Estate romana con toppa peggio del buco

Di Maio si è scusato. E che c’entra con Roma e le sue istituzioni cittadine? Proprio niente, a conferma di una mentalità pericolosamente totalitaria.

di Tuttocchiali | 8 settembre 2016

Occorre insistere sul tema della vocazione totalitaria del Movimento 5 Stelle emerso dalle vicende della giunta comunale di Roma. Virginia Raggi, a proposito dell’avviso di garanzia ricevuto dall’assessore Paola Muraro, ha mentito a tutti (giornali, consiglio comunale, popolo romano) ma ha informato i dirigenti del suo partito. Sovrapporre il ruolo del proprio partito a quello delle Istituzioni, è tipico dei regimi totalitari.

Messi di fronte alle loro responsabilità, i dirigenti del movimento hanno ritenuto di uscire dall’angolo escogitando un rimedio ancora peggiore. Hanno cioè preteso e ottenuto le scuse di Luigi Di Maio il quale era stato informato dalla Raggi dell’inchiesta della magistratura a carico dell’assessore all’ambiente della giunta capitolina. Ma questa è una ulteriore conferma di una mentalità tipicamente e pericolosamente totalitaria. Perché Di Maio è un autorevole parlamentare grillino, vice-presidente della Camera e, fino ad ieri, possibile candidato dei 5 Stelle alla presidenza del consiglio. E che c’entra con Roma e le sue istituzioni cittadine? Proprio niente. Ma il movimento di Grillo, nel suo insieme, non più per svista o errore della signora sindaco e della signora assessore, conferma di ritenere che va bene così. Va bene, cioè, non rendere conto ai cittadini e alle assemblee elettive, perché tutto deve essere valutato e deciso solo all’interno del partito.

Lasciamo da parte altri aspetti che pure sono emersi dalle vicende romane: inadeguatezza, opacità delle scelte, abbandono della tanto sbandierata trasparenza che avrebbe dovuto rappresentare la differenza del movimento rispetto agli altri. Vale piuttosto la pena di considerare quanto ha messo in rilievo in un articolo pubblicato da Pensalibero il nostro Alessandro Silvestri. Tutto quanto accade a Roma è reso possibile dalle riforme sugli enti locali introdotte dopo Tangentopoli dall’allora ministro Bassanini. Non che le riforme, necessariamente debbano portare a tali comportamenti. Solo che non li impediscono. Alla vigilia del referendum sulle riforme costituzionali Renzi-Boschi, si faccia un pensiero anche su questo.

Tuttocchiali

Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell'opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l'ironia con il ridicolo.

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