Francia: cronaca fine bipolarismo annunciataje

di Jean-Pierre Darnis | 15 aprile 2017

La campagna per le elezioni presidenziali in Francia – primo turno domenica 23 aprile – presenta una serie di novità. Il fatto che l’estrema destra figuri come il partito più votato al primo turno è già di per sé un elemento dirompente. E ciò dovrebbe fare saltare la tradizionale alternanza fra destra e sinistra, una regola che sembrava immutabile dopo la presidenza Sarkozy, con l’impossibilità per la parte al potere di riconquistare la poltrona.

Se consideriamo che la presenza del Front National al secondo turno è altamente probabile, allora, stando ai sondaggi, possiamo avere tre tipi di ballottaggio: Le Pen/Fillon, Le Pen/Macron, oppure Le Pen/ Mélenchon. Di questi quattro candidati, uno solo, Fillon, è l’espressione di una formazione politica, ‘LesRépublicains’, che si pone in linea di continuità con la destra classica. La sinistra di governo, quella socialista, sembra invece destinata a scomparire per la debolezza del suo candidato Benoit Hamon.

Sia il Front National sia ‘En Marche’ (il movimento di Macron, neo-centrista), ma anche ‘La France Insoumise’ (il partito di Mélenchon, sinistra radicale) si presentano come movimenti di rottura con l’establishment dei vecchi partiti.

 

Jean-Pierre Darnis   (leggi di più: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3902)

Jean-Pierre Darnis è professore associato all'università di Nizza e direttore del Programma di ricerca su sicurezza e difesa dello IAI (Twitter: @jpdarnis).

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