Il vero sogno di Lega e 5Stelle: rivotare subito

Ambedue i partiti vincitori giocheranno a non governare, trascinando per lungo tempo le trattative e le consultazioni.

di Roberto Caputo | 18 marzo 2018

Non c’ è nessuna maggioranza possibile: mettere insieme al governo Lega e 5Stelle è un desiderio morboso di qualche opinionista, ma con scarse possibilità di successo. Potrebbe avvenire unicamente per un esecutivo di scopo fatto su indicazione di Mattarella con il solo obiettivo di rifare la legge elettorale. Ma ambedue i partiti vincitori giocheranno a non governare, trascinando per lungo tempo le trattative  e le consultazioni. Il loro sogno, non troppo nascosto è quello di tornare al voto entro pochi mesi. Se così fosse,  la Lega si divorerebbe i resti di Forza Italia che è già in fase di smottamento e i 5Stelle potrebbero salire nel consenso fino ad arrivare vicino al fatidico 40 per cento. Nel piano B è ovviamente prevista una nuova legge elettorale con premio di maggioranza che non vada ad incocciare la sentenza della Consulta.  Anche il PD rappresenta in questa partita l’ agnello sacrificale. Un pugile steso a terra e in crisi di personalità e con una pesante eredità renziana. Un percorso tutto in salita. Il PD non vuole nuove elezioni. Le vive con terrore. Ha bisogno di tempo e di una nuova classe dirigente. Neppure può vivacchiare, in attesa sull’ Aventino. Rischierebbe l’ estinzione. Deve stare in partita. Catenaccio duro alla Rocco e palla in avanti in contropiede. Sarà in grado di farlo?  Lo spirito di sopravvivenza è sempre utile. Tutto questo mentre l’ Europa ci osserva con sguardo critico. Tempi lunghi e minacciosi . Un paese che per la prima volta dal 94 vive un ‘ emergenza politica di cui non si intravedono i contorni finali. Una neonata Terza Repubblica che ci farà stare col fiato sospeso più di un film di Dario Argento.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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