Italia ed Europa: meno sceneggiate, più attenzione quando si prendono impegni che non si possono poi ignorare

Unfinished European Union Flag puzzle

di Alberto Tomassini | 10 luglio 2017

Chi governa in Italia tende a dimenticare la memoria storica del paese addebitando ovviamente tutte le responsabilità e gli errori ai precedenti pubblici amministratori ignorando nel contempo gli impegni e vincoli assunti a nome dello Stato sia con paesi partners a livello internazionale che con i propri concittadini. Chi cancella la memoria fa un pessimo servizio a se stessi ed agli altri perché pensa di poter continuamente cambiare atteggiamento senza pagare mai pegno. La nostra storia è lastricata di giri di valzer a cominciare dalla famosa dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna il 10 giugno 1940 convinti di sedersi al banchetto del vincitore con la Germania hitleriana in rapida conclusione di guerra. À seguire l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943 con gli anglo-americani a conclusione del classico iter di stare sempre dalla parte dei vincenti.
In Europa non e’ certo passata con gloria la rinuncia di Franco Maria Malfatti nel 1972 , dopo 2 anni di Presidente della Commissione Europea per poter concorrere al seggio da deputato italiano ( evidentemente molto più importante), senza dimenticare le sceneggiate sulle quote latte e tutte le truffe sull’olio. La credibilità non la si conquista battendo i pugni sul tavolo per far confusione e cercare di convincere con il ricatto i partners europei. Non si puo’ continuare ad avere il piu’ alto debito pubblico e sventolare che c’è un risparmio privato che supera il debito pubblico ( in continuo aumento entrambi) e che contemporaneamente bisogna abbassare le tasse troppo elevate per rilanciare l’economia.
E’ evidente che manca qualcosa: una vera lotta all’evasione ed elusione fiscale aggredendo tutte le fonti di facile arricchimento speculativo che generano una fascia sempre piu’ ristretta di possessori di ingentissimi patrimoni a scapito di una stragrande maggioranza di ceti sempre piu poveri e distruggendo la middle classe che rappresenta l’equilibrio di una società ‘più giusta. La coerenza e la credibilita’ costano molto in serieta di comportamenti e probabilmente necessitano anche di una cultura politica che tragga fondamento più da una preparazione sviluppata nell’ENA che in un master in scoutismo che certamente e’ molto teso ad approfondire l ‘abilita’ a destreggiarsi in situazioni decisionali di comando, ma privo di lungimirante cultura di governo della cosa pubblica. Altro tempo trascorso inutilmente e che è servito ad un ricambio, molto parziale, di persone che occupano poltrone, ma che non ha prodotto una cultura di governo molto più idonea alla crescita politica, culturale ed economica dell’Italia!

Alberto Tomassini

Presidente Democrazia Futura

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