Ho conosciuto il grillino medio: urgono scuole di democrazia

Era arrabbiatissimo perché, avendo vinto, non li lasciano governare. Ho obbiettato che o non sono bravi oppure non hanno vinto abbastanza.

di Nicola Cariglia | 16 aprile 2018

Dispiace dirlo, perché a 73 anni dalla Liberazione nessuno poteva immaginare di tornare a fiutare odore di fascismo. Eppure succede. E basta osservare da lontano i comportamenti o soltanto leggere ciò che dicono molti militanti dei 5 Stelle, quelli maggiormente imbevuti delle teorie di Grillo, Casaleggio, Di Maio e via scendendo per li rami. Intanto, i detentori di qualche carica, per es. i sindaci di Roma, Torino, Livorno hanno più volte dimostrato di possedere una mentalità totalitaria. Non avvertono minimamente la differenza fra il loro incarico istituzionale e l’appartenenza al partito. In particolare Virginia Raggi, spesso oggetto di polemiche e accuse  (non importa se a torto o ragione) da parte del Consiglio Comunale di Roma non ha affrontato la questione nella sede istituzionale competente ma nella sede del suo partito. Insomma, la legittimazione per la signora, risiede nel suo partito, non nel voto popolare che vorrebbe si affrontassero le questioni davanti ai componenti dell’assemblea cittadina. Del resto, i 5 stelle sono legati a filo doppio ad una azienda privata che condiziona i loro comportamenti nelle sedi istituzionali e pretenderebbero di introdurre il vincolo di mandato, tanto da avere fatto sottoscrivere ai suoi eletti contratti che prevedono salatissime multe in caso di disobbedienza a non si sa bene chi. Basta e avanza per diffondere odore rancido di fascismo. Ma tutto questo è niente rispetto a ciò che si può provare parlando direttamente con il grillino medio. Ne ho incontrato uno e non credevo alle mie orecchie. Era arrabbiatissimo perché, avendo vinto, non li lasciano governare. Ho obbiettato che o non sono bravi oppure non hanno vinto abbastanza. Mi ha replicato passando dalla rabbia all’isteria: se non possono governare è perché i responsabili dello sfascio e di mille altri crimini non lo permettono. “Quando non hai voti abbastanza – ho replicato, devi metterti d’accordo”. E, invece, no: il M5S non è come i vecchi partiti che hanno rovinato l’Italia. “Ma mica – gli ho chiesto- sarai nato oggi?” Alla sua risposta mi è venuto un sospetto, eccola: “io spazio, volo come un’ape sui tanti fiori, resto me stesso sempre, ma non mi sono precluso niente, ho votato di tutto in vita mia”.  Come no?, ho pensato. Eccone un altro di quelli sempre rancorosi e insoddisfatti che non hanno mai cercato di costruire qualcosa ma sempre pronti a scagliarsi su qualche colpevole da impiccare o ammanettare: quelli che facevano la ola per mani pulite, per la Lega, per il MSI, per Di Pietro, per Ingroia e per tutti gli altri manettari in servizio permanente effettivo, manipolati senza accorgersene o per livore.

Problema loro, ma anche nostro. Ci vorrebbero scuole dove si insegna la democrazia. Ma fate presto. Prima che ancora una volta si disperdano per correre dietro ad altri seminatori di odio con tutto il carico violento della loro ignoranza.

 

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

31 commenti

  1. “disprezzo che cola”, “chi si crede privilegiato”, “continuate a sperare che il M5S fallisca”, Paolo, ma sei in te? Altrimenti, come ti permetti? Un po’ di sano relax, no?

  2. Paolo Francia

    Il disprezzo che cola, dal titolo dell’articolo fino a certi commenti, trasudano si fascismo, ma proprio di pura essenza.
    Ha cominciato anche Macron a considerare che è in atto una “guerra civile”, allora bisogna dire dove sta il fascismo, quando si ironizza e si disprezza il voto di milioni di persone in Europa, non solo in Italia. Se per il signor Macron il bisogno dei popoli di eguaglianza e giustizia è una forma di “guerra civile”, questo significa cominciare ad innescarla, il disprezzo di milioni di elettori è segno di scarsa attitudine democratica.
    Quando si parla di “frustrazioni” o di “quello SI, quello NO”, è una cosa vera e sacrosanta, le persone si sentono sempre piu fregate dalle istituzioni e umiliate, e anche chi si crede privilegiato o fuori pericolo, dovrebbe sempre pensare a chi sta peggio, e che una situazione sfavorevole potrebbe benissimo cadere sulle spalle di chiunque, visto come vanno le cose.
    Ma continuate a sperare che il M5S fallisca, alle prossime elezioni i suoi votanti aumenteranno, e saprete con chi prendervela.

