Ed ecco a voi il governo pappagallo!

Lo osserveremo con mente sgombra da pregiudizi, giudicandolo per ciò che farà. A preoccuparci maggiormente è la mancanza di una alternativa, da edificare immediatamente.

di Nicola Cariglia | 14 maggio 2018

Dunque avremo il governo pappagallo. E pazienza che la simpatica bestiola sia evocata dai colori, giallo e verde, che caratterizzano la coalizione grilloleghista. Purtroppo, a farci ricordare il pappagallo sono proprio i discorsini ripetuti a pappagallo dai politici impegnati nella trattativa. Le dichiarazioni rilasciate a radio e TV tramite il copia-incolla e la carta carbone.

Nessuno mette in discussione la legittimità di un governo sorretto dalla alleanza tra Salvini e Di Maio. I governi diventano legittimi quando ottengono la fiducia delle due Camere. Tutti. E lo diciamo a maggior ragione quando si tratta di governi formati da chi ha sempre contestato la legittimità altrui.

E’ un  governo, il pentaleghista, che non ci piace. Ma lo osserveremo con mente sgombra da pregiudizi, giudicandolo per ciò che farà e mantenendo le più ampie riserve su ciò che Lega e 5Stelle hanno detto fino ad oggi e continuano a dire.

Purtroppo, se siamo preoccupati per un governo sostenuto da partiti che hanno dimostrato scarsa dimestichezza con le regole della democrazia liberale e dello Stato di diritto, ancora di più lo siamo per l’assenza di una qualsiasi alternativa in grado di candidarsi essa stessa al governo. E’ questo che rende ancora più evidente e drammatica la crisi di democrazia del Paese: una deriva cominciata con le oscure vicende di Tangentopoli, proseguita attraverso lo smantellamento pezzo dopo pezzo dei cardini della sovranità popolare e giunta oggi ad una gravità tale che un governo pur che sia, improvvisato e raccogliticcio, appare accettabile nel nome dello scampato pericolo di guai maggiori.

Non sarà facile creare una alternativa a questo governo. Perché in parte consistente dovrà basarsi su partiti e uomini che non sono privi di responsabilità verso la situazione attuale. Ma tanti anni di democrazia insegnano che i partiti possono trovare la capacità di autorigenerarsi: attraverso nuove energie interne non ancora espresse e accettando contaminazioni politiche e culturali esterne.

Brutalmente: il PD, da solo, non va da nessuna parte. Rinunci a quella sciocchezza foriera di sconfitte che il suo primo segretario, Veltroni, chiamò “vocazione maggioritaria”. Cerchi la “contaminazione” con il disperso, ma ancora diffuso, mondo della cultura e della storia laica, liberale e riformista. E non tema di esporsi anche verso i moderati, già presenti o meno in Parlamento. E, parimenti, questi ultimi, laici, socialisti e moderati, la smettano di rinchiudersi nei loro sterili recinti alla ricerca della bella identità ormai consegnata alla storia. C’è in gioco molto di più delle proprie piccole o grandi storie. C’è da restituire all’Italia una sostanziale e non solo formale democrazia, che tale non può essere senza una credibile alternativa di governo. E non c’è tempo da perdere.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

14 commenti

  1. Marzio Siracusa

    Paolo, sarebbe bello non farsi troppo illusioni, anche se remare sempre contro è stupido. A me più che le fondamentali coperture economiche delle riforme, più che lo spread pilotato ed il ricatto del debito pubblico interessa un passaggio che ritengo fondamentale, ossia che, al contrario di quanto crede la sinistra incartapecorita, i movimenti populisti rompano finalmente l’appiattimento dell’antifascismo sull’antifascismo cattolico, che ha trasformato il sacrosanto antifascismo in fideismo fanatico, acritico e sterile ai fini della democrazia. Quando l’antifascismo vive di tic e parole d’ordine pavloviani come accade da quasi mezzo secolo, è portatore di un sentire retorico e ripetitivo che non ha alcuna funzione né politica né culturale. Di questo voglio illudermi, che i populismi ingenuamente equiparati dai cattolici atei al risorgente fascismo, operino un taglio netto col cattolicesimo politico, vera fonte di qualsiasi fascismo, e restituiscano l’antifascismo ad una comprensione più profonda del suo valore storico. E questa è la sconfitta più deprimente della sinistra imbrogliata nella religione mercantile dei diritti civili, mentre anno dopo anno veniva scippata dei diritti sociali e politici fino a cadere nell’attuale paralisi.

