Gutta cavat lapidem

Il card. Gualtiero Bassetti non perde occasione per incitare i cattolici ad entrare in politica.

di Guglielmo Adilardi | 11 giugno 2018

E’ un chiodo fisso del presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) card. Gualtiero Bassetti, il quale nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, invitato il 7 giugno u.s. dalla comunità di Sant’ Egidio, per una veglia di preghiera per l’Italia, ha tenuto ancora una volta una prolusione per incitare i cattolici alla politica attiva : << Lavoriamo insieme per ricucire l’Italia >> e per non alimentare la rabbia sociale e razzismi. E’ evidente che la Chiesa cattolica teme fortemente la tenuta delle Istituzioni a causa di questo Governo giallo verde, un ‘incognita agitata da molteplici media. Un Governo il quale, sebbene ancora prima di fare alcunché di pratico, ha causato qualche malumore diplomatico e peggio, smosso in negativo “il mercato”.

Il Cardinale ha iniziato il suo incipit dal Vangelo di Matteo (25,14-24) nel quale il Signore ricorda che ad ogni uomo furono affidati dei “talenti” e mentre alcuni li misero a frutto moltiplicandoli, altri li sotterrarono per avere unicamente il beneficio della conservazione. Verso costoro il Rabbi rivolse le Sue critiche. Il Cardinale interpretò tale parabola non salvando neppure coloro che facciano fruttare per se soli i talenti, ma è obbligo farli fruttare per la comunità, senza egoismi personali. Ecco quindi l’obbligatorietà per tutti i fedeli di scendere (o salire) in politica. Da qui l’alto prelato ricorda ai cattolici che hanno una patria da curare e difendere e soprattutto rendere accogliente per i profughi che patria hanno perso.

Ha ricordato inoltre la crisi occorsa prima della formazione del Governo e le critiche fuori di ogni buon senso contro il Presidente della Repubblica. Anche da qui nasce la preoccupazione che le Istituzioni repubblicane possano collassare se il clima invelenito continuasse su tali note.

<< La mia preoccupazione va a tanti mondi, specie le periferie delle nostre città, lacerati, in cui alla fatica quotidiana di vivere – e spesso è tanta! – si aggiungono nuovi conflitti e diffidenze C’è un tessuto umano da ritessere in questi angoli di mondo e in tutta la società civile italiana in nome della pace civile e sociale >>.

Il Cardinale non è soltanto preoccupato di una guerra civile strisciante, ma anche ha riaffermato l’importanza che l’unitarietà italiana abbia un ruolo internazionale non soltanto europeo:

<< Il mondo intero ha bisogno di un’Italia in pace, perché siamo tutti interdipendenti. L’Italia dà all’Europa, al Mediterraneo, al mondo un grande contributo di servizio alla pace, di cultura, di lavoro, di sviluppo >>.

Quindi senza mezze parole : << È venuto il momento, come ho detto recentemente,di avviare nuovi processi, senza preoccuparsi di occupare spazi di potere >>.

E’ un caso che questa rivendicazione di potere avvenga nella comunità di Sant’Egidio ?

Pensiamo di no. La stessa è definita associazione pubblica di laici della Chiesa. Una multinazionale del sociale che dal 1968 opera anche in Italia per la determinazione di Andrea Riccardi ed è diffusa in ben 70 paesi nel mondo.

Sin dalle origini, il servizio ai poveri e il sostegno ai diritti e alla dignità della persona caratterizza, assieme alla preghiera e alla comunicazione del Vangelo, la vita della Comunità che ha costruito forme di aiuto e di amicizia per fronteggiare diverse situazioni di povertà e disagio (anziani soli e non autosufficienti, immigrati e persone senza fissa dimora, malati terminali e malati di Aids, bambini a rischio di devianza e di emarginazione, nomadi e portatori di handicap, tossicodipendenti, vittime della guerra, carcerati e condannati a morte).

Andrea Riccardi, prof. di Storia contemporanea, ministro per la cooperazione internazionale e integrazione nel governo Monti, fin da giovane si profuse per creare anche in Italia questa multinazionale di pace e sollievo per gli ultimi. Uno di quegli uomini usciti dalla “parrocchia” e impegnatosi in politica nella conquista del “potere” come piacerebbe tanto alla Chiesa che facesse la moltitudine dei cattolici. Purtroppo se non vi è “parrocchia, scuola, o Maestri difficilmente persone con talenti normali possano ascendere a tante altezze.

Fra l’altro Riccardi è anche presidente della “Dante Alighieri” da qualche anno. Un colpo da maestro considerato che tale Istituzione internazionale, nata su impulso di laici uomini del Risorgimento, quali Carducci e confreres (Menotti Garibaldi, Leonardi Bianchi, Ettore Tolomei, Agostino Bertani …), eretta in Fondazione nel 1893 da Ernesto Nathan, è oggi in mano cattolica (Segretario generale Alessandro Masi). Poiché anche scuole laiche latitano in Italia da tempo. Niente scuole e Maestri, niente classe dirigente degna di questo nome.

 

Guglielmo Adilardi

Un commento

  1. marzio siracusa

    Bassetti è un sessantenne un po’ limitato, e dimentica che i cattolici dopo l’esperienza storica dei popolari e dei democristiani non hanno più bisogno di entrare in politica, visto che giocando tra sinistra e destra controllano da sempre la società italiana attraverso il Coni, il volontariato petulante, e le varie istituzioni pubbliche e private della musica popolare e alta, festival, TV, concerti ecc. E ciò nonostante gli ex sinistri siano ancora convinti che tra i cinquanta e gli ottanta ebbero in mano la cultura, sentenziando parole d’ordine nelle redazioni dei giornali, nullità libresche nell’editoria e tormentoni pseudopolitici dalle cattedre universitarie. I cattolici non sono mai stati politicamente forti come oggi, soltanto che è atto una delle loro eterne transumanze, questa volta da sinistra a destra. E questa transumanza va riconosciuta in Bergoglio, il papetto di gomma.

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