Elezioni 2018. M5S e Lega. Gli insulti, il programma e la Prima Repubblica

Farsi un giro sui media per conoscere ciò che diceva Beppe Grillo, su Salvini e la Lega, può essere istruttivo. Vediamo, elencandoli.

di Primo Mastrantoni | 14 maggio 2018

1. Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il M5S non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese.
2. Salvini impresentabile.
3. Salvini è un piccolo uomo portato alla grande ribalta dai media di regime, per far dimenticare la Lega ladrona che ha governato per anni insieme a Berlusconi.
4. Matteo Salvini ha gettato definitivamente la maschera. È uno di loro. Matteo Salvini è un traditore politico. È vergognoso.
5. Volevano bruciare il tricolore e sono alleati della nazionalista Meloni. Urlavano “Roma ladrona” e, oltre a non tagliarsi mai lo stipendio, si sono intascati 180 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti (di cui 48 milioni utilizzati in maniera illecita).
6. Salvini e la sua Lega sono il trionfo dell’incoerenza e dell’inaffidabilità. Davano del mafioso e del piduista a Berlusconi e ora sono fedeli alleati nelle regioni e nei comuni.

Infine, il “cambiamento”:
7. Salvini è uno che quando dice una cosa la mantiene, il che è una cosa rara.

Ci aggiungiamo una dichiarazione del capo politico del M5S, Luigi Di Maio: mai alleanze con partiti, come la Lega, che hanno disintegrato il Paese. Salvini fa un gioco sporco.
Poi quella di Fico, che oggi è il presidente della Camera, anche con i voti della Lega, che dichiarava: mai alleati con la Lega, siamo culturalmente e geneticamente diversi.

A contorno, dichiarazioni di Di Battista, sulla Lega e i soldi: https://www.youtube.com/watch?v=Tee6dW0OLdw.

Ci poniamo la domanda: come fa il M5S a fare un governo con la Lega che ha definita ladrona? E come fa la Lega a fare un governo con il M5S che l’ha definita ladrona? E come fa il M5S a fare un governo con la Lega, grazie all’astensione di FI, il cui capo politico è stato definito “il male assoluto”?

Un accordo, sigillato da un “contratto”, si afferma. Per il bene degli italiani, certo, per risolvere i problemi dell’Italia, sicuro, in nome del cambiamento, indubbiamente. Basta crederci.

E’ questo il cambiamento?
Tutto si accetta purché si arrivi ad occupare una poltrona. E’ la partitocrazia che ora si chiama “cambiamento”.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.” E’ la frase scritta nel romanzo “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa.
Prendiamo atto: è ancora Prima Repubblica.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

 

Segretario ADUC

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