  2. Paolo Francia

    Marzio, non lamentiamoci, se questo governo si fa, sarebbe il primo in Europa venuto da movimenti cosi diversi e cosi invisi in Europa, e scusami, annaqualo come ti pare, ma sarebbe davvero una cosa nuova e non sperimentata! Aria fresca, basta con i soliti minuetti di Boccherini e salamelecchi Renziani o Berlusconiani, mi pare comunque sia un passo in avanti.
    Aspettiamo, ma chi fino a poco tempo fa derideva il M5S e considerava Salvini un pazzo fascista, dovranno fare mea culpa e rendersi conto che i tempi sono davvero cambiati, stavolta si.

  3. Marzio Siracusa

    Aggiungo. Meraviglia non poco il silenzio su un’effermazione di Mattarella, “ il presidente della repubblica non è un notaio “, benevolmente interpretata dall’informazione come invito ad una funzione non passiva ma attiva del Quirinale, rispetto al dettato dell’art.92. È singolare invece che dal garante della Costituzione l’istituto notarile sia assunto nella sua forma più bassa, quella esperita dai cittadini nelle centinaia di certificazioni quotidiane dei passaggi di proprietà, quando questo istituto è forse il massimo risultato in ambito romanistico dell’equilibrio tra diritto pubblico e privato, a meno che un Presidente della Repubblica non covi segretamente un’impostazione da Common Law. In realtà il Presidente della Repubblica, stante l’attuale Costituzione confermata dal referendum del 2016, è il più alto notaio dello stato, e proprio questa sua superiorità notarile portata in ambito internazionale garantisce il rispetto del democratico accoglimento o rigetto da parte del corpo elettorale di trattati e accordi, fossero pure trattati e accordi secolari. La battuta da bar che Mattarela ha fatto tra la carica del Quirinale e l’istituto notarile fa cascare le braccia, e uccide qualsiasi speranza che questo paese riesca mai ad essere veramente libero e democratico se non nelle retoriche cerimoniali condite di simpatico familismo.

  4. Marzio Siracusa

    Paolo, Mattarella ha piantato per Di Maio e Salvini i paletti di Washington, Bruxelles e Berlino costringendo M5S e Lega ad riadattare e annacquare il programma, il quale si ridurrà ad una polemichetta strisciante e inconcludente sull’Europa, sull’euro e sul resto. Da decenni viene rinviato, camuffato e nascosto lo scontro latente tra Quirinale e risultati elettorali, finché gli inquilini del Quirinale non saranno rimessi in riga votare sarà inutile, come è stato inutile questa volta.

  5. Marzio Siracusa

    Mi sembra che si metta il carro avanti ai buoi, perché gli ordini che Mattarella riceve da Bruxelles e Washington sono rapidi e tassativi, e da acqua cheta cattolica il bravo Mattarella obbedisce, mostrando una faccia alla Lega e altra faccia al M5S, in modo che i due sprovveduti di turlupinerie cattoliche quando si ritrovano parlano lingue diverse con diverse attese. Il giochino di Mattarella è antichissimo e ben noto ai moderati cosiddetti laici, da sempre democristiani camuffati. Mattarella è già entrato a gamba tesa in ciò che l’art.92 Cost. non gli permette, ossia definire i contenuti politici di qualsiasi governo, soprattutto in politica estera proprio ora che il paradigma del 1945 sta crollando e l’Europa non sa a quale regista raccomandarsi. Tanto basta perché gli sprovveduti Salvini e Di Maio evitino la prossima salita al Quirinale. Mattarella vuol essere protagonista occulto fingendosi paziente? Lasciatelo fare…

