L’ “amica geniale”: le parole intime della Ferrante sul grande schermo

Quando il giorno dell’anteprima al cinema arriva, l’attesa si fa breve e dal buio dell’inconscio e nel silenzio della lettura sottovoce, il libro amato prende forma sullo schermo e vive.

Atmosfere anni '50 sul set della serie televisiva 'L'Amica geniale' ispirata al romanzo della misteriosa scrittrice Elena Ferrante, in Piazza del Plebiscito, Napoli, 14 marzo 2018. ANSA/ CESARE ABBATE

di Dalia Coronato | 8 ottobre 2018

L’appassionante storia de “L’Amica geniale” è conosciuta in tutto il mondo e presentata dal romanzo di Elena Ferrante come un capolavoro di altri tempi in tempi moderni. Il lettore curioso, quando comincia a sfogliare il libro, entra sin da subito in una vita parallela e nella storia dei personaggi, riconosce luoghi comuni come piazza Plebiscito, immagina i volti di Lila ed Elena e le espressioni indossate dai protagonisti, mentre i colori spenti di una Napoli del dopoguerra restano solo fotogrammi che si susseguono nella mente.

C’è un confronto attraverso la generazione del 2000 e la generazione di un passato che torna, una tenerezza perduta tra le parole del presente e raccolta con cura sulla carta dei racconti partenopei di Elena Ferrante. Il primo volume pubblicato nel 2007 narra la voci di una Napoli oltre Gomorra, vicende che accadono dentro e fuori il rione Luzzatti, un quartiere che esiste ed è vicino anche a noi che viviamo in case belle e comode. La notizia di leggere il libro sullo schermo può essere allarmante sopratutto quando una lettura piace, poiché l’affezione ai personaggi descritti è immediata, ma il rischio dell’insuccesso può trovarsi dietro l’angolo. I personaggi creati  dall’autrice vengono modellati dal lettore assiduo e pagina dopo pagina posseduti con gelosia. Guardare quelli che diventano i propri soggetti vivere sopra la scrittura, come opere fotografiche ormai appartenenti ad altri, fa temere possibili momenti di delusioni proiettati al cinema.

Riprendere sentimenti che vengono espressi con le parole, re-interpretarli in stile cinematografico ed esporlo alla luce della macchina da presa non risulta mai facile e il pericolo del fallimento si sente costantemente come fiato sul collo. Quando il giorno dell’anteprima al cinema arriva, l’attesa si fa breve e dal buio dell’inconscio e nel silenzio della lettura sottovoce, il libro amato prende forma sullo schermo e vive.

Capitolo 1. Le Bambole. Il film di Saverio Costanzo inizia come un testo scritto da tratteggi consoni per chi osserva da lettore informato. L’Amica Geniale realizza una storia che mette al centro un’amicizia singolare e antica, ma i contorni sono importanti quanto i fatti principali. I primi due episodi cominciano sul set del rione napoletano – spazio abilmente ricostruito in un ex area industriale della nostra città – e l’arte scenica si fa strada tra l’inventiva riprendendo la vita quotidiana di gente semplice che conosce solo la fatica.

I bambini poveri della Napoli anni ‘50 nascono senza il bisogno di apprendere le difficoltà che il mondo riserva agli adulti. Già sanno, ancora prima di prendere un brutto voto a scuola, quanto la vita sia meschina con chi non ha il pane e la cultura. Gigliola, Carmela, Elena e Lila sono compagne di classe come tante, frequentano la scuola elementare con la voglia di riscatto consapevole nonostante la giovanissima età.

Solo i più fortunati e i più intelligenti lottano per andare avanti con determinazione e sete di conoscenza. E’ uno dei motivi che rende geniali Lila ed Elena. Ragazze che guardano la vita con durezza e smettono presto di cercare l’innocenza. Le due bimbe più brave della classe non hanno bisogno di presentarsi, si afferrano con gli sguardi e si comprendono sin da subito. Occhi chiari e riflessivi, Elena, spicca per il modo di essere ordinata e seria. Pelle scura e sguardo pece, Lila, seduce tutti con il suo talento innato e con quel fascino silente, un mistero che solo l’amica riesce a decifrare senza utilizzare parole. I giochi d’infanzia, le lezioni di vita e di scuola, i sogni ad occhi aperti delle due amiche che aspirano alla scrittura e al successo di “Piccole donne”, si mescolano tra la gente di un rione difficile, tra le grida di una mediocrità sociale inquinata dalle guerre di camorra e dai conflitti di quartiere. Il sudicio e la terra sporca è l’unica cosa forse che non immagini leggendo il libro, ma è presente sullo sfondo del film tale da rendere reale un avventura che partirà ufficialmente il prossimo 30 ottobre in prima serata su Rai 1.

I primi piani, i toni lineari di una fotografia di altri tempi, l’andatura a volte lenta delle riprese panoramiche senza oscillazioni fluiscono cristallizzando quelle stesse impressioni che si scorgono tra le parole di una lettura intima. “L’Amica Geniale” riscritta da Saverio Costanzo e Francesco Piccolo è motivo d’orgoglio per la gente di un sud temerario. Il libro tradotto in 36 lingue fa il giro del mondo portando le città di Napoli e Caserta al centro dell’universo. Orgoglio e brividi si fanno strada dall’inizio di una produzione cinematografica – che vede tra le firme importanti anche quella di Paolo Sorrentino come produttore esecutivo –  conducendo magistralmente ad un’educazione sentimentale.

Dalia Coronato

Dalia Coronato, laureata in giurisprudenza dal 2018, scrive una tesi in diritto penale su “I reati culturalmente motivati”, approfondendo studi di sociologia, criminologia, antropologia e politica sociale. L’interesse sulle differenze culturali è una ricerca continua sui fatti sociali considerati nelle loro caratteristiche mai costanti e sempre in continua evoluzione. Un’attenzione precisa che diventa passione per la cultura in generale e nel particolare un trasporto sui modi che l’essere umano utilizza per esprimersi: l’arte, la letteratura, il teatro, il cinema. La passione per la fotografia che possiede fin da piccola apre presto nuovi orizzonti. Dopo un attestato FIAF per il conseguimento di corsi sulla fotografia d’autore e sul fotoreportage, il cammino visivo intraprende anche pieghe letterarie per seminare spazi di scrittura creativa. Dal 2017 scrive per il giornale on line “Appia Polis” di Francesca Nardi, realizza attività di comunicazione, marketing ed event manager, oltre ad essere responsabile di coordinamento di progetti web per importanti festival della musica, delle arti e dello spettacolo nella provincia di Caserta e Napoli.

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