Emergenza Geografia

“Per andare a Sondrio devo passare da Vercelli?”. “Mh, dipende da dove parti”. E c’è qualcuno che mette Prato ancora in provincia di Firenze

di Fabrizio Binacchi | 2 settembre 2018

Novara?  In Lombardia. Rieti confusa con Chieti. E Isernia dove la mettiamo? Mh , Puglia no, Basilicata?  Boh. Non parliamo poi di Pordenone, collocata una volta qua e una volta là. Povera geografia. Un diffuso settimanale italiano ha dedicato la copertina all’emergenza geografia. Abbiamo lacune notevoli su quella mondiale, non sappiamo collocare l’Artide e la Patagonia, a volte abbiamo problemi di distanza tra Ginevra e Bordeaux, ma sempre più spesso si registrano problemi di “ignoranza geografica” anche a livello italiano, a livello nazionale e di regioni nostrane. “Direttore,  per andare a Sondrio devo passare da Vercelli?”. “Mh, dipende da dove parti e soprattutto se hai qualcuno da visitare a Vercelli”.  L’immane incredibile tragedia di Genova ci ha messo alle strette anche con i termini di Levante e di Ponente. Navighiamo a vista. Anche dalle parti di Bologna c’è qualcuno che deve guardare la cartina o consultare Maps per capire se via Emilia Levante è quella dalla parte di San Lazzaro o dalla parte di Borgo Panigale. E pensare che almeno il Sole si leva ancora più o meno dalla stessa parte.  Da anni si invoca un ritorno dell’Educazione civica a scuola, già dalla primaria, cioè dalle elementari. Ovviamente richiesta e perorazione da sottoscrivere in pieno. Ma insieme con l’educazione civica, l’inglese, tecnologia e internet bisognerebbe trovare qualche ora per insegnare la geografia. Bisognerebbe avere la certezza che i nostri diplomati sappiano associare correttamente una provincia alla propria regione, un paese noto o meno noto alla rispettiva provincia. Non voglio dire che tutti dobbiamo sapere che  Pietraperzia borgo bellissimo  è in provincia di Enna, ma che Racalmuto paese di Sciascia è provincia di Agrigento è un po’ più obbligatorio. Così come è naturale sapere che Santeramo in Colle è in provincia di Bari e Gallipoli in provincia di Lecce.  C’era una volta l’Atlante.  Poi sono arrivate le dispense delle cartine geografiche per viaggiare sicuri. Ogni compagnia petroliera negli anni Settanta e Ottanta regalava un libretto di atlante stradale e ti aiutava a viaggiare e andare in ferie, ti faceva capire che se volevi andare a Jesolo era doveroso prendere la Serenissima e che per andare sulla Costiera Amalfitana partendo da Firenze era il caso di prendere l’Autostrada del Sole. Quel che non imparavi a scuola lo apprendevi viaggiando. Tanti meriti anche all’attività del Touring Club Italiano.  Ora siamo al capolinea e rischiamo di produrre generazioni di “geo-insensibili”.  Colpa delle tecnologie, dai navigatori alle mappe elettroniche sugli smart. Una volta prima di partire studiavamo i percorsi e leggevamo tutte le guide sulle caratteristiche del posto che dovevamo visitare: abitanti, economia , lingua storia, densità, tradizioni patrono e duomo. Che bello. Adesso un’occhiata a wikipedia o qualche sito che Google ci indica prima degli altri e ci accontentiamo.  Quando faccio una viaggio un po’ lungo, dopo un po’ di musica e qualche notiziario, mi permetto di proporre a chi viaggia con me una specie di Rischiatutto geografico: non sempre è ben accetto.  Ma direttore, il lago di Garda è in Lombardia vero? Mh, anche un po’ in Veneto e per un pezzetto anche in Trentino. Sguardo desolato.  Che diventa preoccupato quando si aggiunge un’altra notizia: che il Garda è più grande del lago Maggiore, a livello nazionale, a dispetto del nome. Consiglierei un bel giro tra Angera e Arona ma anche tra Garda e Gardone.  Attenzione alle sponde. C’è chi pensa che Gardone  sia il paese che viene dopo Garda e invece è dall’altra parte del lago. Un problema per chi ha un appuntamento ad orario rigido. Sarebbe il caso di fare di ripassi sulla differenza tra regioni fisiche e regioni politiche.  Una cara amica era stata inviata a fare il giro della Tuscia e mi ha chiamato per sapere tra quali regioni fosse  perché non la trovava indicata sulla cartina. L’ho confortata ammettendo che a suo tempo anche io avevo cercato la Sabina. Per non parlare della Ciociaria.  C’è qualcuno che cerca i Castelli Romani come se fossero i Castelli della Loira.  Ma qui entriamo nella letteratura geografica impossibile.  Qualcuno mette ancora Prato in provincia di Firenze, ditelo ai pratesi e vedete che vi succede. Molti non hanno ancora memorizzato le ultime province della Sardegna o della Calabria.  Tanto dicevano prima o poi saranno abolite. Boh. A volte lancio l’idea: “Dai, week end nel Verbano  Cusio Ossola”. Dovreste vedere le occhiate.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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