Il Parlamento non è una società per azioni

Tutti coloro che si riconoscono nei principi della democrazia liberale, riformatori, laici, moderati, europeisti, etc., non possono continuare a fare spallucce.

di Nicola Cariglia | 21 maggio 2018

Ammettiamo che arrivi in porto la tetra riforma costituzionale che intenderebbe stabilire il vincolo di mandato per i parlamentari. Insomma, un marchingegno per il quale, al contrario di quanto previsto dalla Costituzione vigente, deputati e senatori sarebbero obbligati a votare secondo le direttive dei vertici dei loro partiti.

Ci ritroveremmo in una situazione paradossale, unica nelle moderne democrazie. In primo luogo, visto che molto si insiste sui costi della politica, soprattutto da parte di 5Stelle e Lega, autori di questa grande pensata, ci ritroveremmo a pagare inutilmente oltre novecento parlamentari. Perché tanto varrebbe sostituirli con un solo deputato o senatore per gruppo, con capacità decisionale pari alla percentuale raggiunta alle elezioni dal suo partito. Ed il Parlamento si ritroverebbe ad essere trasformato in una sorta di consiglio di amministrazione nel quale a contare sono solo le quote (o le azioni) possedute. Tutto nel nome dell’efficienza e della governabilità. E chissenefrega se un’altra funzione altrettanto importante delle due Camere e quella di controllo sul governo!

Del resto, il tutto si salda con un’altra trovata: il comitato che dovrebbe dirimere ogni controversia di governo, nel quale ministri, rappresentanti di partiti e dei gruppi parlamentari di maggioranza si troverebbero allegramente a smontare ogni residua traccia di democrazia parlamentare, rappresentativa, separatezza di poteri e sistema di pesi e contrappesi. Ci potremmo ritrovare presto, in piena democratura, una finta democrazia che fa da schermo al vero potere decisionale esercitato fuori dalle sede istituzionali della democrazia. Ed il percorso di questo processo viene da lontano: il golpe mediatico giudiziario che si abbattè contro una intera classe politica nei primi anni ’90; l’esproprio della sovranità attraverso leggi elettorali varate al solo scopo di autoconservazione della presunta “seconda repubblica”; il dileggio della politica e dei partiti fomentato da giornali e televisioni attenti agli interessi di proprietari costantemente alla ricerca di favori dai governi di turno.

Se Salvini e Di Maio sono i possibili esecutori testamentari di una democrazia agonizzante, l’opinione pubblica per troppo tempo ha trascurato i sintomi della malattia. Oggi la difesa della democrazia in Italia è tutt’uno con la difesa delle conquiste economiche e sociali. E lo si vede dai danni che già hanno provocato (discesa della borsa, rialzo dello spread) indiscrezioni e incaute dichiarazioni durante le trattative per il programma del (nascituro?) governo. E tempo da perdere non è rimasto. Tutti coloro che si riconoscono nei principi della democrazia liberale, riformatori, laici, moderati, europeisti, etc., non possono continuare a fare spallucce. Devono prepararsi ad affrontare assieme la battaglia politica in difesa di ciò che hanno più caro e che viene prima di ogni altra cosa. Di certo è più importante del mantenimento di tanti piccoli recinti identitari che, in nome del giusto attaccamento ad un passato glorioso, si tappano occhi, orecchie e bocca di fronte al presente.

 

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

21 commenti

  1. Paolo Francia

    Bene, a un passo dal cambiamento, ovviamente come da copione d’avanspettacolo di basso livello, non si fa piu niente per la picca su un ministro che sarebbe stato utile per far cambiare le cose anche in Europa, che evidentemente non vogliono essere cambiate a scapito dei cittadini. Mattarella, messo la e voluto da Renzi, ha recitato la sua misera parte, facendosi paladino di Costituzione e interesse degli italiani, quando è vero l’esatto contrario! Adesso al voto, e nell’interesse degli italiani, auguriamoci che questo Cottarelli, gia deciso dall’inizio dal malefico presidente, non si trasformi in un Monti bis e tris. Elezioni, subito le elezioni, e voto massivo ai 5 stelle e alla Lega, le persone di buon senso reagiscano a questo schifo.

