Governo. Savona e i 50 miliardi. Per l’Alitalia?

di Primo Mastrantoni | 23 luglio 2018

Giorni fa il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, già candidato al ministero dell’Economia e delle Finanze, ha dichiarato:”L’avanzo sull’estero di quest’anno è al 2,7% del Pil, per un valore complessivo di circa 50 miliardi: esattamente ciò che manca alla domanda interna” occorre “Una politica della domanda centrata sugli investimenti. “Se l’Ue lo accetta, meglio ancora se propone essa stessa, nel reciproco interesse, un piano di investimenti di tale importo, la crescita del Pil che ne risulterebbe può consentire un gettito fiscale capace di coprire allo stesso tempo, la quota parte delle spese correnti implicite nelle proposte di flat tax, salario di cittadinanza e revisione della legge Fornero, senza aumentare né il disavanzo pubblico, né il rapporto debito pubblico/Pil su base annua”.

Si è trovata la quadra, abbiamo pensato, poi ci sono venuti dei dubbi e sorte alcune domande: l’attivo commerciale è statale o privato? Vale a dire è dovuto all’attività delle imprese che collocano all’estero prodotti e servizi o è frutto dell’attività dello Stato? E, se del caso, la politica degli investimenti pubblici quale sarebbe? Quella proposta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che vuole nazionalizzare l’Alitalia? Ricordiamo che l’Alitalia è costata, nel corso degli anni, per una cattiva gestione, qualcosa come 7,4 miliardi, prelevati dalle tasche del contribuente, e che la sola operazione de “L’Alitalia agli italiani”, di berlusconiana memoria, è costata 3,2 miliardi di euro pubblici, cioè sempre del contribuente.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il ministro Savona.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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