Il renzismo non è il nuovo che avanza è solo vecchia politica senza partiti

In Italia funziona perche’ non c’e’ opposizione credibile ed i grandi giornali appoggiano il governo business friendly, ma in Europa hanno visto il bluff.

di Renzo Mattei | 31 gennaio 2016

L’insolito scazzo tra Junker e Renzi e’ grave perche’ costituisce una bocciatura di Renzi e del suo governo.

L’errore fondamentale di Renzi e’ quello di non aver capito che l’azione di governo in Europa e’ di natura diversa da quella di politica nazionale. In Europa si deve difendere ed avanzare interessi nazionali con serie proposte, accordi e compromessi tra i 28 Paesi membri, mentre in Italia la naturale dialettica politica porta la maggioranza ad attaccare l’opposizione e viceversa. All’ultimo Consiglio d’Europa, in presenza di una crisi esistenziale dell’Unione tra i problemi dell’immigrazione, della Grecia del referendum in GB, il Nostro non ha saputo far di meglio che attaccare la Germania per l’austerity ed il raddoppio di un gasdotto. Dopo queste esternazioni, alla prima occasione Junker ha accusato Renzi di avere fatto delle critiche per fini strumentali di politica interna, cioe’ per raccogliere voti euroscettici alle prossime elezioni. La risposta di Renzi e’ stata quella di dire che lui e’ diverso dai suoi predecessori, confermando cosi’ sostanzialmente quello che aveva detto Junker.

Se Renzi vuole ottenere qualcosa dal Consiglio d’Europa, tipo un incremento percentuale del deficit concordato precedentemente, il modo migliore per ottenerlo e’ di porlo come condizione per avere la sua approvazione in una decisione che richieda l’unanimita’, tipo le concessioni a Cameron per il suo euroreferendum alla prossima seduta. La tattica dello strepitare, attaccare e rivendicare il gruppo europarlamentare piu’ numeroso, puo’ funzionare in un talk-show ma non in una trattativa tra stati.

In ogni caso l’Italia e’ isolata in Europa non per l’atteggiamento di Renzi ma perche’ siamo inadempienti agli impegni presi sia nella politica economica che quella sull’immigrazione.

Renzi ha ragione a sostenere che per uscire dalla crisi economica occorre una politica keynesiana espansionistica: piu’ investimenti pubblici, piu’ girano i soldi, piu’ si consuma, piu’ si produce, piu’ entrate per lo stato. USA e GB sono stati i primi ad uscire dalla crisi adottando questa politica.

Quello che non capisce o non vuole dire Renzi e’ che USA e GB non sono la Grecia o l’Italia. Non c’e’ confronto tra la nostra e loro produttivita’, costo del lavoro, efficienza della PA, funzionamento della giustizia, infrastrutture etc. Le nostre cronache quotidiane ci raccontano degli sprechi tra ritardi e ruberie della nostra elefantiaca pubblica amministrazione i cui dirigenti tra l’altro sono i piu’ numerosi e pagati al mondo. La Merkel e soci vogliono vedere veri cambiamenti strutturali ed una riduzione della spesa pubblica prima di allentare i vincoli di bilancio. Dare credito all’Italia in queste condizioni e’ come dare soldi ad uno con le tasche bucate, si sprecano e non si cambia la situazione.

Sembra un paradosso ma l’Italia e’  inadempiente anche in tema di immigrazione. Con l’operazione Mare Nostrum Renzi aveva fatto la cosa giusta di soccorrere in mare quelle zattere semi galleggianti stracolme di disperati. Inviati di televisioni e giornali di tutto il mondo arrivarono in Sicilia a raccontare ed onorare le attivita’  dei vari Corpi dello stato che avevano salvato la vita a migliaia di persone. In quel momento l’Italia aveva tutti i titoli anche morali di gestire la fase 2, quella dopo il salvataggio in mare. Applicando la legge e le convenzioni internazionali, il governo avrebbe dovuto dividere i rifugiati politici, quelli provenienti da zone di guerra, da quelli per motivi economici circa il 60-70% del totale. L’Italia avrebbe potuto chiedere ed ottenere dall’Europa tutti i mezzi, le risorse per organizzare l’immediato rimpatrio di chi non aveva diritto, in modo umano  anche con un rimborso di 5000 euro per le spse sostenute per quelli che venivano dall’Africa centrale ed Asia. Invece abbiamo provato a fare i furbi. A dispetto della normativa europea che prevede la registrazione con foto e impronte digitali, dopo lo sbarco abbiamo praticamente accompagnato gli immigrati alla stazione piu’ vicina per fargli prendere il treno verso il nordeuropa. La mancata applicazione della norma  ci ha reso inaffidabili e cosi’ probabilmente dovremo subire la reintroduzione dei controlli di frontiera ai valichi alpini che di fatto diventeranno la nuova frontiera esterna dell’Europa.

