Firenze culla del futuro

Valore civico della cultura come educazione, sensibilizzazione e arricchimento della cittadinanza. Dalla tutela e protezione del Patrimonio alla sua ulteriore valorizzazione in un dialogo con la modernità contemporanea tra valori civici, integrazione e sicurezza .

di Punto e a Capo | 5 novembre 2018

Si premette che questo documento di intratterrà solo sugli aspetti del titolo ma prende atto che scrivere di cultura e turismo a Firenze e per Firenze significa e significherà nel proseguo del lavoro della lista “Punto e a capo” tenere conto che i confini tra questo settore ed altri come assetto del territorio, viabilità, sicurezza, tutela e ambiente, integrazione, sono estremamente labili e le connessioni evidenti. Servirà, io penso, non tanto trovare il modo di “incollare” ciò che i vari gruppi di lavoro hanno prodotto, ma costituire un gruppo che, con il piglio artigiano che a Firenze si è perso, costruisca quel qualcosa di artisticamente generale che assomiglia tanto, nella mia immaginazione, ad un tavolo di lavoro tenuto insieme da incastri a “coda di rondine” gli unici in grado di sfidare il tempo e perdurare. Voglio anche precisare che questo documento nasce da una serie di contatti / interviste con personalità capaci di critica costruttiva, che conoscono Firenze, la sua storia e il suo presente e che hanno ricoperto incarichi importanti. A tutti loro il nostro grazie!

 

Quattro annotazioni iniziali da approfondire: 1) l’attuale Centro storico, cioè quello percepito e fruito dai flussi turistici, ma anche da molti fiorentini, è più o meno circoscritto dalla prima cerchia di mura duecentesche. 2) il grande patrimonio culturale e artistico diffuso è assolutamente inutilizzato, non esiste una visibilità programmata, e ci sembra che per l’Amministrazione, (consapevolmente o per ignoranza), sia destinato alla cancellazione anche dai ricordi degli stessi fiorentini e certamente dalle esperienze delle giovani generazioni. 3) Non esiste alcun rapporto continuativo tra Firenze e la modernità, l’arte contemporanea, la creatività internazionale. Quando questa capita casualmente (per iniziative private – Fondazione Strozzi) alla sua conclusione non lascia alcuna traccia di se. 4) non esistono iniziative artistiche, di spettacolo e di produzione che valichino i confini provinciali o regionali.

 

Punto 1) Possiamo lavorare per una città intelligente o per una città ignorante e noi optiamo per la prima e ci sentiamo innamorati di questa. Lo merita Firenze, i suoi cittadini e lo meritano tutti coloro che si muovono da paesi lontani per venire a visitare la nostra città che non può essere pensata dagli amministratori come una cartolina antica da mantenere staticamente senza alcuna evoluzione e/o confronto. Il mero mantenimento, ammesso che sia possibile e non lo è, è sempre un’idea involutiva e quindi reazionaria. Ricordo che tutte le nostre bellezze sono state a suo tempo sperimentazione, pensiero, visione del mondo, gestione degli spazi e….arte contemporanea a volte apprezzata e a volte molto meno. La cupola del Brunelleschi è stata a suo tempo molto criticata anche con qualche ragione. Qualora vi capiti è facile constatare che Piazze, monumenti, Chiese, pur facendo parte del Centro Storico “Patrimonio Unesco” (Dio non voglia come la bistecca fiorentina proposta all’UNESCO dall’attuale Sindaco) sono, per i flussi turistici, periferia: alludo alla Chiesa e al Museo di Orsanmichele (aperta solo per merito del volontariato), San Marco, SS Annunziata, L’Ospedale degli Innocenti, la Basilica di S. Maria Novella con il suo meraviglioso chiostro e la piazza attigua, Palazzo Pitti e ciò che contiene, la Basilica di San Lorenzo per non parlare della Chiesa di Santa Maria del Carmine con la Cappella Brancacci, la sempre chiusa Basilica di Santo Spirito, San Frediano al Cestello, Santa Felicita ecc. E Santa Croce è ancora Centro Storico o no?

 

Dovremo quindi prima analizzare e poi reindirizzare i flussi turistici usando tutti gli strumenti amministrativi a disposizione e creandone di nuovi come ad esempio, dopo la legge Franceschini sull’accorpamento dei musei: a) creare un coordinamento comunale dei Direttori b) analizzare il sistema di visibilità di tutto il nostro patrimonio partendo dalla completezza del Centro storico per indirizzarci (nello stesso tempo) verso il patrimonio delle direttrici verso la periferia c) aprire una trattativa con le agenzie internazionali e nazionali dei tour operetor per stabilire un rapporto con le linee guida che stabiliremo d) aprire una riflessione nuova e inedita con le organizzazioni delle Guide turistiche e) creare “dei pacchetti” che coinvolgano il sistema alberghiero e le sue organizzazioni di categoria f) creare delle Card – con un costo da stabilire – da distribuire ai visitatori, che consentano accessi prepagati ai luoghi di interesse così detti minori e che minori non sono g) rendere gratuito l’accesso al sistema museale nella sua interezza alle Scuole di ogni ordine e grado e ai cittadini di Firenze e Provincia. Ci sembra ovvio che un nuovo sistema di visibilità non è solo qualcosa di modernamente nuovo, ma anche una parte della battaglia contro il degrado, per la sicurezza dei residenti e dei nostri ospiti nazionali e internazionali. È ancora più ovvio che non può esistere una politica amministrativa che separi l’idea di una politica turistica da quelle di una valorizzazione dell’intero patrimonio artistico e architettonico. (continua)

 

Anna Maria Castelli

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