  2. marzio siracusa

    Ad essere sinceri a me Di Maio e Salvini dicono poco o nulla, però nello scontro col Quirinale hanno mille ragioni. Siamo alle solite, la ragion di stato, cioè la pancia, impone di stare sotto l’ombrello di Washington, Bruxelles e Berlino. Passerò per un maniaco a battere lo stesso chiodo, ma se a settantatré anni dal 1945 abbiamo bisogno dello stesso ombrello, non possiamo che ringraziare il cattolicesimo politico miscelato in tante salse. L’ultima è quella ciclistica. Proprio oggi il Vaticano II finito nel 1965, trionfa nell’ultima tappa del Giro n.101 a Roma. Dalla prima tappa a Gerusalemme all’ultima tappa a Roma. E non è il trionfo del cristianesimo veterotestamentario dei vari Bonhoeffer, De Lubac, Kung e via teologizzando, che vinse nel Vaticano II e da cui Bergoglio non sa più come uscire? Non si prendano come astruse e fuori luogo queste considerazioni, si cominci a valutare che il cattolicesimo politico è sempre e unicamente metapolitico, quindi silenziosamente e eternamente alla meta mentre gli altri arrancano. Vi pare poco che i cattolici abbiano in mano lo sport e il mondo canzonettaro in un paese di ignoranti superinformati come l’Italia?

    • Paolo Francia

      Marzio, a te Salvini e Di Maio diranno anche poco, ma come vedi avevano ragione, in Italia il cambiamento non ci sarà mai anche per le ragioni che evochi, allora, meglio loro due che almeno ci provano a scardinare qualcosa! Avranno una valanga di voti, questa gente deve essere spazzata via, o alloea rassegnati a un governo che fa il volere e interesse di chi non è italiano.

  3. Paolo Francia

    Bene caro Nicola, quella che consideri “opera buffa” non è che il rispetto della volontà dei partiti usciti vittoriosi dalle ultime elezioni, a quanto pare cho vince non interessa nessuno, basta che si pieghi ai diktat di Berlino, o Parigi o degli USA? Cosa tiu agiti a creare movimenti o appoggiare questo o quello se il finale si conosce già?!? L’opera tragicomica è quella che impedisce di nominare un ministro come Paolo Savona al posto di ministro del tesoro, e su questo taci, silenzio. Se Salvini e Di Maio dovessero cedere su queste posizioni, che poi sono quelle degli elettori che li han votati, meglio tornare alle urne.
    Sapremo a chi dare il voto tra chi vuole il cambiamento ed è ostacolato da Mattarella , Europa, finanza internazionale.
    O allora, Nicola, proponi di abolire il parlamento e le elezioni, e tenetevi Gentiloni e Renzi finche non muoiono, per sostituirli in seguito per dei cloni dei medesimi, cosi all’infinito.
    Deluso di vedere che c’é ancora chi, come te, non capisca cosa stia dietro a questa pagliacciata, che non è certo quella di Di Maio e di Salvini.

  4. Paolo Francia

    Lo spread che sale, i veti su Savona, dovrebbero far riflettere anche Nicola. La finanza governa al posto dei governi, altro che parlamento che non è società per azioni. Marzio, credo che queste siano le persone giuste, ma non gli faranno fare il lavoro.

    • Intanto rifletti tu se hai presente la nostra Costituzione.

      • Paolo Francia

        intanto, Nicola, mentre ti arrovelli sui cavilli, indignati del fatto che Conte, senza ancora aver giurato, riceva la telefonatina di Macron che vuole essere rassicurato! Ma de che?!? Poi rassegnati, o ti becchi questi qui, o faccio mia la frase di Dalema, se si torna alle urne si prendono l’80% e a questo punto, per chiudere la bocca a tanti, sarebbe proprio il caso.