In ogni occasione Renzi sbandiera i suoi successi, lo ha fatto recentemente con una lettera al Guardian:

la riforma del Senato, della normativa del lavoro, della legge elettorale, della giustizia amministrativa. In realta’ ha parzialmente adottato misure di austerity imposte dalle istituzioni europee ai paesi mediterranei. In particolare il governo  e’ intervenuto sulla flessibilita’ del lavoro ed il prolungamento dell’eta’ per le pensioni, mentre per le altre misure di austerity tipo riduzione della spesa pubblica, spostamento della pressione fiscale dal reddito del lavoro a quello del capitale, privatizzazione dei servizi pubblici e’ stato fatto poco o niente. Le riforme del Senato e della legge elettorale sono state fatte per formalizzare come  viene esercitato il potere oggi dal Presidente del Consiglio: il Cesarismo.

L’ambizione dichiarata di Renzi e’ quella di rivoltare l’Italia come un calzino per renderla “..piu’ forte della Germania..” Nel recente passato solo la Thatcher e’ stata capace di trasformare in poco tempo il proprio Paese.  Il problema e’ che lei aveva dietro tutto il partito, un programma, la City e l’America di Reagan mentre Renzi ha dietro solo un branco di opportunisti e amici fidati fiorentini: un po’ poco per fare la rivoluzione. Quando ci sara’ un numero sufficiente di scontenti e clienti insoddisfatti, qualcuno armera’ la mano di un PM o del Presidente della Repubblica contro Renzi e si ricomincera’ daccapo.

Trattasi con tutta evidenza di una pseudonimo, dietro il quale si cela un personaggio italiano che vive da tantissimi anni a Londra e gode, sulle non esaltanti vicende italiane, di un osservatorio tanto distaccato quanto autorevole. Pensalibero si augura di poter godere della sua collaborazione se non con continuità con frequenza almeno pari alla qualità dei suoi interventi (n.c.).

6 commenti

  1. Alberto Lopez

    Ottenere aiuti dall’Europa in materia di immigrazione è meno facile di quello che sembra. Se poi l’Italia registrasse gli ingressi in pratica finirebbe per trattenerli tutti sul territorio nazionale dato che, in base alle regole in vigore, solo dove vengono registrati possono chiedere asilo e gli immigrati sono i primi che non vogliono essere identificati in Italia perché puntano a ricongiungersi con familiari già presenti in altri paesi UE o vorrebbero essere liberi di tentar fortuna in un paese con più opportunità del nostro.

  2. Vecchissima politica – abolite le rappresentanze democratiche nelle provincie , abolito il Senato , assoggettato al Governo la Camera con il premio di maggioranza, resta la nascita del Partito della Nazione e il NAZISMO sarà instaurato in Italia

  3. Gian Franco Orsini

    L’Editoriale riesce bene a rappresentare la politica attuata da Matteo Renzi, ed illustra come riesca a costruire il consenso. L’UE dovrebbe dotarsi di una costituzione e di un governo europeo. Di questo il premier non ne parla mai, dimostrando di non avere idee chiare su come muoversi per costruire un vero stato sopranazionale europeo.

  4. paolo francia

    Condivido interamente e aggiungo, peggiore moralmente di quando i partiti c’erano. Durerà poco, questo appare evidente.

  5. Mi scuso se, non so come, viene fuori un nick, non è certo mia intenzione nascondermi

    Silla Cellino

  6. Resti pure a Londra e ci stia bene, signor Renzo

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