Frantz

La prima guerra mondiale vista con gli occhi dei perdenti. Film da vedere. La recensione di Maria Rita Monaco all’ultimo film di François Ozon.

di Maria Rita Monaco | 25 settembre 2016

frantz-di-francois-ozon-831894Due bei film sulla prima guerra mondiale quest’anno a Venezia 73.

Da ieri è nelle sale Frantz di François Ozon in concorso  e premio Mastroianni per miglior attore esordiente a Paula Beer (Anna); ovviamente merita di essere visto. Si tratta di un remake, infatti gia Lubitsch nel 1932 girò, tratto dalla piece di Maurice Rostand “L’homme que j’ai tué”  il film Broken Lullaby ccon uno superbo Lionel Barrymore.   

Ha osato molto Ozon ma il su Frantz ha convinto pubblico e critica, tanto che fino a pochi giorni prima dei premi finali risultava fra i papabili per un leone , poi Lav Diaz e Andrey Konchalowsky, presentati gli ultimi due giorni hanno sparigliato le carte .

Girato in uno splendido bianco e nero (è da sempre il colore che preferisco, specie per un film intenso da vedere in  sala) affronta le conseguenze della prima guerra mondiale, non con l’occhio del vincitore ma con quello de perdenti ed è facile domandarsi, considerando la guerra come la definiva Oriana Fallaci “inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre” se e come sia possibile piangere sulla tomba del nemico. Ma Ozon, in un certo senso, cerca di rispondere anche ad un’altra domanda che si pone la Fallaci sempre nel suo “Niente e così sia” : “Cosa pensa e cosa cerca un uomo che uccide un altro uomo…”.

Cosa spinge Adrian ( Pierre Niney ) a recarsi , lui straniero e nemico in Germania per pregare sulla  tomba di Frantz ? Il rimorso per aver privato un essere umano della vita? La necessità di chiedere perdono ai parenti privati per sempre della sua presenza?

Entrambi in trincea ma dalla porte opposta i due giovani si guardano interdetti ma Adrian spara per primo e uccide Frantz restando preda di un rimorso crescente che lo porterà appunto ad affrontare il rancore, se non addirittura l’odio nei confronti del nemico.

Da notare che nel corso del film il padre di Frantz confessa il senso di colpa che anche i genitori hanno (sia francesi che tedeschi) per aver spinto i loro figli a partire per la guerra e li hanno messi , giovani e smarriti nelle trincee.

Anna ( Paula Beer ), promessa sposa di Frantz, anche lei si reca ogni giorno a portare fiori sulla sua  tomba e dopo la sua morte è rimasta nella casa dei genitori di lui per elaborare insieme il lutto che li ha colpiti. Quando conosce Adrian questi capisce che non può rivelare la verità e imbastisce una serie di bugie sulla sua amicizia con Frantz nata durante un viaggio da questo compiuto a Parigi, racconta delle loro giornate trascorse visitando caffè è e musei, delle lezioni di violino (lui valente e sensibile violinista) date a Frantz e con flashbach (stavolta a colori) su questa amicizia mai nata si sostituisce quasi al figlio morto, raccontando bugie che rendono felici i vecchi genitori. Quindi può la bugia essere usata per sostuire una verità troppo dolorosa?

La Germania ha pagato cara la sua sconfitta ma Ozon non indaga in questo senso ci fa respirare l’amore di Anna per Frantz che a un certo punto sembra potersi trasferire su Adrian ma Frantz è e resta l’oggetto del desiderio di entrambi.

Adrian non resiste a lungo alla bugia e prima di tornare in Francia confessa  il suo rimorso e la sua bugia ad Anna che continuerà a mentire la verità sarebbe apportatrice di troppo dolore per i vecchi genitori di Frantz. Nel finale Anna continuerà a mentire ma inizia anche a riappropiarsi della propria vita.
Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*