Il pasticcio di Verona arriva da molto lontano

Nel PD mancano le basi di una vera cultura laica e l ‘incidente di percorso di Verona è anch’esso figlio di questa ambiguità.

di Roberto Caputo | 8 ottobre 2018

La capogruppo del PD nel consiglio comunale di Verona vota una mozione della maggioranza di centrodestra che contesta la legge 194 e concede sovvenzioni ad associazioni cattoliche che si battono contro l’aborto. Ed inesorabile si alza un polverone politico. Il PD è in imbarazzo e deve impegnare tutto il suo gruppo dirigente nazionale per fermare una polemica che rischia di creare ulteriori danni alla credibilità del partito. Ma la sorpresa è una non sorpresa. Il tutto arriva da molto lontano, dall’ ottobre del 2007 quando Veltroni dà vita al PD. La sua è una scelta che non guarda alle grandi esperienze della socialdemocrazia europea. Un occhio all’ America e un occhio al vecchio compromesso storico. Vengono lasciate fuori le forze laiche e soprattutto i socialisti e infatti non  aderisce al PSE. Si concede solo un credito a Di Pietro. Appare subito come una fusione a freddo con evidenti contraddizioni interne che nascono da storie e culture diverse. Quindi la sconfitta elettorale fu inevitabile. Veltroni abbandona e anche Rutelli se ne va. Ma il pateracchio rimane. Ora si alzano violenti strali nei confronti della consigliera veronese, ma evidentemente non ci si ricorda delle scelte dell’ onorevole Binetti e di altri esponenti cattolici. Nel PD mancano le basi di una vera cultura laica e l ‘incidente di percorso di Verona è anch’esso figlio di questa ambiguità. Un ‘anomalia italiana che è tra le cause della nascita dell’ attuale governo.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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