Franco Fortini, “l’ostinato che a notte annera carte”

di Redazione Pensalibero.it | 2 ottobre 2017

Luigi Oliveto
 

Lo scorso 10 settembre ricorreva il centenario della nascita di Franco Fortini (Firenze 1917 – Milano 1994). Saggista, poeta, docente universitario. Un intellettuale sbrigativamente definito “scomodo”, anche perché – come ebbe a dire Pier Vincenzo Mengaldo – dotato di una intelligenza “abbagliante e persino umiliante”. Qui piace ricordare il poeta. Chi volesse ripercorrere tutta la sua opera in versi, può usufruire dell’Oscar Mondadori curato da Luca Lenzini e da questi introdotto con un saggio puntuale e illuminante sulla poetica fortiniana. La poesia di Fortini è attraversata da una continua tensione etica, critica, razionale. E’ inoltre sorprendente per la sua perfezione formale, quasi “manieristica”. Un letterato che sapeva di letteratura ma che – annota lo stesso Lenzini – sapeva andarne sempre oltre. Il testo di seguito proposto è tratto dalla raccolta “Paesaggio con serpente”. Il titolo fa riferimento a una immagine dantesca del Purgatorio. Una biscia che si aggira nella penombra della sera viene attaccata da un volatile ed il rettile fugge. Il serpente, simbolo della tentazione, viene dunque scacciato da un essere alato (un angelo). Leggi tutto:

 

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