  5. marzio siracusa

    Caro Nicola, mi sembra quasi una coazione a ripetere sperare che senza vincolo di mandato il parlamento appena eletto possa sfasciarsi in grillini socialisti, grillini liberali, grillini, repubblicani, grillini democristiani e grillini rosso arrabbiati. A me piace vedere le cose da lontano, magari da cinquant’anni a venire, quando non saremo più. Mi pare che gli storici di allora, ammesso che l’umano resista altri cinquanta anni, giudicheranno il mezzo secolo di ripetitività che ci sta alle spalle, anzi settanta anni tutti inginocchiati alla seconda guerra mondiale, devozione che tutt’ora è tenuta in piedi ad arte per bloccare qualsiasi mutamento del sentire, che opera il vero cambiamento, non il sentire studiato nei programmi politici, ma il sentire quotidiano per cui anche le più alte tragedie inevitabilmente muoiono e trovano nuovi attori e canovacci. Quando più volte ho scritto che il 1945 deve crollare era questo che intendevo dire, non certo l’auspicio di una rivalsa antistorica, ma ad esempio la fine del vezzo demenziale di aprire guerre con la scusa di esportare la democrazia, ossia il mercato. Da settanta anni questa bestialità ha imposto una continuità di guerre, che portano affari all’industria delle armi anche italiana e ingessano il mondo nella democrazia tecnologica del mercato. Perché questo finisca deve finire l’apologia della seconda guerra mondiale diventata ormai la cappa oppressiva e asfissiante di un sentire morto. Anche se le culle sono semivuote, le generazioni del sentire si alternano comunque. Il governo di M5S e Lega, per quanto raffazzonato, sempliciotto, approssimativo e ingenuo, quindi certamente destinato ad un flop, è comunque auspicabile perché segnerà un taglio, un primo taglio in un sentire ormai sterile. La combinazione fulminante tra la nostra cialtroneria sociale e politica e la nostra grande storia, pone l’Italia nella condizione singolare di spengere e riaccendere la miccia. Il governo Di Maio – Salvini combinerà poco, avvilirà il cambiamento in leggine, ma darà la stura ad altre nazioni più sostanziose di noi ad avviare un nuovo percorso sotto la spinta di un nuovo sentire. Stacchiamoci dal presente e guardiamo le cose da lontano.

  6. Carissimo Paolo Francia,

    se solo tu fossi stato meno precipitoso nell’elogiare all’inverosimile l’opera buffa andata in scena col tuo governo…. Ma, in fin dei conti, anche gli applausi del pubblico fanno parte dello spettacolo.

    • Paolo Francia

      Caro Nicola, non posso elogiare una cosa che non è ancora nata (anche se tra 4 minuti Conte è convocato da Mattarella…), ma applaudire si, hai ragione, essendo poi artista, senza applauso, non c’é spettacolo. Plaudo a questo cambiamento, poi saro’ pronto a criticare se non mi soddisferanno, ma permettimi, è un bel momento per l’Italia e per la democrazia. Certo come ben ha sottolineato qualcuno, le rivoluzioni si fanno con le armi, ma rispetto al passato è comunque un cambiamento, vedremo…..

      • In Italia una rivoluzione con le armi non c’è mai stata. Cambi di regime per ignavia delle classi dirigenti, si. Vediamo dove ci porta questa che per ora è un’opera buffa.

