EMA: le bugie hanno le gambe corte. Facciamo invece presto e bene Human Technopole

L’investimento mancato è importante. Più o meno quanto l’investimento annuo, promesso per dieci anni dal Governo Renzi, per Human Technopole, il centro di ricerca d’avanguardia sul cancro e sulle malattie neurodegenerative, nell’area di Expo 2015.

di Sergio Vicario | 4 dicembre 2017

Ci avevano raccontato che l’aggiudicazione della sede dell’agenzia europea del farmaco (Ema)  avrebbe portato il PIL nazionale a crescere di circa 2 punti. E che solo un destino cinico ma non baro l’aveva impedito. Invece sembra che fosse una balla colossale.

Come ben spiega il prof. Roberto Perotti su la Repubblica del 25.11 e che copio pedissequamente: “Si è parlato di un indotto annuale di quasi 2 miliardi. Una cifra di fantasia, come mostra un semplice calcolo spannometrico. 900 dipendenti con uno stipendio medio netto di tasse di 80mila euro fa circa 70 milioni. 36.000 visitatori all’anno per colloqui e convegni (così ci è stato detto), con una permanenza media (generosa) di cinque giorni, e una spesa per vitto, alloggio e divertimento altrettanto generosa di 400 euro al giorno, fa circa 70 milioni. Mettiamoci pure 30 milioni per il funzionamento dell’ente e la manutenzione dell’immobile. In tutto sono 170 milioni. Come arriviamo ai 2 miliardi? Da quanto si è capito principalmente ipotizzando che molte aziende farmaceutiche straniere avrebbero spostato parte degli uffici della produzione a Milano. Perché avrebbero dovuto farlo non è chiaro. Gli studi sui farmaci non sono condotti direttamente dall’Ema; e le aziende che contano sono enormi multinazionali, nell’era di internet l’ultima loro considerazione è dove sia fisicamente l’Ema. Del resto, quante aziende farmaceutiche lombarde hanno intenzione di trasferire la produzione ad Amsterdam dopo l’assegnazione dell’ema a quella città? Nessuna”.

Perotti ricorda anche che uno dei vantaggi competitivi di Amsterdam è una burocrazia amichevole e non ostativa come quella italiana, aggravata anche da una legislazione nazionale che pone ostacoli alla ricerca biomedica, cercando di impedire, ad esempio, l’utilizzo di modelli animali nei laboratori di ricerca come invece avviene, per mancanza di metodi alternativi, in tutti gli altri paesi europei.

L’investimento mancato è sicuramente importante. Tuttavia, si aggira per dimensione all’investimento annuo, promesso per dieci anni dal Governo Renzi,  per realizzare, sull’area dove venne realizzata Expo 2015, Human Technopole, il centro di ricerca d’avanguardia sul cancro e sulle malattie neurodegenerative.

Se si considera che su quell’area sono previsti altri importanti investimenti legati alla ricerca biomedica, ma non solo, il danno della mancata venuta di Ema a Milano può essere più facilmente assorbito. Si tratta, infatti, di produzioni e di posti di lavoro ad alto valore aggiunto che possono rappresentare un importante trampolino di lancio per l’intero Paese. A condizione però che gli ostacoli sopra ricordati vengano rimossi al più presto. Altrimenti, Ema o non Ema, la ricerca biomedica italiana continuerà a soffrire e la lista dei ‘cervelli in fuga’ che non ritornano continuerà a crescere esponenzialmente.

 

Sergio Vicario   (http://www.mu-me.it)

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