In Italia la cultura genera buon governo?

Per i politici italiani non è un rompicapo solo governare immigrati, ma qualunque tipo di popolo con qualunque cultura, qualunque religione, qualunque condizione sociale e di qualunque territorio

di Franco Luceri | 30 Settembre 2018

Nella scuola italiana arrivano alunni da ogni parte del pianeta e i nostri prof non hanno difficoltà a formare qualunque tipo di cervello.
Ma una volta formati culturalmente gli individui e i popoli, nessuna politica al mondo è in grado di governarli onestamente, produttivamente e con giustizia sociale.
Per i politici italiani non è un rompicapo solo governare immigrati, ma qualunque tipo di popolo con qualunque cultura, qualunque religione, qualunque condizione sociale e di qualunque territorio.
Se governano produttivamente il nord affamano il sud, governano bene i lavoratori e uccidono i padroni, e se governano bene i padroni uccidono i lavoratori.
Se mettono a punto la politica ideale per un popolo cattolico discriminano gli individui di altre religioni fino ad istigarli al terrorismo.
Insomma per farla breve i politici italiani hanno difficoltà a governare persino il comune di Rocca Cannuccia, anzi la loro stessa famiglia.
Chi pensa che la politica possa condizionare pesantemente la cultura, provi a guardare le nostre università sono piene di alunni di tutte le razze e i nostri prof sono come chiavi passepartout entrano in tutti i cervelli, mentre i politici hanno difficoltà ad entrare nelle tasche dei contribuenti e persino dei loro stessi familiari per prelevare un centesimo bucato, senza doversi inventare una rapina tributaria.
Se i prof restano prof fino alla morte, ma se promossi Premier falliscono e cadono come birilli, o si sputtanano peggio di analfabeti, vedi Prodi Monti e Fornero, sicuramente vuol dire che la politica non è in grado di condizionare la cultura, altrimenti non le chiederebbe di formare solo popoli ingovernabili.
Ma possiamo affermare con altrettanta sicurezza che la cultura non è in grado di condizionare, anzi sabotare la politica? Posto che di malacultura non è mai morto un solo prof, mentre da Palazzo Chigi per malapolitica non esce vivo nessuno, manco il prof più prof del mondo infilato a forza nella stanza dei bottoni.
E se in Italia la serie dei malgoverni continua, Palazzo Chigi sarà giusto rinominarlo “cimitero dei cervelloni della malacultura, immolati sull’altare della loro malapolitica, da cui ingenuamente si ritenevano immuni”.
Franco Luceri
Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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