  7. Angelo Giubileo

    Caro Nicola, credo proprio di avere intrapreso da poco il cammino della mia vecchiaia. Ma mi rifiuto nel contempo di credere, da ateo quale sono, che la mente (salvo eccezioni) non conservi una qualche forma di lucidità in grado di accompagnarci fino alla fine dei nostri giorni corrispondenti. Guardare lontano, come tu sempre dici e fai, è quanto persiste di più prezioso per il futuro e la memoria di ognuno. E’ lo sguardo prometeico che salva. Il vincolo di mandato è un assurdo logico, ma rischia di diventare, come di fatto tu dici, una vera e propria istanza risolutiva dell’arte della politica. Governare quasi 8 miliardi di persone in un mondo in continua trasformazione, da sempre destinato al dominio del Caos, è diventata questione assai complicata. Una volta si sarebbe risolta con una Guerra di livello mondiale (dopo l’ultima, la popolazione mondiale contava soltanto 1,5 miliardi di persone), e pertanto non credo sia stata inappropriata l’affermazione di Bergoglio, già di circa quattro anni fa, circa l'”inizio di una Terza Guerra mondiale a pezzetti”. Sarò anche ingenuo, come qualcuno mi obietta, ma se non recuperiamo ciò che ci unisce direi che il destino è di fatto segnato.

  8. Paolo Francia

    Non condivido questi commenti, Conte è una persona di livello, come del resto anche Savona. E’ in atto una rivoluzione pacifica, chi ha governato d decenni contro la volontà popolare, è messo giustamente all’angolo. Nonoatante tutto, i sondaggi danno Salvini in crescita esponenziale, stabile il m5S e in discesa libera FI e in calo anche il PD. Perché non povare altra gente dopo che gli sconfitti hanno gia dato prova di incapacità?!? Vi state arrampicando sugli specchi, ci sono cose nel programma utili e necessarie, che poi il 100 % non vada bene, è ovvio, chi puo’ proporre un programma condivisibile al 100%?!? Non si capisce, dove volete andare Nicola & c? Cosa volete fare dei vostri ideali? Come pensate di risolvere i problemi messi sotto al tappeto da decenni dalla classe politica tanto bella e rispettabile che sostenete e agognate senza capire che, Di Maio e Salvini sono il frutto delle vostre politiche fallimentari?!? Non si capisce, eppure siete piu vecchi di me, ma la saggezza evidentemente evapora come se ne vanno gli anni. Date fiducia a questo progetto, non cercate il pelo nell’uovo e fate mea culpa, questo dovreste fare. Il resto son chiacchiere da bar sport. Davvero Nicola Salvini e Di Maio ti incutono cosi tanta paura per la democrazia? Ma quello che faceva Renzi e Berlusconi allora andava bene? nessun timore?!? Non c’é proprio speranza.

  9. Luigi Proia

    Sono d’accordo! Nessuna riforma COSTITUZIONALE dovrà passare prepariamoci ai referendum e speriamo che ci sia ancora qualche deputato con la schiena dritta.

  10. Caro Marzio,

    ti do ragione su tutto, ma non sulla tua posizione sul vincolo di mandato. Il divieto è sacrosanto. Davvero pensi che il trasformismo colpisca solo gli individui, lasciando immuni i loro partiti? Quante capriole hanno dovuto fare 5Stelle e Lega per giungere ad un accordo, con tutto quello che si erano detti (e avevano raccontato agli elettori) in campagna elettorale? E se ora qualcuno di loro reclamasse il rispetto degli impegni, sarebbe un voltagabbana?

  11. pace e bene carissimo antonio soni stefano bosi fratello dell’on francesco bosi sono stato nel gruppo della parrocchia di san francesco e santa chiara a montughi dove ho conosciuto con piacere la famiglia mezzani nella comunità giovanile vi erano Cristina e Barbara allora un saluto fraterno di cuore a lei te on cariglia,la sua famiglia,la famiglia mezzani!Solo grazie buona giornata buon lavoro!

