Guido Barbujani, tutto è provvisorio tranne la solitudine

di Luigi Oliveto | 30 settembre 2018

All’inizio sembrerebbe una storia da ridere, quella raccontata da Guido Barbujani nel romanzo Tutto il resto è provvisorio (Bompiani): ambientata in un sonnolento nord-est italiano (Padova e dintorni) in cui si muovono vite estenuate dalla mediocrità, prevedibili; vocate alla sopravvivenza nonostante il benessere, anzi, proprio grazie ad un benessere che non pretende grandi guizzi di vita. La levità del racconto di Bujani, la sua scrittura piana, colloquiale, una lingua che privilegia ‘il parlato’ descrivono, invece, una drammaticità tutta contenuta in un evolversi di fatti e situazioni che giungono anch’essi come fossero cose ‘normali’.

Il protagonista è Gianni Schuft (“Avevo meno di cinquant’anni, un bell’aspetto, un negozio, un buon reddito, belle macchine che cambiavo spesso, una bella moglie. Non sapevo di essere un vigliacco.”) che, già ricco di famiglia, fa soldi vendendo a prezzi esorbitanti pezzi di antiquariato o presunto tale. Si avvale della fedele collaborazione di Pacia, Frigo e Biasin. I primi due battono le campagne a cercare mobilia, lampadari dismessi, chincaglieria, vecchi giocattoli che, poi, Biasin (geometra col talento del restauro) rende pezzi unici e costosi.

La storia si complica quando la ditta decide di allargare il proprio mercato in Slovenia. Con funzioni di interprete, entra in scena la giovane violoncellista Ilirjana. Schuft si innamora di lei, lascia la moglie e soprattutto la inetta esistenza condotta fino ad allora. L’amore lo innamora della vita. Ma, per la prima volta, sperimenta anche la sofferenza e come un sentimento possa trasformarsi in tormento, in annientamento di sé. Fino al punto di commettere un omicidio, diventare latitante, costituirsi dai Carabinieri. E ritrovarsi in carcere, da dove racconta la sua storia profondamente umana; verrebbe da dire, così ‘normale’. Perché a chiunque può accadere che “della vita resta solo la solitudine, solo quella, mentre il resto è tutto provvisorio”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/guido-barbujani-tutto-e-provvisorio-tranne-la-solitudine_2710.html

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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