Febbraio mese di laicità libertà e democrazia

di Luca Bagatin

di Luca Bagatin | 12 febbraio 2007

Sarà per merito (o colpa) del fato, ma il mese di febbraio (questo mese di febbraio in particolare) è indubbiamente il periodo più denso di avvenumenti “caldi” per chi milita o ha militato nella cosiddetta area laica-liberalsocialista e di libero pensiero.
Non saprei francamente da dove iniziare, ma credo sia il caso di partir in ordine di tempo.
Il 9 febbraio si commemora il 158 anniversario della Repubblica Romana (1849) che vide protagonisti Mazzini, Garibaldi, Aurelio Saffi, Gofferdo Mameli e molti altri rivoluzionari repubblicani e patrioti che per 5 mesi riuscirono a costituire nello Stato pontificio una piccola repubblica democratica estromettendo il Papa dai suoi poteri temporali. Una repubblica la cui Costituzione rispecchiò in linea generale la Costituzione degli Stati Uniti d’America (che risentì negli anni successivi di un forte influsso mazziniano, oltre che chiaramente essere imprtontata ai valori di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà attinti dall’Illuminismo) e di quella italiana attuale.
Il 9 febbraio di 40 anni fa moriva poi un grande ed encomiabile “ribelle” del liberalsocialismo: Ernesto Rossi. Un “democratico ribelle” come passò poi alla storia.
Una storia ingrata che spesso dimentica questa fondamentale figura del Partito d’Azione, dell’antifascismo, dell’anticomunismo, dell’anticlericalismo e del socialismo liberale italiano.
Ernesto Rossi fu uomo politico in prima linea nella denuncia delle angherie del regime corporativo fascista (segnaliamo il celebre “Il manganello e l’aspersorio”).
Dopo la caduta del regime mussoliniano e l’avvento di quello democristiano, fu fervente anticlericale denunciando l’ingerenza del Vaticano nella politica e nella cultura italiana (si ricordino le mitiche “Pagine anticlericali”).
La sua arguta e brillante penna contribuì alla fondazione del settimanale laico e liberale “Il Mondo”
diretto da Mario Pannunzio (in cui collaborò poi tutta la “créme” liberalsocialista e repubblicana del dopoguerra da Gaetano Salvemini a Ugo La Malfa passando per Vittorio De Caprariis, Bendetto Croce, Einaudi e financo un giovanissimo Marco Pannella) nel quale non mancavano mai le sue inchieste sul malaffare politico e finanziario del nostro Belpaese denunciando in particolare l’oligarchia della grande industria e dell’alta finanza che nel nostro Paese ha prosperato con l’aiuto dell’intervento pubblico, secondo la consueta «comoda politica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite» (allora come oggi in cui il duopolio Unione sostenuta dai Poteri Forti e la Cdl sostenuta dalla lobby vaticana e dal “berlusconismo” rappresenta un’estrema sintesi di codesta putrida politica).
Proseguendo nel nostro excursus sugli avvenimeti cruciali di questi giorni, come non ricordare il centenario della morte (16 febbraio 1907) del Vate del Risorgimento ovvero di Giosue (senza l’accento finale, mi raccomando !) Carducci di cui è recentissimamente uscita una approfondita biografia dello storico Aldo A. Mola edita da Bompiani: “Giosue Carducci:
scrittore, politico, massone”.
Chi scrive ammira il Carducci non solo in quanto la sua celebre poesia “San Martino” fu l’unica che ebbe facilità ad imparare ai tempi della scuola elementare, quanto piuttosto per i versi dell'”Inno a Satana”, componimento scritto dal Poeta in una notte e assai poco conosciuto (a causa di una certa cultura clericale onnipresente quando c’è da mistificare la Bellezza e la Verità dell’umana espressione che attinge da un cuore puro e sincero).
Ricordiamo qui: “Via l’aspersorio/prete, e il tuo metro! No, prete, Satana/Non torna in dietro!” ove il suo Satana è in realtà, come ci ricorda lo stesso Prof. Mola in un’intervista su Novella 2000 (finalmente qualche cosa di culturale fra tanta spazzatura !) “il Dio della libertà che sconfigge il Geova dei sacerdoti, ossia il clericalismo bigotto, invadente negli affari di Stato e ostacolo al progresso sociale.”
