G7: il Califfo dà la scossa a un Vertice da melina

ALTERNATIVE CROP VERSION - Pope Francis (R) exchanges gifts with US President Donald Trump during a private audience at the Vatican on May 24, 2017. US President Donald Trump met Pope Francis at the Vatican today in a keenly-anticipated first face-to-face encounter between two world leaders who have clashed repeatedly on several issues. / AFP PHOTO / POOL / Alessandra Tarantino (Photo credit should read ALESSANDRA TARANTINO/AFP/Getty Images)

di Giampiero Gramaglia | 29 maggio 2017

Diciamoci la verità. Se il G7 2017 non si svolgesse a Taormina, ma in uno degli altri Paesi del Gruppo dei Grandi, tipo Giappone – l’anno scorso – o Canada – l’anno prossimo -, considereremmo l’evento come una tappa minore nella successione di questi Vertici: non ci sono decisioni da prendere e i protagonisti sono quasi tutti ‘in transito’.

C’è chi arriva ed è all’esordio – quattro su sette -, c’è chi può essere alla scena d’addio – tre su sette -: gente che va, gente che viene, in una sorta di ‘Grand Hotel’ della politica internazionale, senza protagonisti fascinosi come Greta Garbo e John Barrymore.

Certo, si parlerà a Taormina di temi essenziali: la crescita e il lavoro, il clima e l’ambiente, la lotta contro il terrorismo. Ma quando mai non se n’è parlato, al G7? E il persistere dell’assenza del presidente russo Vladimir Putin riduce ulteriormente il peso del Gruppo, da tempo inadeguato a una governance globale – né il G20, che sarà a luglio in Germania, ha finora dato prove convincenti.  Leggi tutto:

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