Governo. La flebo della Ue all’Italia

di Primo Mastrantoni | 5 novembre 2018

“Senza la flebo della Ue, l’Italia sarebbe già da tempo insolvente”.
E’ la dichiarazione di Alice Weidel, leader di Alternative fur Deutschland (AFD), la formazione di destra euroscettica e sovranista tedesca, che aveva salutato entusiasticamente la vittoria legastellata, in particolare di Salvini, alle elezioni politiche scorse.

La flebo che l’Europa somministra all’Italia è il “quantitative easing” (QE), fornito dalla Banca Centrale Europea (BCE), che ha aumentato la moneta in circolazione, con effetti positivi per imprese e famiglie e, di fatto, offrendo garanzie per il nostro debito pubblico.

L’intervento sul nostro sistema finanziario ed economico, con il QE, è stato fortemente voluto dal presidente della BCE, Mario Draghi, d’accordo con il Consiglio direttivo, composto dai governatori delle banche centrali nazionali dei 19 paesi dell’area euro.

Quindi, l’Europa dell’euro ha partecipato a quello che la leader dell’AfD, Weidel, ha definito salvataggio dell’Italia.

Abbiamo un debito pubblico altissimo, oltre i 2300 miliardi di euro, un rapporto debito sul Pil del 131%, a fine dello scorso anno.
La causa di tutto ciò è stata la spesa pubblica elevata e la crescita asfittica, e non è certo l’introduzione dell’euro, come credono in molti, che ci ha portati in questa situazione, visto che già nel 1994, molto tempo prima della introduzione della moneta unica, il nostro debito pubblico ammontava al 122% sul Pil.

Nei decenni passati si è speso disinvoltamente, per motivi elettorali, senza che ci fosse una politica di sviluppo della crescita, cioè del Pil.

Ora, si sta ricreando una situazione analoga: si vuole spendere disinvoltamente, per motivi elettorali, vedi pensioni e reddito di cittadinanza, senza che ci sia una politica di sviluppo della crescita, cioè del Pil.

Questa del governo attuale non è una manovra espansiva ma recessiva. Così è, e “qualcuno” se ne accorto, tanto che la voragine dei costi di nuovi pensionamenti e del reddito di cittadinanza, non c’è nella proposta di Bilancio approdata in Parlamento.
Ritenere, comunque, che i nuovi pensionamenti e il reddito di cittadinanza aumentino la crescita, sta scritto nel libro dei sogni che Lega e M5S hanno dato da bere ai propri elettori.

L’importante è che il popolo ci abbia creduto e ci creda, in vista delle elezioni europee e nazionali.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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