Carducci ha insomma la stessa visione del Divino che hanno i mazziniani e gli gnostici come il frate domenicano di Nola, Giordano Bruno, condannato al rogo dalla Chiesa cattolica ed ivi morto il 17 febbraio 1600 per aver affermato che «Cristo non era Dio ma un mago incredibilmente abile” e che “L’universo è infinito e contiene un numero similmente infinito di mondi, e che tutti sarebbero abitati da esseri intelligenti” oltre che per la sua visione di Dio come immanente ovvero che “il Divino che è il Tutto, e del Tutto che è il Divino”.
Giordano Bruno fu un libero pensatore gnostico che attinse le sue Conoscenze per mezzo dell’esperienza diretta (unione con il Divino) ed i suoi studi ermetici (da Ermete Trimegisto, il Dio Thot degli
egizi) ed i quali meriterebbero un articolo di approfondimento a parte.
Ci limitiamo qui a riportare queste mere nozioni che auspichiamo siano utili a coloro i quali vogliano approfondire l’argomento.
Giungendo poi ai fatti recenti, l’altro ieri si è approvato un disegno di legge che a nostro parere è un passo avanti in materia di diritti civili per quanto concerne la tutela giuridica delle cosiddette “coppie di fatto”. Certo auspichiamo che essi possano essere maggiormente estesi, ma riteniamo che, affinché ciò sia concretamente possibile, sia necessaria la buona volontà dei laici e dei liberali di entrambi gli schieramenti.
Pressoché in “contemporanea” con l’approvazione dei “Dico”, l’8 febbraio è venuta a mancare una militante che ha fatto sognare molte donne negli anni ’70: Adele Faccio.
Grazie ad Adele (nonché ad Emma Bonino e a Marco Pannella), oggi le donne sono più libere e consapevoli dei loro diritti.
Grazie al carcere che ha dovuto affrontare per aver dichiarato pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza oggi vi è una legge sull’aborto che tutela le donne e le loro scelte consapevoli (grazie alla quale fra l’altro gli aborti si sono ridotti e quelli clandestini in condizioni inumane sono pressoché completamente scomparsi).
Come non equiparare Adele Faccio ai grandi del Risorgimento e della Resistenza antifascista libertaria e socialista.
Veniamo ora all”oggi. All’oggi stesso peraltro (per chi scrive), ovvero all’autoconvocazione dei circoli laici e liberalsocialisti d’Italia a Roma presso l’Hotel Universo in Via P. Amedeo 5/B alle ore 14.00.
Un’assise organizzata in primis dal Gruppo dei Centouno guidato da Nicola Cariglia che da diverso tempo si sta alacremente impegnando per costituire una Federazione dei circoli laici e liberalsocialisti autonoma dai due Poli.
All’assise sarà presente anche una delegazione del nostro Partito d’Azione Liberalsocialista che segue da tempo (per quanto non avendovi ufficialmente aderito) queste iniziative.
Per quel che “mi” riguarda, auspicherei la nascita (lo auspico non da oggi ma dal 1999), dal basso, di una nuova (ma antica e nobile) componente “indipendente”
(ovvero che non ceda mai a facili compromessi con “questo” (falso) centrosinistra né con “questo”
(sfascista) centrodestra) che, memore del motto azionista “Risorgere ed Insorgere” si faccia carico (onore ed onere) di rapppresentare l’Italia che non molla. L’Italia che non si rassegna ai giochi di potere (e di prestidigitazione) e che guarda avanti a partire dalla lotta agli sprechi (di ogni singola amministrazione locale), all’evasione (altissima nella Regione in cui io stesso vivo, il Friuli); ai bigottismi clericali; per un Paese che sappia crescere in termini produttivi ed in termini di garanzie sociali per chi realmente ne ha bisogno.
Si tratta insomma di: o vivere (e quindi non
rassegnarsi) o perire (e quindi mollare oppure aggregarsi ad uno dei due schieramenti, diventandone “utili idioti” e fiancheggiando codesto Regime mediatico-corporativo e finanziario).
Che queso febbraio 2007 ci porti consiglio e buone nuove per l’avvenire.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale "L'Opinione delle Libertà" e de "La Voce Repubblicana", oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale. Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale "Amore e Libertà (www.amoreeliberta.altervista.org - www.amoreeliberta.blogspot.it). E' autore dei saggi "Universo Massonico" con prefazione del prof. Luigi Pruneti; "Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti e di "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia.

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