Egitto: la rielezione di Al-Sisi, dal voto più ombre che luci

di Redazione Pensalibero.it | 9 Apr 2018

I risultati ufficiali mostrano il ritorno dell’Egitto alle pratiche plebiscitarie. La maggioranza bulgara con la quale Al-Sisi è stato eletto presidente per il secondo mandato conferma l’assenza, lungo il Nilo, di un pensiero alternativo a quello dominante. I reportage realizzati dai – pochi – giornalisti autorizzati a coprire l’evento elettorale sul posto sono riusciti a captare quasi solo le voci allineate. A microfoni accesi quelle stonate hanno taciuto. Lo stesso fronte dell’opposizione, che denunciando – come del resto ha fatto la commissione diritti umani delle Nazioni Unite – il clima autoritario attorno al voto ha alla fine lanciato il boicottaggio, non ha osato fare circolare un solo volantino per strada. La sua campagna è stata tutta virtuale, ma non per questo più semplice, visto che il governo ha creato un’apposita task force per controllare anche questa sfera.

L’Egitto che ha votato Al-Sisi
L’Egitto che parla, perché può farlo, è quello che ha votato Al-Sisi perché crede che solo lui possa garantire la stabilità del Paese, scongiurare una deriva simile a quella avvenuta in Siria e in Iraq, stabilizzare la moneta ( che negli ultimi anni ha perso progressivamente valore) e rimettere in sesto l’economia, magari attraverso ricette magiche in grado di anestetizzare gli effetti collaterali causati dalle riforme imposte dai creditori internazionali.

I sostenitori del presidente – che non saranno certo il 98% degli egiziani, ma che sono comunque numerosi soprattutto tra poveri e anziani – credono che solo un uomo come lui, proveniente dall’esercito, possa tenere sotto controllo – poco importa se con l’uso della forza o della repressione – gli islamisti, gli estremisti e i terroristi che reputano illegittimo il regime da lui guidato.

Ma anche questo è vero solo in parte. Mentre la Fratellanza Musulmana – ovvero il movimento di ispirazione religiosa che ha vinto tutte le prime elezioni post rivoluzionarie – è stata costretta nuovamente alla clandestinità, i salafiti – ovvero i cugini estremisti dei Fratelli, che vogliono un ritorno al primissimo Islam – hanno fatto campagna elettorale per Al-Sisi e sono parte integrata/coptata del regime. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/04/egitto-rielezione-al-sisi/

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