Governo. Di Maio e ILVA Se ha coraggio annulli la gara, altrimenti non è credibile.

di Primo Mastrantoni | 2 settembre 2018

Lettera al ministro Di Maio.

Il segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni, ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in merito in merito alla gara per l’acciaieria Ilva di Taranto.
Ecco il testo.

Signor Ministro,

a proposito della gara di appalto per l’acciaieria Ilva di Taranto, vinta dalla società ArcelorMittal, abbiamo letto le sue dichiarazioni: “Persistono forti e nuovi elementi fondamentali che porterebbero al sospetto di illegittimità dell’atto.”

Per noi comuni mortali, le Sue dichiarazioni hanno un significato: la gara è viziata, cioè è stato favorito un concorrente. E’ esatta la nostra interpretazione?

Se così è, perché non la annulla? Sarebbe, a questo punto, Suo dovere prendere carta e penna e decretare la nullità delle procedure. Lo ha fatto, lo farà o no? Perché non dichiara pubblicamente che vuole annullare la gara e indirne una nuova?

Perchè, vede, signor Ministro, Lei è un rappresentante di tutti i cittadini italiani, non solo dei Suoi elettori, poiché eletto in Parlamento (così dice la nostra Costituzione) ed è un ministro della Repubblica Italiana che dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini.

Se questi interessi, che sono poi quelli del popolo, sono lesi può agire in autotutela, invalidando gli atti di gara e promuovendone una nuova.

Se ha notizia di irregolarità, è suo dovere di cittadino, di parlamentare e di ministro agire di conseguenza, altrimenti, le Sue parole non hanno senso e la Sua attendibilità è seriamente compromessa.

Non si possono, mi scusi per il termine, raccontare bufale o, se vuole, fake cow. Non si può lanciare il sasso e nascondere la mano. Non ci si può nascondere dietro l’ossimoro dell’atto illegittimo che è legittimo perché non si può annullare.
Ci dica quando e come intende procedere.

Lei è ministro da 88 giorni e, oltre alle dichiarazioni di cui sopra, non ci risulta che abbia prodotto un provvedimento conseguente a quanto dichiarato. Che aspetta?

Poiché ha dichiarato che al ministero avrebbe aperto mille cassetti, intendendo che vuole fare chiarezza su quanto è accaduto nel passato, perché non inizia ad aprire il cassetto della Sua scrivania e ci mostri il parere secretato dell’Avvocatura dello Stato sulle criticità che avrebbe rilevato in merito all’appalto Ilva? Ma come, Lei condanna la secretazione della concessione ad Autostrade per l’Italia e secreta un parere dell’Avvocatura? Dove è finita la trasparenza?

Come saprà l’Ilva è il maggior complesso industriale in Europa per la lavorazione dell’acciao, dà lavoro a 14 mila dipendenti, ma produce la metà di acciaio rispetto al suo potenziale (favorendo così l’importazione dalla Germania), è in amministrazione straordinaria, perde 1 milione di euro al giorno a causa della bassa produzione e del procrastinarsi della situazione di incertezza e ha 2,5 miliardi di debiti.

Insomma, cosa vuol fare? Trasferire il cerino al ministro dell’Ambiente e ai sindacati? E’ Lei che deve decidere.
E, dunque, decida!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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