  3. NICOLA CARIGLIA

    Caro Adalberto,

    come sai, quando c’è di mezzo il buon senso, non mi tiro indietro, e condivido le tue osservazioni ad esso ispirate. Converrai che quanto a critiche a tutti i partiti e personaggi da te richiamati, non ci siamo risparmiati in tutta la vita di Pensalibero. Ecco, non ci risparmiamo nemmeno verso coloro che si atteggiano a nuovi padroni della politica e, ancor meno, verso i prossimi. Per ora protagonisti ai quali “lisciare il pelo” non ne vediamo. E qualora li vedessimo saremmo comunque moderati e guardinghi. Infine, un appello: scrivi più frequentemente su Pensalibero che c’è un sacco di gente che ti apprezza.

  4. “Problema loro, ma anche nostro. Ci vorrebbero scuole dove si insegna la democrazia. Ma fate presto. Prima che ancora una volta si disperdano per correre dietro ad altri seminatori di odio con tutto il carico violento della loro ignoranza”
    Caro direttore con questo pezzo hai fatto un danno enorme. Il numero di visitatori sarà tale che rischia di mandare in tilt il tuo sito. Io mi limito a sottoscrivere tutto quello che hai detto e mi scanso. Complimenti.

  5. Adalberto Scarlino Firenze

    Il direttore motiva bene le sue critiche: un sindaco risponde alla città, ai cittadini, al consiglio comunale; non al capo del suo partito. A Virginia Raggi, tuttavia, dovrebbero essere riconosciuti alcuni meriti: a cominciare dal coraggio, al limite dell’eroismo, con il quale ha assunto la carica di sindaco nella Roma devastata dal malgoverno ventennale, quarantennale e oltre di partiti e politici di sinistra ( si fa per dire ) e di destra ( si fa sempre per dire ); a continuare con il NO alla proposta oscena dell’affare – altrettanto osceno – della irresponsabile candidatura alle Olimpiadi, se Dio vuole abortita! Senza dimenticare altri ragionevoli interventi ( su tempi e modi mal previsti dalla vaccinazione obbligatoria voluta dal governo uscente, etc ).
    Quanto al resto, il direttore mi permetterà di suggerirgli sommessamente di lasciar perdere il termine fascismo, nel nostro Paese abusato, male usato, deviiato , periodicamente strumentalizzato e citato, comunque, quasi sempre a sproposito.
    E converrà con me – il direttore – che scuole di democrazia urgerebbero per altri sindaci ( che so ? Per il magistrato-sindaco di Napoli, per esempio ) e amministratori ( che so ? L’esimio dottor De Luca, per dire ).

  6. A parte le cose ovvie scritte dall’articolista che condivido in pieno, è altresì la mancanza di una cultura economica/monetaria che manca.
    Pensano di rattoppare l’Italia, con quattro interventi minori, che ci possono anche stare, ma non hanno nessun impatto reale sull’economia dell’Italia e degli Italiani… che io chiamo ITALIOTI.
    A parte questo, che è visibilissimo, in quanto oltre ad essere un partito ondivago, che invece di perdere tempo a spiegare come funziona, il sistema truffaldino monetario, si accanisce verso le cose marginali.
    Il programma elettorale del 2013 è anni luce rispetta a quello del 2018.
    Perché stupirsi di un elettore che, invece di ragionare, ripeto ragionare, si lascia abbagliare da lucciole che gli vengono dette che sono lanterne?

  7. Caro Michele,

    significa che il tema appassiona. Per me che sono prima di tutto un giornalista, è una soddisfazione. Un abbraccio

  8. Michele Scarlino

    Nicola non c’e’ piu’ spazio sul sito per risponderti come sotto commento, prova a chiedere a Casaleggio :) (battuta con sorriso) A presto, Michele

  9. Inutile insistere con Paolo Francia. Una cosa, che sia una, che gli piaccia del grillismo non riesce a dirla. Solo l’odio per gli altri, percepiti come responsabili delle proprie frustrazioni. Speriamo gli passi, prima o poi. Quanto al cercare di spiegarci il concetto di democrazia dei grillini, vero tema dell’articolo, l’idea nemmeno lo sfiora.

