Questo governicchio marinaro rialzi la testa

La verità, per dirla tutta, è che Gentiloni ha una maggioranza che si manifesta a seconda delle questioni. Ovvero non ha più la maggioranza.

di Roberto Caputo | 2 agosto 2017

Negli ultimi giorni il governo Gentiloni ha ricevuto degli schiaffoni dai nostri cugini francesi. Sia sul versante Libia, dove ci stiamo impelagando in una missione dai contorni decisamente ombrosi, sia sulla acquisizioni dei cantieri navali che dovrebbero essere nazionalizzati da Macron ai danni di Fincantieri. Tutto ciò è molto strano. Dopo il successo elettorale alle presidenziali di En Marche, che aveva avuto una caratterizzazione marcatamente a favore dell’Europa, questa soluzione francese appare nettamente sovranista ed ha dei connotati che non rispecchiano quella che dovrebbe essere l’Unione Europea.

 

I due colpi hanno decisamente stordito il governo italiano che ha replicato come poteva. In maniera flebile. La verità, per dirla tutta, è che Gentiloni ha una maggioranza che si manifesta a seconda delle questioni. Ovvero non ha più la maggioranza. Si viaggia a vista ed il suo equilibrio e la sua diplomazia aiutano a tenere in piedi un governo che ha tutte le sembianze di quello che, nella prima repubblica, veniva definito “balneare”.

 

In questi momenti sarebbe invece necessaria un’istituzione forte e con una maggioranza determinata dal voto popolare. Purtroppo non abbiamo messo in campo neppure una legge che permetta di determinare alla sera stessa del voto chi andrà a governare. Molte forze politiche tifano per le coalizioni, ma Renzi le percepisce come il fumo negli occhi. I nodi si scioglieranno immediatamente dopo ferragosto. Molto probabilmente qualcuno tenterà una forzatura politica che potrebbe portare ad elezioni prima di Natale. Si gioca una partita difficile e complicata nella quale i cittadini hanno una rilevanza minoritaria. Malgrado tutto, di fronte a questo governicchio e ad un tentativo europeo di metterci in difficoltà, sarebbe meglio andare a votare il più presto possibile.

 

Roberto Caputo

 

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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