Dibattito aperto su storia e attualita’ delle logge: il 5 ottobre alla Fondazione Nuova Antologia due libri di Guglielmo Adilardi e Aldo a. Mola

Massoneria

di Redazione Pensalibero.it | 17 Settembre 2018

In Italia la massoneria venne introdotta da inglesi proprio a Firenze nel 1731. Nei tre secoli seguenti nel Bel Paese le sue logge sono state quasi sempre vietate e perseguitate dai poteri pubblici. Secondo la Chiesa cattolica i massoni rimangono “in peccato grave”, anche se con effetti meno drastici che in passato.

Quali sono le ragioni storiche, culturali e sociologiche di un contrasto così stridente fra l’Italia e le democrazie parlamentari, nelle quali invece la massoneria è libera?

Se ne occupano Guglielmo Adilardi e Aldo A. Mola, introdotti da Cosimo Ceccuti, in due opere presentate alle h. 17 del 5 ottobre p.v. in un dibattito condotto da Umberto Cecchi presso la sede della Biblioteca della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, via Pian dei Giullari 36/A, promotrice dell’iniziativa insieme all’Associazione Giovanni Giolitti di Cavour.

In Massoneria, società e politica (ed. Pontecorboli) Adilardi dedica speciale attenzione ai grandi maestri del Grande Oriente d’Italia dalla riorganizzazione (1944) a oggi, con particolare riguardo a Giordano Gamberini e a Lino Salvini.

Sulla scorta di copiosissimi inediti, tratti da archivi anche all’estero, in Storia della Massoneria dal 1717 al 2018 (Bompiani) Mola domanda se la massoneria si sia affermata quale “partito dello Stato”, come vaticinato da Adriano Lemmi e da Giosue Carducci. Non manca un capitolo sulle radici politiche, religiose, esoteriche e massoniche dell’antimassonismo.

I due volumi intendono aprire il confronto, mentre alcuni disegni di legge propongono di escludere i massoni dai pubblici impieghi e si lamenta l’assenza di una moderna legge sulle associazioni, come quella in vigore in Francia dal remoto 1901.

Un commento

  1. Interessante evento e interessanti i saggi degli amici Adilardi e Mola, che ho avuto la fortuna di leggere anni fa.
    Importanti le figure storiche troppo spesso dimenticate: Carducci, Lemmi, Gamberini e Lino Salvini.

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