    • Paolo Francia

      Suvvia Nicola, parli del sottoscritto a sproposito, frustrazioni ne ho né piu né meno di te, ho realizzato la mia vita, sono apposto con la mia coscienza, e non accetto lezioni in questo senso, altrimenti sarei costretto a scendere a livelli che non mi piacciono e che non meritano comunque. Una cosa che mi piaccia del grillismo? L’ho già scritto in passato, Beppe Grillo è un genio, l’ho sempre stimato prima che facesse la rivoluzione che ha fatto, non mi si puo’ dire anche che sia salito sul carro del vincitore poiché sostengo le loro idee e l’idea della politica che hanno da sempre. Sulla “democrazia” o piuttosto democratura, ti ha gia risposto perfettamente Marzio, non c’é nulla da aggiungere se non che guardi la pagliuzza agli altri e no le travi che esistono, da ben prima di Grilllo e del suo movimento, sulla democrazia in FI o in quel che Renzi ha reso il PD, che ben quello studente del PD ha denunciato nel suo intervento solo lo sfacelo elettorale della sinistra, allora per pietà, guardati anche un po’ attorno.
      Sull’odio che, insieme alla frustrazioni, mi attribuisci, lasciamo perdere, anche perché i confini sono assai difficili da definirsi, meglio evitare. Piu’ che odio, non sicuramente il mio, vedo invece rabbia in chi ha portato la sinistra alla disfatta, e che ora si sta mangiando il fegato sui crostini.

  10. Paolo Francia

    Nicola è nostalgico, l’età vuole quello e neanche il ragionamento aiuta a farlo rivenire a piu miti consigli. Spera di risollevare un Paese fanalino di coda in cosi tante cose, con una riunione di 4 gatti in una zona periferica di una città distrutta in decenni di governi di sinistra, proprio la premessa per una disfatta già annunciata dal luogo e dai tempi. Rifiutare di capire che il popolo di sinistra ha in parte trovato la sua casa nelle idee del M5S, significa non capire il presente, il mondo in cui viviamo, ormai governato da banche e finanza, non è l’essere negativo o distruttivo pensare cio’, ma semplicemente il constatarlo nei fatti.
    Persone discutibili o meno attendibili ci sono in ogni aggregazione umana qualunque essa sia, attaccarsi al Toninelli con questa veemenza, riduttivo, vogliamo mettere con un Nardella o un Orfini o la Boschi?
    Sono in parte daccordo con Marzio, studiamo i singoli, le persone, basta con ideologie e schemi che non sono piu attuabili, Nicola ragiona come se si fosse ancora tra gli anni ’70 e ’90, ma in quasi 30 anni, politicamente è come se si fosse già nel 2100, se ne faccia una ragione.

    • Forse si dimentica che ciò che sta dicendo Nicola, è solamente una piccola parte di quello che molti non hanno capito, ma lo stanno pian pianino comprendendo.
      La Sinistra come il m5s ora, è il suo surrogato scelto dalle banche per derubare il popolino italiano che, a fronte di slogan vuoti come pochi, è riuscito a fregare chi pensava di trovarsi di fronte ad una vera opposizione.
      Se la cosa non le piace, basta leggersi il programma del movimento del 2013 e quello del 2018.
      Ma si sa, il popolino, non legge, non ragiona, si fida di chi urla slogan ma si dimentica di controllare il dopo.
      Sig; Paolo, invece di andare a raccontare storielle, vogliamo parlare di riprenderci la sovranità monetaria e legislativa?
      Oppure per il m5s, era solamente una bella esca per poi abbandonare i pescioni che hanno abboccato?

  11. Il voto ai 5 Stelle è un voto dato contro i malgoverno della destra e della sinistra (che sono da sempre la stessa cosa).
    Il problema è che i 5 Stelle promettono una cosa e sembrano volerne un’altra.
    Così si sono ammorbiditi sull’ Europa e oggi sembrano, con il Pd, i migliori alleati della guerrafondaia Nato.
    Sembra paradossale ma in Parlamento solo i leghisti sembrano in questo momento storico dire cose sensate.
    Sono ad ogni modo pessimista anche su costoro.

