Dunkirk: troppi bianchi in quel film, l’eroismo fu multietnico

di Redazione Pensalibero.it | 11 febbraio 2018

La novantesima annuale cerimonia di premiazione degli Academy Awards, o notte degli Oscar, come viene definita colloquialmente dal pubblico italiano, si avvicina. E il celebrato regista inglese Christopher Nolan, grazie alla sua ultima fatica Dunkirk, rischia di non avere abbastanza mani per portare a casa tutte le statuette vinte.

Il film, acclamato da critica e pubblico, ha ricevuto ben otto nomination, fra cui le principali categorie ‘miglior film’ e ‘miglior regista’, e ha potuto contare su di una pioggia di elogi sia per la bellezza delle immagini che per l’aderenza alla realtà storica, nella rappresentazione dell’evacuazione degli eserciti britannico e francese dalle spiagge della cittadina francese di Dunkerque, vicina al confine con il Belgio.

Se sulla prima delle due tipologie di elogi chi scrive non è assolutamente in grado di fornire un parere informato, ruolo che lascio ben volentieri ai critici cinematografici e agli esperti del settore, sulla seconda non posso che esprimere un certo disappunto. Per rendere chiaro da dove nascono i miei dubbi, spero che il lettore mi permetta una breve digressione.

Propaganda alleata e razzismo silenzioso
Nel settembre 1944, nelle sale cinematografiche della parte di Francia già liberata dagli alleati nelle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, uscì un breve documentario di propaganda politica, realizzato dalla Resistenza francese, La libération de Paris. Il film mostrava scene di combattimento che avevano portato alla liberazione dei luoghi simbolo della ville lumière, nella speranza di convincere quanti più francesi possibile ad arruolarsi nelle forze di resistenza o nell’esercito regolare del governo in esilio.

L’esercito francese al tempo, data l’occupazione nazista della Francia metropolitana, era composto quasi esclusivamente da truppe coloniali. Quasi due terzi degli arruolati era costituito da truppe dell’Africa occidentale, con il restante terzo composto da soldati provenienti dalla Siria, dall’Algeria, dalle colonie caraibiche, dalla Polinesia, e dall’Indocina francese oltre che naturalmente da qualche francese propriamente detto.

Nonostante questa composizione profondamente multietnica, il film-documentario mostra, per la sua intera durata, esclusivamente soldati di etnia francese. A tale scopo la Resistenza arrivò ad attuare soluzioni grottesche, quali l’inscenare una seconda, finta liberazione della città, per girare scene senza le componenti di colore, o costringere i soldati siriani (abbastanza chiari da poter essere confusi per europei) a parlare fra di loro in francese.

Chi scrive è certo che un caso di così sfacciato razzismo non possa che fare inorridire il lettore che vive e ragiona nel 2018. Ma se questo è, come davvero credo, il caso, perché allora non inorridire di fronte a Dunkirk? Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/02/dunkirk-bianchi-film-eroismo-multietnico/

Un commento

  1. Enrico Martelloni

    Pensando così, bisognerebbe ammettere che l’AMPI è razzista convinta com’è di aver liberato l’Italia…e invece l’hanno liberata gli Anglo Americani con i loro soldati bianchi, neri, nativi, indiani, Australiani ecc. Dimenticavo anche i Marocchini inquadrati nell’esercito francese di De Gaulle, famosi per per gli stupri e le violenze usate al tempo della linea Gustav in poi.

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