  12. Marzio Siracusa

    Caro Nicola, governi e governicchi che si rincorrono grazie a voltagabbana senza vincolo di mandato non sono sintomo di un Parlamento e di una democrazia sani. Ma data l’ora comica che stiamo vivendo, I have a dream, che Mattarella riscattandosi dalle ceneri di petulante cattolico sappia dire no, Conte Giuseppe non può essere Presidente del Consiglio. Ma un professore universitario, ciglio alzato e muso arrogante, che abbia pure un pedigree scientifico da primo premio alla mostra professorale, e che pure accetta a tamburo battente di diventare primo ministro, un tipo del genere è degno di considerazione, è una persona seria? No. Di Maio e Salvini hanno già fatto flop, credendo che il premier sia il programma. Nel farsi dell’azione politica intervengo inciampi, ribaltamenti e contingenze che vorranno scelte, e Conte Giuseppe sarà il maggiordomo dei suoi ministri, a loro volta tutelati da Salvini e Di Maio? Qua siamo al ” renzismo ” eletto a sistema, ci immaginiamo Conte Giuseppe nel contesto internazionale? Sarà davvero collegato con l’auricolare a Salvini e Di Maio? Salvini è stato sciocco a rifiutare Di Maio premier per mantenere il piede in due staffe, ossia M5S e Berlusconi. Di Maio si rivela un ragazzuccio tutta teoria e nessuna pratica politica, credendo che il programma sia così dirompente da non aver bisogno di un leader. Già in partenza tutto si sta risolvendo nella solita puttanata all’italiana, d’altra parte non ci si può aspettare altro in un paese dove dal 1921, da quasi un secolo, i cialtroni s’appassionano metodicamente alla politica. Al di là di guerre e resistenze, scalzare un secolo di mediocrità e furfanteria richiede per lo meno un altro secolo, la metastasi è antichissima e profonda, il resto attiene alle verniciate su vincolo di mandato sì o vincolo di mandato no.

  13. Più che altro sono decenni che in Italia non si vedono conquiste sociali.
    Sicuramente anche grazie a quegli europeisti e moderati che hanno preferito seguire l austerità imposta dall UE e le sue politiche precarieggianti in materia di lavoro.
    Che dire di questo possibile governo nascente ?
    Sicuramente non potrà fare peggio dei precedenti, ma sicuramente non ha nulla di socialista né di anticapitalista.
    Già tanto se riuscisse a dialogare con la Russia e in politica estera favorisse un processo multipolare, alternativo al monolitismo di Washington.

  14. Riccardo Bassi

    Indubbiamente il parlamento non è una società per azioni… ma la Repubblica Italiana SI’ ed il Parlamento ne è il CDA…

  15. Gian Franco Orsini

    Caro Nicola, perchè non dire che la nostra costituzione, copia della costituzione della quarta repubblica francese, è in crisi? I francesi mandarono al macero quella costituzione nel 1958, perchè non riusciva ad assicurare un esecutivo efficente alla Francia nei momenti di crisi. Noi da circa 35 anni cerchiamo di modificare la nostra senza riuscirci. Come italiani dovremmo riconoscere ai nostri vicini francesi una maggiore capacità nello scrivere carte costituzionali ed adottare la loro carta costituzionale, visto che da oltre 50 anni sta dando buoni risultati. Fu la costituzione francese del 1891 che tolse il vincolo di mandato agli eletti al parlamento, vincolo in vigore durante la monarchia. Inoltre i miei concittadini non possono continuare a votare ignorando le conoscenze economiche di base. Come è possibile prendere decisioni politiche trascurando totalmente i problemi economici? Diffido completamente dei giuristi che non conoscono i problemi economici.

  16. Cecco Sanese

    Asino d’accordo, il parlamento non dovrebbero essere una società per azioni ma tanto meno una accolita dì quaqquaraccua e di cialtroni come lo è stato ( al 90% ) negli ultimi vent’anni. Banda bassotti preoccupata solo dei propri vitalizi e dei propri contributi di ” reinserimento” ! Ma dove dovrebbero essere reinserite e reinseriti la Bindi ,quell’altro oggetto pugliese che è stata ministro della salute e che è ritornata in magistratura ? Il “buon” Verdini non lo ha già reinserito l’Angelucci ? Avremmo una grande necessità di Robespierre e di Sant Just . Anche per la magistratura che a distanza di anni si scopre che ogni 10 sentenze compie 8 errori . E vengono tutti promossi !

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