Il Sovranismo malattia senile del Nazionalismo

Il Sovranismo populista oggi della Lega di Salvini e di Fratelli d’Italia della Meloni sono una deformazione caricaturale di quel momento storico, una patologia senile senza alcun aggancio reale con i valori risorgimentali.

Nella foto, opera di Umero Boccioni - Carica di Lancieri

di Sergio Casprini | 30 Luglio 2018

In un saggio del 1920 L’estremismo, malattia infantile del comunismo  Lenin attaccava i critici del Bolscevismo, i quali affermavano di essere ancora più di sinistra rispetto ai bolscevichi, accusati nella loro azione politica di eccessivo pragmatismo e di cedimento ai principi del comunismo nei momenti drammatici della nascita dell’Unione Sovietica dopo la Grande Guerra.

Negli ultimi anni in alcune nazioni europee, in particolare in Francia ed in Italia è nato e si è progressivamente affermato un movimento politico populista, definito sovranismo che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali, soprattutto economiche e finanziarie delle Istituzioni dell’Unione europea, dal Consiglio dei ministri di Bruxelles al Parlamento di Strasburgo.

Il Sovranismo non ha certo nulla a che vedere con il comunismo di Lenin, che si fondava sui principi dell’internazionalismo proletario e della lotta di classe, ma ha lo stesso retroterra politico delle ideologie otto-novecentesche e nel caso del Sovranismo quella nazionalista, l’insieme di idee, dottrine e movimenti che sostenevano l’importanza del concetto di identità nazionale di una collettività, ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati del patrimonio culturale e spirituale di un popolo.

In Italia dal 1870 in poi con il sociologo Vilfredo Pareto, l’ideologo Alfredo Oriani, il poeta D’Annunzio, la rivista La Voce di Prezzolini e di Papini, nella temperie culturale europea della crisi del Positivismo si affermarono istanze idealistiche, irrazionali e nazionaliste, fortemente critiche nei confronti della vita politica con le sue classi dirigenti, i suoi partiti, le sue procedure parlamentari, auspicando una mobilitazione delle energie morali del paese per stare al passo con le altre nazioni europee ed iniziare una nuova era di potenza e prestigio italiano nel mondo.

E quindi il nazionalismo italiano fu colonialista, interventista nella Grande Guerra e poi fascista.

Non va dimenticato però che questo movimento politico nato alla fine dell’Ottocento fece parte della storia del Risorgimento italiano e pur nei suoi esiti tragici non venne mai meno ai valori e alle idealità della Patria ed in nome di essa molti nazionalisti combatterono e morirono.

Non sorprende quindi che Alfredo Oriani con il suo libro La rivolta ideale affascinasse persino Gramsci e Gobetti e venisse poi rivalutato da Spadolini come uno dei protagonisti del Risorgimento!

Il Sovranismo populista oggi della Lega di Salvini e di Fratelli d’Italia della Meloni sono invece una deformazione caricaturale di quel momento storico, una patologia senile senza alcun aggancio reale con i valori risorgimentali, anzi con la grave colpa di avere mistificato il senso e l’identità della nazione, per cui essa da elemento vivo costitutivo del modo d’essere e di pensare della intera classe dirigente e dei giovani italiani, nella scuola e nella società, è divenuta  solo strumento di manipolazione demagogica in mano ai sovranisti.

Ernesto Galli della Loggia in un recente editoriale sul Corriere della Sera ha scritto: …All’inganno nazionalistico che incalza e che cresce non vale opporre la speranza sbiadita e senza voce, il disegno dai contorni tuttora imprecisi e imprecisabili, del progetto europeistico. Va opposta prima di ogni altra cosa, in tutta la sua forza storica, la cultura della nazione democratica. Che più volte, ricordiamo anche questo, ha dimostrato anche di sapere aprirsi al mondo superando i confini della propria patria con la sua carica emancipatrice volta all’umanità.

Con una solida cultura della nazione democratica si può allora rispondere agli inganni nazionalistici  dei sovranisti e dei populisti e riaffermare quindi un autentico sentimento di Patria per i cittadini italiani, uomini e donne, giovani e vecchi con l’orgoglio della propria specifica storia ed in un fecondo confronto con le altre nazioni europee.

Sergio Casprini

 

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

3 commenti

  1. Quindi secondo Caprini sarebbe meglio esser governati da quegli italiani (si fa per dire…!) che salirono sullo yacht Britannia e il cui cabotaggio in acque extraterritoriali dette il Vero Segno della Sovranità Popolare nazionale (Gianni Riotta docet nella sua suprema ignoranza della Costituzione)…eh, buon sangue non mente…da Potere Operaio a Potere Mondialista il passo è breve. Anzi nullo!

  2. Marco Bonavia

    Sig. Casprini vengo subito al sodo senza tanti preamboli: la “patologia senile” che ha accompagnato Salvini al governo della Nazione è l’occupazione del Parlamento italiano da parte di furfanti, cialtroni e perditempo che hanno ammalorato la vita politica e quella di noi italiani brava gente illusi che ci avrebbero ben amministrato. Lasci tranquilli coloro che hanno scritto la storia e ritorni sui suoi passi quando con ardore combatteva, da sinistra, il potere boia!!!
    Con rispetto e rammarico, cordiali saluti

  3. marzio siracusa

    Scusi Casprini, ma all’imperialismo degli States, della Russia e della Cina lei cosa contrappone? Tante pecorelle euro africane, brave e obbedienti? E poi l’idea che senza nazionalismi le guerre del novecento non sarebbero scoppiate mi pare una pia illusione, anche storiograficamente vecchiotta. Spogliata una matrice se ne trova subito un’altra, a meno che non si voglia negare qualsiasi matrice, come voler negare qualsiasi maschera all’essere soggetti in carne e ossa, singoli e collettivi. Inutile ricordare che non i sovranisti ma i cittadini del mondo sono i becchini di domani. Guardi cosa hanno combinato missionari e speculatori che tra sette e novecento salvarono l’Africa e le Americhe come cittadini del mondo credenti o atei, procurando per effetto domino la “salvezza” dell’Europa nel 1914 e 1939. Altro che nazionalismo e sovranismo!

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