Economia e ambiente: “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” (prima parte)

di Punto e a Capo | 5 novembre 2018

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” si intitola l’obiettivo n. 12          dei cosiddetti Sustainable Development Goals ovvero  gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile lanciati dall’ONU nel 2015, che hanno come orizzonte temporale per il loro raggiungimento il 2030.

Le grandi città sono, infatti, ‘laboratori naturali’ per individuare soluzioni alle principali sfide globali, per sperimentare e implementare innovazioni di sviluppo sostenibile, con ricadute positive non solo sull’ambiente ma anche nella dimensione economica, sociale ed istituzionale.

Dopo  Paris City Hall Declaration del  4 dicembre 2015 ed il Patto di Amsterdam 30  Maggio 2016 si è arrivati alla Carta di Bologna per l’Ambiente di cui Firenze è              stata firmataria ma non ha messo in atto tutti i punti e misure previste.

 

 

1) RICICLO DEI RIFIUTI

L’economia circolare, in particolare, può consentire alle Città metropolitane di slegare lo sviluppo dal consumo delle risorse naturali esauribili ed evitare la distruzione di valore insita nel modello economico attuale. E proprio da qui partiva  la Carta di Bologna per l’Ambiente sottoscritta anche da Firenze.:

le città metropolitane si impegnano infatti a raggiungere gli obiettivi europei più ambiziosi: riciclo 70% e discarica max 5% dei rifiuti al 2030, riducendo la produzione dei rifiuti stessi al di sotto della media europea e portando la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e all’80% nel 2030 (47,5% nel 2015 a livello nazionale , ultimo dato certo disponibile).

 

Occorre un’assunzione di responsabilità che deve avvenire a tutti i livelli, dagli organismi sovranazionali, ai governi degli stati , fino alle Regioni ed ai Comuni e fino ai singoli individui chiamati a offrire il proprio contributo.

2) DIFESA DEL SUOLO

In relazione alla tutela del territorio, le città del comprensorio fiorentino si devono impegnare a ridurre del 20% il proprio consumo netto di suolo al 2020 (dai 2 attuali a 1,6 mq/ab l’anno di media nazionale) e centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, prevedendo sviluppo urbanistico solo in presenza di trasporto pubblico sostenibile e dei principali servizi al cittadino sia pubblici che privati.
L’obiettivo europeo è l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda Onu richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.

3) PREVENZIONE DISASTRI

Su iniziativa di Punto e a Capo i sindaci dell’Area metropolitana di Firenze faranno sì che i Comuni  si impegnino a rispettare per poi migliorare e aggiornare quanto stipulato nel  Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia  ( Vedi Bologna 2015) per prevenire il rischio di disastri generati dai cambiamenti climatici. Obiettivo è la redazione di piani integrati con gli strumenti di pianificazione nazionale per poter essere operativi entro il 2020. In questo ambito il quadro di riferimento nazionale è l’integrazione tra le iniziative Italia Sicura, Casa Italia e la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici del Ministero dell’Ambiente, superando l’attuale separazione con il Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030  (Quadro Riduzione Rischi Catastrofi naturali) del Dipartimento per la Protezione civile. In pratica si propone una  UNIFICAZIONE

Le parole chiave sono:

 

rigenerazione urbana,

attenzione alle periferie,

riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente

sicurezza sismica e idrogeologica. (continua)

 

Gaetano Santonocito

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