Idea, Salento a tasse a zero Ma la Toscana è da meno?

L’ipotesi di lavoro al vaglio del Governo è fare il Portogallo italiano tra Sicilia Calabria e Puglia: pensionati venite, reddito pulito.

di Fabrizio Binacchi | 15 ottobre 2018

Non sappiamo se diventerà mai realtà. Ma l’ipotesi di lavoro è al vaglio di competenti uffici di Governo. A proposito di stereotipi: competenti uffici non è una via come ad esempio Uffici del Vicario a Roma zona Montecitorio, ma una realtà virtuale a volte molto fisica per dire che qualcuno al governo sta studiando qualcosa che forse vedrà la luce. Torniamo al dunque.

L’idea è questa: trasformare tre regioni italiane dalle bellezze ambientali e dal richiamo turistico incomparabili, cioè Sicilia, Calabria e Puglia in una specie di Algarve, Cascais, Portogallo italiani, cioè a tasse zero.

E’ noto che migliaia di pensionati italiani vanno a risiedere in Portogallo perché per un po’ di anni la pensione là è erogata senza il tartassamento medio italico che va dal 40 al 60 per cento. Vivere in Portogallo con mille euro, si narra, è come vivere qui da noi con 4 o 5 mila euro. Una bella scala di valori.

L’idea quindi è di dichiarare free tax alcune zone del nostro Paese per richiamare ovviamente non solo pensionati italiani che vengano dalla Lombardia o dal Veneto ma per  invitare anche pensionati stranieri, che nei loro Paesi non hanno litorali e orizzonti come quelli siciliani, calabresi e pugliesi e che qui potrebbero non pagare quelle tasse che invece pagano da loro. Una forma di richiamo geografico e antropologico, insomma economico, per dare abitanti a zone che rischiano il deserto ma anche una iniziativa per richiamare l’attenzione su zone particolarissime d’Italia che vivono alla grande per  turismo tre o quattro mesi d’estate e poi nel resto dell’anno sono costrette a vivacchiare magari tra caporalato ed economie sommerse.

Fasano e Taviano, Brolo e Pozzallo, Agrigento e Lecce, Capo Vaticano e Locri come grandi mete ambientali  e a quel punto anche sociali e previdenziali. Le regioni delle pensioni libere, potremmo dire. Immaginiamo che se questa idea, al vaglio di qualche ufficio di Governo, diventasse una proposta un po’ più concreta rispetto ad una pura ipotesi, una marea di altri territori italiani si candideranno a farsi free tax, o tasse ridottissime. Melendugno  e Torre dell’Orso con  litorali quasi da tropici sono sicuramente un richiamo fortissimo. Ma cosa potremmo ad una eventuale ipotetica candidatura di Sestri Levante, Liguria, con la sua Baia del Silenzio che sembra una cartolina?

Non si dimentichi ad esempio che nella tradizione sociale italiana per gradevolezza del clima migliaia di pensionati vanno a svernare tra San Remo e Varazze, certo non come residenza ma come villeggiatura nei mesi più freddi, perché fa una certa differenza passeggiare sulla riviera ligure e passeggiare in una città tra nebbiolina e smog.

Tutto questo fiorire di idee e proposte per rilanciare grandi aree del  territorio italiano, con la propria valenza ambientale e turistica, conferma che andrebbe calcolato e valorizzato il potenziale delle nostre coste, delle nostre piazze, delle nostre spiagge, delle nostre rocche. Spesso un patrimonio immenso e talora in… calcolato.

Dice un proverbio delle mie parti, e forse anche delle vostre: chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane.

Altri posti e altri Paesi con due sassi e una statua riescono a portare milioni di turisti a farsi una foto su uno sfondo diciamo normale, qui abbiamo il “mondo” e non riusciamo a valorizzarlo compiutamente e per un arco dell’anno più ampio dei tre mesi della folla e delle bermuda, delle palette e dei secchielli.

Chissà se si riuscirà a fare le regioni pensionati  free tax? Sulla carta l’idea è avvincente, e qualcuno dice anche vincente, ma immaginate quanti altri paeselli e valli tra Trentino e Toscana – dalla Val Rendena alla Val d’Orcia- potrebbero vantare titoli di regioni a pensionanti free tax.

Già ci pare di sentire i toscani del Chianti dire: noi come la Puglia.

Vedremo. Intanto sarà bello sognare o immaginare che l’Algarve si sposti un po’ in Italia e il Salento un po’ in Portogallo.

 

Fabrizio Binacchi

 

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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