Il PD non è antipatico è solo assente

Il PD sembra quasi inafferrabile. Se si cerca di coinvolgere un dirigente esiste solo la relazione personale.

di Massimo Cingolani | 14 maggio 2018

La scorsa settimana si è tenuto a Cervia il Congresso del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, la maggiore organizzazione di rappresentanza degli intermediari assicurativi.
Il clima era abbastanza infuocato, il Presidente Demozzi ha così esordito:
“Siamo in guerra! Sì, in una guerra per la sopravvivenza, che non abbiamo cercato, né istigato, ma che dobbiamo combattere!”
L’emanazione dello Schema di Decreto Legislativo AG516 di recepimento della IDD (la Direttiva Europea sulla distribuzione), da parte del Governo Gentiloni in data 8 febbraio 2018, non è che l’ultimo tassello di un mosaico che alcune grandi Imprese, con la colpevole complicità di poteri forti, da anni stanno cercando di completare. Un mercato della distribuzione, fatto di reti nuovamente monomandatarie saldamente in mano alle Compagnie, affiancate da decine di migliaia di sportelli postali e bancari, da intermediari deprofessionalizzati ed esenti da obblighi di trasparenza e consulenza nei confronti dei clienti, sarebbe un mercato totalmente in mano ai pochi, grandi operatori oligopolistici. In un simile mercato, lo spazio per gli Agenti professionisti sarebbe pressoché inesistente, come insegnano altri mercati che hanno subito analoga involuzione”.
In parole semplici, grazie a questa direttiva gli agenti non potranno più incassare i premi di assicurazione, ma dovranno comunicare ai propri clienti di versarli direttamente su quello delle varie compagnie con le quali operano. Questo oltre a creare un obiettivo disagio per gli utenti, favorirà la disintermediazione assicurativa. Praticamente il decreto “ammazza agenti” con un’interpretazione errata del principio della tutela del consumatore che ispira la IDD e peggiorando le regole originarie del testo europeo intende introdurre modifiche al Codice delle assicurazioni potenzialmente capaci di affossare il ruolo dell’agente, mettendo in crisi migliaia di agenzie, ponendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e privando i consumatori dell’indispensabile consulenza professionale degli agenti.
L’argomento diventa tecnico e poco appassionante, quello di cui è interessante parlare è l’atteggiamento della politica.
Al Congresso sono intervenuti un senatore di Fratelli d’Italia, un deputato della Lega, uno di Forza Italia ed uno dei 5 Stelle.
Per il PD doveva essere presente un rappresentante, che ha però inviato un comunicato con il quale si scusava per l’assenza a causa di una temporanea indisposizione.
In questi giorni, Lega e 5 stelle hanno confermato di voler predisporre una bozza di relazione da sottoporre a tutti i gruppi, per condividere le opportune modifiche al testo del decreto.
Gli agenti non saranno il centro del mondo, anche se con dipendenti e collaboratori si arriva a più di 100.000 addetti, però è significativo che tutte le forze politiche si siano dette disponibili ad ascoltare le loro richieste.
I 5 Stelle hanno comunicato di conoscere da poco il problema, si sono presi del tempo per studiare, ma adesso sono un sicuro riferimento per la categoria.
Il Pd è risultato assente, non antipatico come sostiene qualcuno, semplicemente” non pervenuto”.
Il PD sembra quasi inafferrabile. Se si cerca di coinvolgere un dirigente esiste solo la relazione personale.
Il mondo degli agenti di assicurazione, come tanti altri simili, sono uno dei nuovi luoghi del conflitto, dove in nome di un mercato più libero, ma spesso anche più oligopolista, si plaude alla disintermediazione.
Quando anche le agenzie di assicurazione, come quelle di viaggio, le edicole, i taxisti. ecc. saranno sostituite da un algoritmo o dal web delocalizzato, si dovrà pensare seriamente al reddito di cittadinanza.
Se una volta il conflitto era semplice da leggere: da una parte i “padroni” dall’altra i lavoratori, ora ci sono regole spesso non condivise ma imposte, oppure più mercato o anche troppo poco.
Le regole europee sono spesso una di queste cause, ma da dove nascono?
Ad esempio nel caso della distribuzione assicurativa si è preso come riferimento il mercato nordeuropeo, sottovalutando il modello mediterraneo che vede come soggetti del mercato, gli agenti, come imprenditori autonomi. Se ci fossero dei rappresentanti più legati al territorio sociale sarebbe stato più facile farne capire le specificità. Nel caso della IDD (la Direttiva sull’intermediazione) è stato meno complicato coinvolgere i parlamentari francesi e spagnoli attraverso i coordinamenti europei degli intermediari assicurativi.
Disintermediazione, nuovi soggetti del mercato, regole europee plasmate su paesi forti, sono tutti focolai di tensione della società, che hanno bisogno di forze politiche capaci di ascoltare e di non parlare solo alla pancia, ma anche al cuore.

Massimo Cingolani     (lavocemetropolitana.it)

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