L’ EU fa tottò sulle manine ai paesi dell’est che hanno chiuso inderogabilmente le frontiere

Europa

di Carla Ceretelli | 11 settembre 2017

l’ EU fa tottò sulle manine ai paesi dell’est che hanno chiuso inderogabilmente le frontiere.

Meglio pagare le sanzioni.

 

I deportati in Libia sono soggetti a torture e violenze inenarrabili.  E tutti, giustamente, si stracciano e le vesti e si strappano i capelli. E tutti ne siamo colpiti umanamente. Ma non possiamo salvare il mondo, anche se ci gratificherebbe molto

 

E se la violenza avviene sul territorio italiano, i benpensanti…insomma, sono ragazzi hanno bisogno di sfogarsi , non hanno risorse per procurarsi una donna.  Si, si, abbiamo sentito anche questo.  Quando sappiamo bene,  per vederli ovunque,  che questi ragazzi, di soldini ne hanno più dei nostri, quelli che non si dedicano allo spaccio, ma cercano di lavorare onestamente.

Umberto de Giovannangeli huffington post,  sostiene che l’invasione sarebbe un fake di post verità. Magari ha una visione troppo teorica della situazione e addebita ai media e al Ministro degli Interni l’immettere nella mente dei cittadini l’idea di un invasione pericolosa, sotto l’aspetto sociale economico e appunto di sicurezza.

Ma quello che conta è la percezione dei cittadini,  specie quelli che subiscono quotidianamente la vicinanza ormai insostenibile  di migranti niente affatto integrati, che rischia di generare una guerriglia civile. Inutile sottolineare che non è l’Italia il paese preso di mira  dai migranti. Perchè ci sono altri numeri che dicono il contrario.

Facile scrivere teorie che matematicamente contestano una realtà percepita.

Stiamo arrivando  a un punto di non ritorno. Come se non fosse vero che alcuni vengono qui per  godere di tutti i servizi scippandoli, spesso, agli italiani. Basta andare in alcuni  pronto soccorso per rendersi conto di quanto sono intasati per piccole patologie curabili tranquillamente a casa. O vedere le liste d’attesa di asili scuole materne e case del comune. Mentre si vedono  italiani dormire in macchina o per strada.

Il signore di cui  sopra racconta fake se mai, negando l’evidenza. Per non parlare del lavoro, dello sfruttamento di migranti che accompagnano e portano anche allo sfruttamento  degli italiani con il numerino in mano davanti alle agenzie interinali  del lavoro. O  di ISEE bassissimi,  con indicatori che servono per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale,  spesso  fasulli o aleatori che dimostrano una povertà assoluta quando assoluta non è. Quando il lavoro è sommerso.

 

Per non parlare di alcune  classi scolastiche in cui gli stranieri sono più numerosi  degli italiani che scivolano  inesorabilmente  indietro a livello culturale. Spesso solo le eccellenze, anche infantili, riescono ad andare avanti e procedere nell’apprendimento facilmente e senza problemi.  Quelli che  hanno difficoltà vengono automaticamente  abbassati di livello per la necessità di seguire ragazzi che spesso non parlano una parola di italiano, o provengono da paesi in cui la scuola è peggiore della nostra che, nonostante tante riforme, evidentemente sbagliate, non brilla di luce propria. Per non parlare dei costi per gli insegnanti di sostegno.

 

Ma certo la colpa non è dei migranti ma di chi nega l’evidenza. Di una classe politica che non è riuscita per tempo a prevedere quello che è successo e  sta succedendo, senza una briciola di buon senso nel fare una sana distinzione fra profughi e migranti cosiddetti economici, una selezione, anche se il termine non  è gradevole, nell’accettare alcuni, davvero integrabili,

e rifiutare altri. Quello che, e ci contiamo,  pare abbia intenzione di fare il Ministro.

 

Mentre, alcuni  Paesi  del’est europa, per non sbagliare chiudono le frontiere e chi s’è visto s’è visto.

Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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