  12. marzio siracusa

    Caro Paolo, l’odore di fascismo avvertito da Nicola io non lo sento, ma ” quel tuo popolo ha parlato ” evoca la vecchia convinzione che tra il popolo e dio stia un filo diretto, per cui la volontà del popolo sarebbe depositaria di qualcosa di sacro e intoccabile. La vecchia querelle se la maggioranza esprima la verità o meno innesta un corto circuito irrisolvibile, in realtà fra democrazia e verità c’è un abisso, o accetti quell’abisso e stai al gioco democratico con tutte le sue miserie, o persegui la verità, ma questa è un’altra storia, che non porta al fascismo, come afferma Nicola, ma alla ghigliottina tout court, infatti i nazisti erano entusiasti di Robespierre, Saint Just e consideravano la Marsigliese il secondo inno nazionale dopo lo Uber alles. Si dà il caso però che dal misfatto del 1789 derivi anche il pensiero che piace a Nicola, e qua si ritorna a un dibattito ottocentesco mai risolto, che è merito del M5S aver riportato a galla in modo raffazzonato ma che nemmeno i grillini risolveranno – figurati! – perché è semplicemente irrisolvibile, se non cercando fisicamente un nuovo mondo che è già stato occupato e smerdato. Se queste sono le ragioni geopolitiche che ci fanno di nuovo guardare ad est, smettiamo però di esaltarci per le scelte del popolo, fatto dagli stessi ciuchi e mediocri contro cui inveisci in autostrada o ascoltando le idiozie televisive. Nessun fascismo, piuttosto studiamo i singoli. Ci sono nel M5S figure bizzarre da censurare per impedire che siano modelli, una di queste è Toninelli in forte ascesa, quando parla ha l’occhio acquoso dell’esaltato con voce stentorea, un vero implacabile risolutore, e magari avesse la cultura di tanto fascismo della prima ora, no è solo un esaltato del fascismo dell’ultima ora, un ghiottone in cerca del suo posticino al muretto di Dongo. Ma questo non è fascismo, piuttosto ominciano a cassare le persone anziché appellarsi ai cicli storici per dare nome ai fantasmi.

  13. Caro Michele,

    vedi: appena leggi qualcosa di urticante contro il magico mondo che ti sei costruito, passi a parlare degli altri. Ovviamente i cattivoni che c’erano prima. Eppoi, perchè “grillini” lo ritieni un termine offensivo? E perchè, invece, il vostro grido di battaglia, il mitico “vaffa…” è legittimo solo se usato da voi?

    • Michele Scarlino

      Ciao Nicola, non parlavo degli altri, parlavo di te e di quelli che pensano come te (perche’ rispondevo a te). Io non vedo nessun magico mondo e sono anche molto critico con chi ho votato, perche’ molte cose non mi piacciono, e quando ho votato l’ho fatto comunque votando il meno peggio (a mio avviso). Mi si chiude la vena pero’ quando leggo editoriali come il tuo, che denotano una totale mancanza di obiettivita’. Sei troppo intelligente per non capire la differenza tra un termine usato dalla stampa continuamente (e nato per sminuire i 5 stelle e i loro elettori) e uno slogan usato nelle piazze che ha cessato di esistere non appena la reazione popolare da cui tutto e’ nato ha preso le forme di movimento politico. Peraltro io contesto ai 5 stelle molte delle offese che in passato pronunciavano verso gli altri (che pure io disprezzo in maniera assoluta), soprattutto le invettive che faceva Grillo, ma non c’entra nulla con l’argomento del tuo articolo e del mio commento.

      • Caro Michele,

        secondo me, ovviamente, le mie obiezioni sono abbastanza appropriate. Del resto, tu stesso affermi, e ti fa onore, di essere critico anche verso i 5 Stelle che pure hai votato. Temo, però, che nel giudizio verso gli altri non tu abbia la stessa indulgenza che ti fa passare sopra ai difetti che ravvisi nel partito che hai votato (del quale, se vorrai, un giorno mi spiegherai quali sono le loro nuove idee in tema di democrazia, il vero punto da me sollevato al quale non hai risposto). Con immutato affetto.

