a mala pena si scambiano due auto, i marciapiedi inutilizzabili ai pedoni, per non parlare della impossibilità per un abitante che fosse uscito con la propria auto dopo cena, di trovare un parcheggio in un posto riservato agli abitanti.

 

A Torino, ad esempio gli ander 20 raggiungono il centro ed i locali con mezzi pubblici per loro gratuiti e che naturalmente circolano tutta la notte.

Ma, senza arrivare a tanto, si potrebbe garantire mezzi pubblici in quantità adeguata per raggiungere da periferie e da parcheggi scambiatori le zone del centro storico più attraenti per trascorrere una serata senza bisogno di usare la macchina, con vantaggi per chi vuole divertirsi, per chi abita nel centro storico e magari, perché no, anche per l’azienda dei trasporti pubblici.

 

 

 

Soltanto una nota sulla più grande industria fiorentina

Due miliardi di fatturato ogni anno, 12.000 attività coinvolte e 19.000 posti di lavoro dipendente, questi sono i dati del turismo a Firenze. A questi dati vanno aggiunti quelli meno rilevabili delle strutture “extra ricettive”;  queste, dai dati stimati dalle prenotazioni online risulterebbero aver avuto negli ultimi 5 anni un incremento del 74% a fronte del pur ragguardevole incremento del 29% ottenuto dalle strutture ricettive ufficiali.

Sono dati che descrivono un vero e proprio boom delle attività turistiche che di fatto ha sostituito gran parte delle perdite prodotte dal processo di deindustrializzazione e chiusura di moltissime piccole imprese che erano presenti e caratterizzavano anche parti cospicue del centro storico.

Ma simili livelli di crescita di una attività molto impattante sulla città, rischia se non governato di snaturare definitivamente il carattere e con esso buona parte della bellezza della città, trasformando i suoi quartieri storici in un unico albergo diffuso interrotto da ristoranti e bar spesso orientati al fast food per un turismo mordi e fuggi.

 

La Toscana è forse la regione più gettonata dal turismo internazionale, In base a dati pubblicati dall’IRPET, nel 2017 la regione ha raggiunto quota 100 milioni di presenze turistiche, gran parte delle quali, comprensibilmente passano per Firenze.

Il ministero competente prevede che in Italia nei prossimi 5 anni arriveranno 200.000 di nuovi turisti di nazionalità cinese ed ovviamente c’è da aspettarsi che parte di questi intendano visitare la nostra città.

Chi volesse comprare oggi una attività alberghiera a cinque stelle nel centro storico dovrebbe prepararsi a richieste di 400/500 mila euro a stanza. Questo per far comprendere l’importanza e l’entità del fenomeno e gli stravolgimenti che la città sta già subendo ed è candidata a subire sotto una tale pressione. Fra pochi anni e già adesso molti fiorentini non riconosceranno più la città, se una tale pressione non sarà governata con politiche attive tale pressione è destinata a consumare non soltanto la bellezza di una città abitata dai suoi cittadini, ma anche il patrimonio culturale e storico in essa contenuto.

Nessuno di noi vuole limitare in alcun modo lo sviluppo di questo settore che è strategico e dunque primario per Firenze, ma a partire dall’interesse degli operatori è necessario non lasciarlo a se stesso, governarlo, organizzarlo, come farebbe qualsiasi buon imprenditore a capo di una azienda di grande successo.

Organizzare bene tutti i reparti dell’industria, in questo caso gestiti da soggetti diversi sia pubblici che privati. Sceglie i prodotti migliori su cui investire e da mettere in produzione per poi proporli al mercato, selezionando così i suoi target di riferimento. Fare una attenta politica di selezione e orientamento della clientela in base alle diverse offerte, privilegiando clienti migliori e di maggior prestigio per potersi permettere di selezionare la domanda e non accettare di soddisfare qualsiasi ordine gli arrivi in ditta.

 

Arch.  Fabio Mazzanti*

*Coordinatore del gruppo di lavoro di Punto e a Capo su Urbanistica

 

Un commento

  1. luciano pallini

    ma nuova pista sì o no?
    metropolitana di superficie è una parola quasi magica, di quelle che vorrebbero autorealizzarsi..
    migliorare servizio ferroviario regionale con sottoattraversamento e stazione Foster.

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