Governo. Il Def e governo del “Cambiamento”: arretrare dal 2018 al 1980

di Primo Mastrantoni | 30 settembre 2018

Dice bene Cirino Pomicino, democristiano, ministro della cosiddetta prima Repubblica: “Mi accusano di aver fatto debito pubblico, ma è esattamente quello che fanno loro oggi”. Loro sarebbero M5S e Lega, cioè Luigi di Maio e Matteo Salvini.
Fare debito e accollarlo sulle spalle degli italiani, come si fece, appunto, negli anni ’80, solo che, aggiunge Pomicino “noi avevamo una crescita al 2% e una superinflazione”, invece, oggi la crescita è prevista all’1% e l’inflazione è bassa.

Così, abbiamo creato un debito pubblico di 2.300 miliardi di euro, il secondo in Europa dopo la Grecia, che è una zavorra che impedisce la crescita economica del nostro Paese, al quale si aggiungerà quello provocato da questo governo.

Un concetto va chiarito: i costi del reddito di cittadinanza e quello della riforma pensionistica, saranno caricati sulle spalle degli italiani che lavorano, cioè prelevati dalle loro tasche, e questo per dare 780 euro mensili nette agli elettori del M5S, prevalentemente nel sud Italia e mandare in pensione 400 mila persone, il che non produrrà nuovi posti di lavoro.

Il governo del “Cambiamento” è la nuova versione, adulterata, dei governi degli anni ’80.
Cambiare tutto per non cambiare nulla.

L’importante è che il popolo ci creda.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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