Kurdistan: energia, una vittoria che prescinde dal referendum

di Redazione Pensalibero.it | 2 ottobre 2017

Le prossime settimane ci diranno quali saranno gli effetti del referendum sull’indipendenza che – non riconosciuto dal governo centrale di Baghdad – si è tenuto nel Kurdistan iracheno, dopo la vittoria del sì con il 92,7% e un’affluenza del 72,6%. Snodo nevralgico della questione indipendentista è stata la città di Kirkuk, liberata dalla presa del sedicente Stato islamico (Isis) dai Peshmerga curdi. Nel 2014, il controllo della città, centro primario per la produzione petrolifera in Iraq(15% delle riserve e 40% della produzione sotto Saddam Hussein), fu ceduto dal governo centrale alle milizie curde.

Gli ultimi anni, che hanno condotto al referendum indipendentista del 25 settembre, hanno presentato interessanti evoluzioni anche sul fronte della presenza dell’industria petrolifera nella regione.

L’avvento delle Oil Major
Nel 2012, come riportato allora dall’Economist, la Exxon fu la prima grande compagnia petrolifera ad investire nella regione semiautonoma del Kurdistan acquistando sei blocchi esplorativi e suscitando il malcontento del governo centrale iracheno. Seguirono quell’anno Total, Chevron, Gazprom: le Oil Major iniziarono così a firmare contratti con il governo regionale curdo. Un riconoscimento sul campo non da poco. Leggi tutto:

http://www.affarinternazionali.it/2017/09/kurdistan-petrolio-gas-referendum/

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