        • Michele Scarlino

          Nicola la mia critica e’ diretta solamente al tuo paragonare i 5 stelle al fascismo, tutto il resto e’ un appendice al commento. Non e’ che io sono indulgente con i 5 stelle (anzi li critico, anche scrivendo direttamente a loro), ma credo nel voto e credo che si debba votare: quando uno va a votare si vota o il migliore o il meno peggio. L’indulgenza verso gli altri partiti non la ho piu’, perche’ se da un lato si deve accettare il compromesso perche’ fondamento della politica, dall’altra deve essere un compromesso basato sui programmi (come avviene in molti stati europei). Disprezzo totalmente i vari Renzi e Berlusconi perche’ gli ho visti all’opera. Paradossalmente preferisco Salvini. Ora pero’ si sta divagando dal post e dal mio commento, che ripeto, era diretto al tuo continuo accostare il fascismo ai 5 stelle. Per quanto riguarda la democrazia dei 5 stelle, il loro obiettivo e’ da sempre quello di discutere le leggi in Parlamento, che dovrebbe essere il vero caposaldo della Democrazia. Si sono sempre comportati cosi’ bene? Certamente no. Sono sempre obiettivi e disponibili al dialogo? Assolutamente no. Ma esiste il tentativo di fare leggi che siano giuste e gli accordi che stanno cercando di fare in questo momento dimostrano una loro crescita. Il tutto sara’ probabilmente bloccato da un sistema assurdo nel quale a seconda di come vanno le cose possa contare di piu’ una coalizione oppure un partito. Berlusconi, la Meloni e Salvini non hanno niente in comune, ma nel nome del potere vogliono farci credere che sono una famiglia felice, un po’ quello che e’ accaduto fino ad oggi. Affetto abbondantemente ricambiato, un saluto, Michele.

          • Scusa Michele, se tutta la democrazia consiste nel discutere le leggi in Parlamento, sbaraccate pure. Primo, non si è mai vista una legge non discussa in Parlamento. Secondo, sarebbe probabile vederne qualcuna discussa da un algoritmo in caso di reale e non escludibile vittoria dei 5 Stelle.

  14. Michele Scarlino

    Ciao Nicola, mi dispiace vedere come appena non ti piace qualcosa che non riesci a capire, continui a parlare di fascismo. Non so che grillino medio hai conosciuto, ma gia’ dal nomignolo che ci dai (grillini) emerge un tuo essere prevenuto ed altezzoso verso un movimento votato da diversi milioni di persone. I 5 stelle avevano chiesto il proporzionale, ma hanno accettato come compromesso questa legge elettorale, I 5 stelle volevano governare da soli, ma stanno accettando che non avendo il 50% devono fare compromessi. Non riesco proprio a capire da dove provengono le tue parole, forse dalla vaga nostalgia di un mondo dove chi si proclamava politico in base a status, conoscenze e buona famiglia (e a volte capacita’ e passione) faceva quello che gli pareva, anche a costo di devastare le casse dello stato, accettare ignobili sottomissioni all’Europa e far vivere di rendita la sua generazione. I professionisti della politica, oro si’, paladini della Democrazia. Un saluto Michele.

  15. Caro Paolo Francia,

    te ne devi fare una ragione: le idee diverse dalle tue esistono ed esisteranno sempre. Ma ti ringrazio per quanto hai scritto: “Il popolo ha parlato, il popolo si è espresso, e accettare questa espressione è la prima regola della democrazia, piaccia o non piaccia”. Ecco, questa tua frase rende, assai meglio di quanto sia riuscito a fare io, l’idea di cosa intendo.

  16. Marco Colangelo

    Potevi anche ricordare a codesti tizi che il loro capo-azienda ha fatto votare contro una riforma costituzionale ed un sistema elettorale maggioritario, a difesa di un sistema proporzionale “puro” come i loro pensieri, dimenticandosi che il proporzionale richiede il saper gestire relazioni complesse fra partiti diversi. Ma loro vengono da Marte.

