Elezioni e scenari possibili

NeoSocialismo Vs. NeoLiberismo; un Macron italiano; il vecchio, collaudato trasformismo.

di Leopoldo Fregoli | 19 febbraio 2018

Tutti i partiti di sinistra dell’Europa continentale sono al minimo storico ed a rischio scomparsa, ma proprio dall’area del neoliberismo imperante, quella angloamericana, arrivano segnali di risveglio per le idee socialiste. Alle primarie per eleggere il candidato democratico, il senatore indipendente Sanders avrebbe vinto la nomina se non fosse intervenuto l’apparato di partito ed i finanziatori che si sono schierati con la Clinton. Il candidato Sanders avrebbe molto probabilmente battuto Trump ed adesso avremmo un socialista alla Casa Bianca. In Gran Bretagna alle elezioni del giugno scorso, il Labour Party, contro ogni pronostico, pur presentando un programma di sinistra radicale con nazionalizzazioni dei sevizi pubblici, aumenti minimo salariale, abolizione tasse universitarie etc.. e’ stato premiato dall’elettorato. Nessun partito ha avuto la maggioranza ed i conservatori governano grazie all’appoggio esterno di un piccolo partito nordirlandese, ma i laboristi avrebbero potuto essere al governo con una coalizione diversa. Non e’ un caso che proprio nei Paesi anglosassoni, patria del capitalismo si sarebbero potuti avere socialisti al potere e la causa di questa situazione impensabile fino a poco tempo fa, e’ stata la crisi finanziaria di 10 anni fa. Quella crisi finanziaria creata dall’avidità della finanza, irresponsabilmente sregolata, portò alla illiquidità delle banche che furono salvate e rifinanziate dagli Stati, che, indebitandosi a loro volta, furono costrette ad imporre politiche di austerità.

Questa successione di eventi ha portato molti, soprattutto giovani e lavoratori penalizzati dalla globalizzazione, a contestare il sistema neo-liberista. I millenials, nati dopo la caduta del muro di Berlino, non sono marxisti ne’ rivoluzionari, ma hanno maturato un profondo scettiscismo del capitalismo. I giovani hanno notato che le condizioni e prospettive economiche di lavoro dei loro genitori erano superiori alle loro, si sono rassegnati ad un precariato permanente ed hanno visto che mentre i loro redditi sono stati fermi negli ultimi dieci anni,  il valore dei beni appartenenti alla fascia piu’ ricca della popolazione si sono triplicati nello stesso periodo. La rabbia e la domanda di giustizia sociale dei giovani, cresciuti con internet, telefonini e social media, ma digiuni di ideologie, e’ stata colta da “vecchi arnesi” della politica come i settantenni Sanders e Corbyn che propongono un modello di societa’ ispirato alle socialdemocrazie scandinave. Intanto Trump, seppure con il suo stile populista e nativista, ha presentato il suo primo Bilancio che prevede tagli alla spesa pubblica, forte aumento per quella militare, dimezzamento delle tasse per le imprese e deregulation per le attività economiche e finanziare. Un programma di neoliberismo spinto all’estremo.

 

Anche in Italia, o meglio soprattutto da noi con la nostra politica stanca, ripetitiva e paludosa, si guarda con un misto di interesse ed invidia l’avvento ed il successo di Macron in Francia. Ci si domanda se anche in Italia sarebbe possibile trovare un giovane, energico politico che si presenti con un programma di rinnovamento del Paese, prendendo idee da destra e sinistra, scombussolando gli attuali partiti e giochi politici. La risposta purtroppo e’ no, sia per quanto riguarda il personaggio che il contesto. L’unico in Italia che somiglia a Macron e’ Di Maio, ma solo per l’aspetto fisico e l’eta’. Macron ha uno spessore superiore, formatosi all’universita’ piu’ prestigiosa per manager pubblici e privati francesi, ha lavorato per banche d’affari, si e’ messo in proprio come banchiere diventando milionario, poi e’ diventato consigliere economico e ministro del presidente Hollande. Oltre a questa differenza il contesto e’ diverso perche’ la Francia e’ una repubblica presidenziale ed il presidente ha poteri di intervento infinitamente superiori a quelli di un presidente del consiglio.

 

L’Italia nel corso della sua storia e’ stata sempre un laboratorio politico, abbiamo inventato movimenti e formule politiche come il fascismo, da cui e’ derivato il nazismo, l’eurocomunismo e ultimamente il tycoon al potere 20 anni prima di Trump. Non e’ da noi avere una classica democrazia parlamentare dove dopo una elezione si ha una maggioranza ed una opposizione che si confrontano per 5 lunghi, noiosi anni. Siamo troppo irrequieti e machiavellici, a noi le maggioranze solide non piacciono, preferiamo quelle fluide, da sempre o quasi. Nel 1882 l’allora presidente del  Consiglio, Depretis dichiarò in un comizio: “Se qualcuno vuole entrare nelle nostre file, accettare il mio modesto programma, se vuole TRASFORMARSI, come posso respingerlo?” Così nacque il TRASFORMISMO in Italia e da allora non ci ha più lasciato, se non quando Mussolini, avendo capito che la sua maggioranza non sarebbe durata a lungo, instaurò la dittatura. Durante la guerra fredda per necessità geopolitiche mondiali il trasformismo prese un’altra forma chiamata correntismo che garantiva un cambio di governo ogni sette mesi e conseguente avvicendamento di poltrone. Oggi si e’ raggiunta l’apoteosi del trasformismo, incoraggiato e favorito con norme che consentono la costituzioni di gruppi parlamentari con  pochissimi membri, la possibilità di prestare le firme necessarie per presentare una lista elettorale etc..Nell’ultima legislatura ci sono stati circa 800 passaggi di parlamentari da un gruppo ad un altro, interessando quindi i 2/3 degli eletti. Nulla fa pensare che dopo le prossime elezioni il trasformismo non sara’ il fattore determinante per costituire una maggioranza di governo con centinaia di parlamentari pronti a sacrificarsi per il bene del Paese, naturalmente, e passare nel partito con piu’ possibilita’ di formare un governo qualsiasi.

