Dove ho sbagliato?

È tutta questione di… fiducia. In quest’Italia piena di scontenti, sostengo la mia idea di mettermi a servizio della gioia.

di Alessandro Bertirotti | 2 maggio 2017

Nell’emozione che provo quando insegno, il ruolo e la conoscenza arrivano dopo aver individuato come comunicare al gruppo pensando al singolo. Ogni allievo è una speranza per il futuro e il mio ruolo è di sostenitore e guida, laddove sia richiesto. Questo per me è insegnare: fareessere. La mia vita è così, tesa al servizio. Ci sono giorni in cui sono fiero delle mie scelte ed altri in cui, osservando ciò che mi circonda, non capisco. Ma non dipende da me. Io quel che potevo l’ho fatto. Pensavo sarebbe durato e forse lo pensavamo tutti, ma c’è sempre qualcuno che non è d’accordo.

In quest’Italia piena di serpenti, sostengo che vivere con passione ti permette di superare anche la fine.

Lettera di un allievo.

“Inizio o fine? Mi piacciono molto queste due parole, poiché hanno lo stesso significato, dipende solo da che punto di vista sei quando ne prendi coscienza; quindi non ha mai senso dire che qualcosa è finito o iniziato, quel qualcosa è sempre entrambe le parole.

Il corso di psicologia generale dell’anno 2016, quello si che è finito, ma quello che il professore ci ha lasciato dentro, almeno a me, ha un enorme valore, e simboleggia una grande crescita interiore ed esteriore, non può essere stato altro che uno strumento per iniziare la mia vita, che fino a poco tempo fa giustamente si sviluppava intorno ai banchi di scuola. Ora si sta avvicinando il momento della famigerata laurea, e poi chissà! Giusto dire “chissà”, perché ci è stato insegnato che la vita non ha e non dà certezze, ma richiede solo impegno e dedizione, nonché tanti sacrifici che possono un giorno, forse, ripagarci di tutti gli sforzi fatti in gioventù.

L’unica cosa certa è la conoscenza, non ha scadenze e non ha date, non produce contratti e non ti permette di mangiare; una sola cosa produce la conoscenza: la capacità di sognare. Già perché è l’unico strumento in grado di crearti le possibilità di costruirti un futuro sano e possibilmente solido, ma non troppo. Abbiamo visto e imparato come le vie del successo sono infinite, ogni scelta implica un differente destino, e quindi una possibile realizzazione, bisogna solo prenderne atto.

Questi sono pensieri che si sviluppano in maniera spontanea e cambiano di persona in persona, oppure puoi imparare a ragionare in questo modo, deve esserci però qualcuno che te lo insegni. Il professore è stato un grande Maestro, dico Maestro perché è il Maestro la più grande autorità nel campo dell’insegnamento; come critica è la fase di apprendimento di un bambino da 0 a 3 anni, critica è la fase di apprendimento di uno studente che conosce poco o niente l’accanito mondo del lavoro, serve dunque il Maestro adeguato a prepararti ad esso.

Non mi era mai capitato di provare così tante emozioni all’interno di un corso universitario, abbiamo sicuramente laboratori avvincenti, quelli giusti per la nostra carriera, ma non sono riusciti a lasciarmi qualcosa di veramente speciale tranne le conoscenze tecniche, cosa che invece è riuscito il corso di Psicologia generale. Emozioni, sono state le protagoniste del percorso fatto con il professore, lui già sapeva che sarebbe stato così, o forse se l’aspettava e magari non ci era mai riuscito fino ad ora. Così a fondo è riuscito ad andare, che tutti in un modo o nell’altro si sono ritrovati nelle parole uscite da quella bocca tagliente ed ironica allo stesso tempo.

Non ho idea di chi sia dispiaciuto della fine di questo percorso fatto insieme, io sono sicuramente uno di quelli, e voglio renderle omaggio con questa breve lettera, sbagliata grammaticalmente e sintatticamente, ma non m’importa perché queste brevi parole sono un grande Grazie a lei Professore come persona e come insegnante. Devo ammettere però una cosa: quando ho scoperto tempo fa che ci sarebbe stato un corso di psicologia, ho subito pensato all’inutilità di esso all’interno di un corso di laurea triennale in design industriale. Inutile, già… come non detto… buona fine e inizio”.

In quest’Italia senza fiducia, condivido un esempio di relazione umana.

Grazie.

Alessandro Bertirotti

Pubblicato su http://blog.ilgiornale.it/bertirotti/2017/05/01/dove-ho-sbagliato/

Alessandro Bertirotti, antropologo della mente, è nato nel 1964. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l'Università degli Studi di Firenze. È Vice Segretario Generale dell’Organizzazione Internazionale della Carta dell’Educazione CCLP Worldwide dell’UNESCO, membro del Comitato Scientifico Internazionale del CCLP e Presidente Internazionale della Philomath Association È docente di Psicologia Generale presso il Dipartimento di Scienze per l'Architettura della Scuola Politecnica dell'Università degli Studi di Genova e Visiting Professor di Anthorpology of Mind presso la Universidad Externado de Colombia, a Bogotà.

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