  17. Paolo Francia

    Caro Nicola, piu che di scuole di democrazia, urgono scuole serie che insegnino meglio e siano al passo coi tempi. Sei ostinatamente prevenuto con tutto quello che ha a che fare col Movimento 5 stelle, meno male che pochi giorni fa ti reputavi aperto ad ogni idea…fai dell’idea di una persona, la stessa dei milioni di persone che hanno votato il M5S? Come puoi ragionare in questo modo? Nessun riferimento a rancido fascismo quando il vero duce attuale, Berlusconi, forte del suo scarno 13% fa il saltimbanco nella conferenza dopo il colloquio col capo dello stato? Ancor meno scandalizzato di una Meloni che pretenderebbe avere un qualche ruolo col suo 4%? Mi sa che a scuola di democrazia, ci dovrebbero passare in tanti, ma forse a scuola di matematica sarebbe meglio. Il popolo ha parlato, il popolo si è espresso, e accettare questa espressione è la prima regola della democrazia, piaccia o non piaccia. Pensare poi che nel 33% dei votanti che hanno espresso la loro fiducia in un movimento politico ci siano solo dei replicanti, ignoranti, in odor di fascismo, fa venire il dubbio opposto, che il fascismo si trovi proprio altrove. Storicamente e ormai nel tempo che fu, e che non ritorna per nessuno.

    • Franco Guerrazzi

      Allora il 41% che ha votato si al referendum valevano meno ? Se con il 33% il movimento 5Stelle ha vinto, allora avrebbe vinto anche Renzi ?

      • Paolo Francia

        Non rigiri le frittate per favore, a fronte del 41%, c’era il 59% contro! Il cartello elettorale del centro destra, in quattro, sono riusciti con un’alleanza sgangherata e che dimostra falle ogni giorno, ripeto in 4 a ottenere pochi punti in % in piu del M5S, che , ripeto, è il solo vincitore di queste elezioni, insieme a Salvini che ha tolto la leadership al mummificato e traballante, nonché un po’ rincoglionito, Berlusconi.
        Da questi dati si parte, piaccia o meno.

        • No, per niente, Paolo Francia. Le considerazioni e i giudizi politici e personali (peraltro di pessimo gusto) valgono nella tastiera che è sede unica di dibattito per i grillini. Nelle Istituzioni, quelle vere, valgono i numeri. E uno vale uno davvero. Non come accade da voi che uno lo fate contare 0 quando il risultato non è gradito.

        • Franco Guerrazzi

          Non voglio fare una discussione, ma credo che il 77% che non ha votato il M5S , non fosse d’accordo con Di Maio & C. poi se lei la vede in maniera diversa ha ragione di farlo……ma allora perché non fate il governo ? Non sarà mica colpa di Renzi ?

    • Sig. Francia, visto che, giustamente la matematica è una materia importante, le ricordo che il 68% degli itliani, più del doppio del 32% del M5S, la pensa diversamente da Lei. Quindi la satrragrande maggioranza del Popolo (due persone su tre) non la pensa come gli illuminati. L’arroganza intellettualoide sapientemente mascherata nelle sue parole ( “L’ETA’ VUOLE QUELLO” e neanche il ragionamento aiuta a farlo RINVENIRE a piu miti consigli) nasconde un pensiero autoritario e fascistoide. Io penso che il M5S raccogla consensi dovuti al malcontento di una crisi economica e migratoria senza precedenti. Il popolo non ha certo votato una linea politica del movimento: Europa NO, Europa SI, Euro NO, Euro SI, Olimiadi NO, Olimpiadi SI, Job act NO, Job act SI, Immigrati NO, Immigrati SI, Jus soli NO, Jus soli SI, Indagati NO, Indagati SI, USA NO, USA SI, potre continuare ancora (non stiamo parlando se andare o no al cinema, sono temi essenziali per l’Italia e la sua gente) In una Azienda ci può essere una migliore o peggiore organizzazione, ma non si parla certo di democrazia. Nelle Aziende c’è il Capo e tutto il resto viene costruito in base alla sua volontà. Il M5S ha fatto firmare dei contratti che sono anticostituzionali, ma legittimi in una ditta privata. Dov’è finita la trasparenza del movimento. Mai più visto uno streaming. Mai vista una scelta o decisione discussa apertamente con i cittadini. Tutti nascosti dietro l’inormatica di Casaleggio segretissima. Io all’inizio ci ho creduto e li ho anche votati. Fortunatamente è anni che mi sono allontanato. Ho seguito tutto il loro percorso e mi sono sentito profondamente offeso e preso in giro.

  18. luciano pallini

    Da sottoscrivere in toto.
    Forse sarebbe servito tener conto di queste derive percepibili da sempre nel Movimento per valutare diversamente le esperienze di governo in essere

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