 

Leopoldo Fregoli

 

8 commenti

  1. Paolo Francia

    L’accordo ormai neanche piu “tra le righe” tra Berlusconi e Renzi e la campagna martellante denigratoria nei confronti del Movimento 5 stelle (intere serate dedicate dal TG3 contro la Raggi e solo un brevissimo accenno della sua assoluzione, solo per fare uno dei tanti esempi), e con in piu’ le pressioni di Merkel e Macron con Gentiloni che strizza loro l’occhiolino languido, o la minaccia inaccettabile, o ci votate ora (Berlusconi & Renzi, con Veltroni e Napolitano dietro!) con le buone, o allora si cambia la legge elettorale e ci fate comunque governare dopo, devono far sorgere qualche dubbio alle persone pensanti.
    A coloro dico, votate e fate votare iol M5Stelle, hanno fatto errori, ma devono essere messi alla prova nel Governo del Paese, questa sarebbe la sola e unica cosa positiva che potrebbe uscire dalle urne, date e diamo loro questa opportunità, lo meritano.

  2. Gian Franco Orsini

    Caro Paolo Francia il Movimento cinque stelle è l’incompetenza al governo.

    • Paolo Francia

      Lei caro Orsini, ha delle doti di preveggenza? Mentre l’incompetenza deé M5S è da provare, quella di Renzi e Berlusconi è già ampiamente provata, vuole lei impedire ai 5 stelle di fare lo stesso?

  3. Bagatin,

    veda com’è l’emergenza sul confine fra Venezuela e Colombia, lei che ama tanto il regime di Maduro… e ci parli un po’ di questo se se la sente…
    http://www.estadao.com.br

  4. Mi pare che l’accostamento di Di Maio a Macron da parte dell’autore sia del tutto ironico. Paolo Francia addirittura ne ribalta il senso a causa del suo incorruttibile grillismo. Viva la differenza di opinioni…

    • Paolo Francia

      Solo che l’ironia, caro Nicola, è inversa, cioé Macron fa ridere i polli, ed è considerato uno statista (in realtà è la moglie che governa, e le petizioni contro il suo ruolo e le spese per mantenerla, come per una regina, fanno furore qui in Francia) e quando a Di Maio, ben venga cosi come è, altrimenti il 4 marzo avresti, e avreste, avuto proprio una bella scelta….Renzi o Berlusconi? Merkel o Schultz?
      Non grazie, teneteveli, io ho già votato per i 5 stelle, alla camera e al senato, e posso anche dirvi che mi sono accuratamente informato sui candidati nel collegio estero, brave e competenti persone.
      allora, di cosa parliamo……incorruttibile contro il sistema voluto e imposto dall’Europa, che vi dicono cosa sia bene o male votare. Fate voi….
      Penso che il peggior partito che si possa votare oggi sia quello della Bonino e dei cattolici, ovunque essi siano. Piu Europa?!? Il Giappone ha debito altissimo, ma se ne strafrega, ha moneta sua, e non se la passano male la……allora, si , tiepidi tutti e genuflessi, anche Di Maio, all’Euro e all’Europa.
      Ma credo che per il resto, meriti assolutamente di essere votato.
      Se uno fa come la Le Pen, e vuole uscire dall’Euro, si candida a NON governare, Di Maio si candida per essere eletto.

  5. Sono d accordo con Paolo Francia sul fenomeno Macron, rappresentante delle classi agiate cosmopolite e in continuità con le logiche del capitale, esattamente come Renzi in Italia e Troudeu in Canada.
    Di Maio, che sino a poco tempo fa non sapevo nemmeno chi fosse, direi che è personaggio politicamente inconsistente invece. Pronto alla rinnovata alleanza con gli USA e ormai non più critico nei confronti dell’ UE.
    Mi sembra il Bossi di un tempo o il Salvini di oggi. Tanto barricaderi a parole, quanto in continuità con lo stato di cose presenti nella realtà.

  6. Paolo Francia

    Profondamente sbagliato l’accostamento Macron/Di Maio, e sbagliata anche l’analisi su Macron, che ha annientato i diritti sul lavoro, cominciando la sua opera quando era ministro di Hollande, e rende il lavoro precario, instabile, senza diritti al tribunale del lavoro, soilo per gli imprenditpri e i datori di lavoro a discapito dei lavoratoru e dei diritti che essi avevano ottenuto con battaglie e sacrifici dal 1910.
    Macron è solo un arrogante, assetato di potere, che sta mettendo la moglie al comando, in barba alle leggi vigenti sul tema, un incrocio tra Renzi e Obama, il peggio che la Francia potesse partorire.
    Macron ha utilizzato il malcontento verso i partiti tradizionali, per fare poi peggio di questi ultuimi.
    In Italia il peggio lo propongono Renzi e Berlusconi, quindi solo il voto ai 5 stelle puo’ far traballare questo inciucio già annunaciato dalle parti in causa, piu o meno tra le righe.

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