    • Paolo Francia

      Caro Marzio, hai ragione, probabilmente o sicuramente, ma questo pan di spagna cattolico del quale parli, è la base da sempre di ogni torta governativa…..dandola per scontata, non ti pare una rivoluzione comunque che Salvini con Di Maio provino a fare qualcosa di nuovo? Mattarella fa il suo lavoro, poi tornerà nel congelatore o sarcofago, ma intanto qualcosa si muove, o sei gia nostalgico della Leopolda, del Renzi e della sua corte dei miracoli?!? Oppure di Berlusconi?

  6. NICOLA CARIGLIA

    Capisco, Paolo, il riserbo che ti aveva fino ad oggi impedito di manifestare i tuoi sentimenti di ammirazione per la Lega. E mi fa piacere che, finalmente, hai potuto renderli noti.

    • Paolo Francia

      Nessun riserbo Nicola, e nessuna ammirazione per la Lega, anche se le idee di Salvini sono quelle del sentire di tante persone. L’idea di un’alleanza tra Lega e M5S l’avevo pensata ben prima delle elezioni, avendo visto diversi punti convergenti, e penso che sia un bene che i due trovino un accordo. Condivido con Bagatin, che in quel senso da lui indicato, i due movimenti siano gli unici a voler, sulla carta, difendere gli interessi dei piu deboli. Purtroppo pero’, il sistema non cambierà, Bagatin lo sa bene, attualmente la sua è pura utopia.

      • Già che ci Sei, pure antemarcia! Secondo copione.

      • Il fatto che il sistema non cambi, caro Paolo, è quel che non farà certo migliorare le condizioni dei popoli e dei poveri.
        Anche per questo non riesco ad entusiasmarmi davvero a nessun leader politico europeo attuale e, come ti scrissi a suo tempo credo, ogni qual volta vedo qualcuno che si entusiasma per questo o quel leader, rimango stupito. Non so se invidiarvi o no. Sono molto più pessimista di quel che si possa pensare, sicuramente disilluso, ma non per questo smetto di ragionare e di approfondire. Anzi, lo faccio il doppio.
        Credo di più ai cervelli pensanti, pochi o tanti che siano, di quelle persone comuni davvero immiserite e disilluse. Sono la maggioranza. Siamo la maggioranza.

  7. Paolo Francia

    Un progesso per Nicola, hai avuto bisogno di 2 mesi per digerire l’esito delle urne. Fino ad ieri la vittoria era solo propaganda? Come fai a dire che il governo, ancora inesistente, non ti piace?!?
    Bene invece l’accordo tra Luigi di Maio e Matteo Salvini, sarà sicuramente migliore di quello Renzi, del quale gli elettori si sono sbarazzati. Hai già la tua casa Nicola, le dichiarazioni degli ammaccati pieddini sono “carta carbone” e sospetto esattamente come le tue. Finalmente invece qualcosa di nuovo si muove, inedito fino a pochi mesi fa, vediamo nei fatti, piu’ che nei nomi, cosa sapranno fare e valuteremo.

  8. Caro Nicola, la nascita di governi come quello attuale (se nascerà davvero) è proprio causa di questa cultura liberale riformista che ha fatto le riforme in favore del capitale e dei ricchi.
    Negli anni me ne sono allontanato, non a caso, aprendo finalmente gli occhi.
    La destra e la sinistra del capitale (Forza Italia, Pd…) a questo Paese e all Europa (Macron, popolarismi, liberal capitalismi vari) hanno già fatto ai popoli sovrani ed ai poveri troppo male.
    È il momento socialista, ovvero populista autentico e originario. Ed è questa l occasione che va colta: orientare la politica in senso anticapitalista. E osservare la situazione con questi occhi.
    Ben consapevoli che né Lega né Cinque Stelle vogliono uscire dalla logica del capitale, ma sono i meno peggiori in questo momento storico.

  9. Vittorio Gubbiotti

    Finalmente una proposta saggia….

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