Fumata bianca per il contratto dei dipendenti comunali…era proprio necessario l’aumento in busta paga?

L’obiettivo dichiarato era quello di semplificare le norme, gratificare anche economicamente i lavoratori, premiare chi si assume maggiori responsabilità, riconoscere le specificità professionali, aiutare i piccoli Comuni, affermare una maggiore autonomia organizzativa degli Enti

di Cesare Mannucci | 22 Febbraio 2018

Dopo dieci anni, 470.000 dipendenti di Regioni, Province, Comuni e Camere di Commercio hanno un nuovo contratto nazionale.  Ma era davvero necessario? Per l’Associazione nazionale dei comuni italiani pare proprio di si.
“L’obiettivo dichiarato era quello di semplificare le norme, gratificare anche economicamente i lavoratori, premiare chi si assume maggiori responsabilità, riconoscere le specificità professionali, aiutare i piccoli Comuni, affermare una maggiore autonomia organizzativa degli Enti. In materia di concertazione decentrata, aver chiarito le modalità di finanziamento della parte variabile del fondo –  spiega il vicepresidente Anci, nonché presidente del Comitato di settore, Umberto Di Primio, sindaco di Chieti. – eviterà che personale e sindaci debbano sottostare alle diverse interpretazioni degli ispettori del MEF. Importante è anche l’aumento che il personale vedrà sulla propria busta paga. Dopo che sono cadute nel nulla le richieste dell’Anci al Governo perché vi fosse una erogazione di maggiori fondi per i Comuni, così che ogni ente potesse più agevolmente gestire l’incremento stipendiale, è necessario assicurare la tenuta finanziaria del nuovo contratto”.  Anci  auspica, proprio per dare una risposta alle criticità di molti bilanci, che vi sia libertà, per i Comuni, di utilizzo degli accantonamenti degli anni scorsi, anche ai fini del saldo di competenza 2018.
“Si deve anche avere dal Governo un definitivo chiarimento – prosegue il vicepresidente Anci – vista la posizione discordante di alcune sezioni regionali della Corte dei Conti, circa le possibilità di utilizzare, da parte degli Enti in disavanzo, gli accantonamenti degli anni scorsi al fine di coprire l’aumento contrattuale. I Comuni hanno sempre più bisogno di dare risposte in merito alle aumentate competenze. Comitato e Anci salutano la possibilità di destinare un premio in termini economici a chi decide di assumersi maggiori responsabilità, ampliando le attività legate al conferimento delle posizioni organizzative con delega alla firma di atti che abbiano il crisma del provvedimento finale avente rilevanza esterna”.
Sempre in tema di maggiore efficacia ed efficienza delle attività dei Comuni, per sopperire alla carenza di figure apicali e alla mancanza stessa di personale che, a causa del blocco delle assunzioni che, in questi anni, ha afflitto soprattutto i piccoli Comuni, si è previsto che le posizioni organizzative possano essere conferite anche al personale di categoria C.
“Il contratto – secondo il sindaco di Chieti -, infine, contiene anche lo storico riconoscimento delle funzioni della Polizia Locale che norma in un’apposita sezione contrattuale e la valorizzazione di professionisti quali gli avvocati e i giornalisti degli Enti, mai considerati, che, su specifica indicazione del Comitato, ha trovato albergo nel nuovo contratto”. Per quanto riguarda la Polizia Locale, parte integrante del sistema della sicurezza urbana, circa 60mila agenti potranno beneficiare, come le altre categorie cui viene riconosciuta una indennità di funzione, della revisione degli importi della stessa grazie all’accorpamento di rischio, disagio e maneggio valori.
“La vera valorizzazione del personale in forza alla Polizia Locale – sottolinea Di Primio – passa anche attraverso il riconoscimento di una specifica indennità legata alle professionalità e parametrata sia alle responsabilità del grado sia alle mansioni legate ai servizi operativi.
Questo traguardo, che, comunque, ci vede soddisfatti, è il primo che il sistema dei Comuni intende raggiungere. Davanti a noi abbiamo quello delle maggiori autonomie e responsabilità nella determinazione del salario accessorio e nel suo utilizzo al fine di incentivare capacità e merito delle donne e degli uomini che ogni giorno, insieme ai sindaci e agli amministratori, alzano le saracinesche del più grande erogatore di servizi del Paese: il Comune”.
Cesare Mannucci
Cesare Mannucci, Vice Direttore per il Nord di Pensalibero, svolge una intensa attività giornalistica da quasi 30 anni. Ha cominciato nel settimanale L'Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E' stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E' stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L'Avvenire e dell'Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d'amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell'Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali. E' stato infine delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell' Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Attualmente è consigliere comunale all'opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell'Eni

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