Incredibile: ecco la città dei trasporti intelligenti

Non è Firenze ma Berna dove una stazione è cerniera antropoligca. Tuttavia il capoluogo toscano ha avuto il riscatto dei tram

di Fabrizio Binacchi | 12 Novembre 2018

Non ci credevo. Scendi le scale verso il centro storico di Berna, lasciandoti alle spalle l’imponente facciata dell’edificio centrale dell’Università, (Universitas Litterarum Bernensis, scritta oro sul fregio sotto il frontone) e ai primi corridoi tra il parcheggio e le altre scale per andare in centro ci sono gli ingressi ad altre aule, servizi e uffici dell’università. Poi più sotto l’ingresso alla mega-stazione e poi più sotto ancora le vie del centro storico con negozi e torri. Inredibile: ecco la città dei trasporti intelligenti. Succede a Berna, capitale confederale della Svizzera: qui la stazione dei treni fa da cerniera tra il quartiere universitario di Langasse e il centro storico della città, con centri commerciali connessi, arrivo e partenza dai binari attraverso scale mobili dedicate e una terrazza  sulle guglie e sui tetti del centro storico.

Non ci credevo: una stazione cerniera invece delle più diffuse, anche da noi in Italia, stazioni barriera. C’è una bella differenza. Ed è l’antipasto di come viene considerato il trasporto da queste parti: come un servizio da agevolare e rendere fruibile in tutte le sue forme, non una corsa a ostacoli. Binari di treni veloci e treni regionali in connessione urbanistica tra le aule universitarie e le torri della storia. In dieci minuti sei in aula, in dieci minuti sei in piazza. E poi ovunque biciclette, usate anche d’inverno, con freddo e vento, con pioggia e a qualsiasi ora. E poi i tram che passano a tre minuti di distanza e se ne hai perso uno ecco che arriva subito l’altro, che solcano anche vie non larghissime del centro tardomedievale. Farsi trasportare a Berna, ma anche solo camminare per Berna è un’esperienza, anche per quelli che si occupano di smart city. Certo anche qui in Marktgasse o in Mittelstrasse puoi trovare l’auto sul marciapiedi, ma mai la selva di lamiere e cristalli che incontri nelle nostre città, selva che non ti consente nemmeno di scendere o di salire sui marciapiedi. La selva qui in Casinoplatz o verso la zona Munster è proprio delle bicilcette, migliaia e decine di migliaia che attendono i loro proprietari o utilizzatori per il tragitto più lungo o più corto. Berna è così: forse ha più bibliclette che abitanti. Di sicuro ha un primato in farmacie: una davanti all’altra come per i bar in altri lidi. Ti senti farmaceuticamente avvolto. Non so se assistito. I tram scivolano ogni due minuti tra il passeggio e i tavolini. In 5 – 10 minuti sei in pieno centro dai quartieri piùà residenziali. I trasporti sono il termometro di civiltà di una città. Diciamo che qui a Berna sono molto in alto. E poi che una stazione ferroviaria faccia da cerniera è positivamnete singolare. A Firenze, Santa Maria Novella, con il suo assetto di stazione di testa,  più che cerniera fa da testuggine nel cuore urbanistico della mitica città del Rinascimento. Però Firenze ha fatto la rivoluzione dei tram che non sono come il sistema bernese ma rispetto al panorama italiano ha fatto passi da gigante, quasi alla pari di Strasburgo e Bordeaux.

A Mantova la stazione di transito. ovviamente molto più piccola di Firenze o di Berna, è una specie di barriera urbanistica a rotaia tra il centro e il lago, stretta tra un viale intasato e le sponde del bacino virgiliano formato dal Mincio. Difficile fare cerniera sociale ed urbanistica qui.

Questione di smart city appunto, di città intelligenti. Che non sono solo quelle che hanno nei loft le start up per fare mission. (Stereotipi messi in fila apposta). Ma sono quelle che mettono in fila servizi accessibili.

In fondo cos’è la città intelligente se non il suo sistema di far star bene la gente che vi abita o i turisti che vi passano? E da dove passa l’intelligenza se non dai trasporti che in quella città si vivono? Berna ne è, indubbiamente, un bell’esempio.

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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