Iran: il generale Soleimani e le due minacce

di Redazione Pensalibero.it | 11 settembre 2017

Il generale iraniano Qasem Soleimani, capo delle Forze Speciali Quds, ha sempre cercato di evitare gli eventi e i discorsi pubblici, incarnando appieno lo Stato iraniano profondo, con sotto traccia l’influenza della Repubblica islamica. Il 20 agosto nel Giorno della Moschea, con sorpresa di molti, il generale ha rotto il suo tradizionale silenzio mediatico e parlando in pubblico ha lanciato messaggi chiari sia sul fronte interno che sul fronte esterno.

Soleimani, che negli ultimi sei anni ha guidato le forze iraniane impegnate sui fronti esteri, ha delineato nel suo discorso le due grandi minacce che il mondo islamico sta affrontando in questo periodo. La prima minaccia è di carattere interno e ha la forma di sedizione religiosa, mentre la seconda prefigura un’invasione contro l’Islam portata avanti da diversi attori su diversi piani.

La direttrice in politica interna
Partendo dall’Iran, il leader delle forze Quds ha sostenuto che la sedizione religiosa risiede nelle divisioni che si sono venute a creare nel mondo islamico, tra integralisti e riformisti. A differenza di molti importanti punti di vista conservatori nel Paese, il generale però non attribuisce la colpa al popolo, e in particolare ai giovani corrotti dall’occidente infedele, ma ai leader religiosi che hanno perso la capacità di attirare le menti e capire le innovazioni della società.

Queste affermazioni hanno lanciato un messaggio chiaro nel mondo politico iraniano sancendo una rottura con il passato. Le guardie rivoluzionarie sembra che abbiano appreso la lezione impartita dal neo-presidente Rohani alle ultime elezioni. I conservatori più acuti hanno compreso che se si vuole mantenere il proprio ruolo è necessario competere elettoralmente con i riformisti. Leggi tutto:

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