Dedicare una via o una piazza di Firenze a Giuseppe Saragat

Fu il fondatore della socialdemocrazia in Italia e divenne, nel dicembre del 1964, presidente della repubblica.

di Nicola Cariglia | 4 Gen 2015

Intitolare a Giuseppe Saragat una via o una piazza di Firenze. E’ quanto chiede, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua elezione alla presidenza della Repubblica, il presidente della Fondazione Turati, Nicola Cariglia con una lettera inviata al Sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Saragat, nato a Torino nel 1898 e morto a Roma nel 1988, è stato uno dei più lungimiranti uomini politici del novecento italiano. Fino da giovane antifascista e socialista, si distinse per una visione riformista nella quale progresso ed emancipazione delle classi più deboli della società erano indissolubilmente legati alla libertà e alla democrazia. Per questo oltre al fascismo e al nazismo, avversò il comunismo leninista e stalinista ed ogni forma di ideologia totalitaria. La sua azione ha influenzato la storia italiana del novecento. Nell’immediato dopoguerra, la scissione di Palazzo Barberini, da lui capeggiata contro il patto di unità di azione fra socialisti e comunisti, ebbe un ruolo decisivo nell’assicurare al Paese uno sviluppo democratico saldamente ancorato al mondo occidentale.

Fu il fondatore della socialdemocrazia in Italia e divenne, nel dicembre del 1964, presidente della repubblica.

Questo il testo della lettera che Cariglia ha inviato al sindaco Nardella.

Illustrissimo sig. Sindaco di Firenze,

cinquanta anni fa, il 28 dicembre 1964, Giuseppe Saragat venne eletto Presidente della Repubblica.

Nell’occasione, il sindaco di Torino, Fassino, scoprendo la targa apposta sulla facciata della città natale dello statista, ha ricordato che “Saragat ebbe il coraggio di affermare convinzioni che la storia avrebbe poi dimostrato essere giuste. E’ stato l’uomo che più di tutti si è battuto per un socialismo che si coniugasse con democrazia e libertà. Giusto onorarlo non solo come uomo di Stato, ma anche come grande politico”.

Le parole di Fassino rappresentano un giudizio storico perché Saragat, al pari di altre elevate figure che hanno attraversato il secolo scorso è ormai patrimonio della nazione, pur avendo attivamente partecipato a vicende politiche appassionate quanto laceranti, proprio perché mai smise di battersi, come ha detto Fassino “per un socialismo che si coniugasse con democrazia e libertà”.

Perciò è giusto che lo ricordino le Istituzioni esprimendo un sentimento comune e non solo a nome di chi, come me e tanti altri, si accese di passione politica seguendo i suoi insegnamenti: democrazia e libertà, lotta a tutte le forme degenerative dello stato, dal fascismo allo stalinismo, attenzione per la parte debole del popolo, riformismo di stampo europeo tradotto in semplici parole quali “case, scuole, ospedali”.

E’ per questo, caro Sindaco, che faccio appello alla sua riconosciuta sensibilità culturale, prima ancora che politica, affinchè Firenze possa colmare degnamente una sorta di “vuoto della memoria” dedicando al Presidente Giuseppe Saragat una via o una piazza della nostra città.

Nicola Cariglia

Presidente della Fondazione Filippo Turati

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Un commento

  1. Gian Franco Orsini

    E’ giusto onorare la figura di Giuseppe Saragat dopo 70 anni dalla scissione di Palazzo Barberini, ma non possiamo dimenticare che in vita fu spietatamente avversato e perfino dileggiato dai comunisti e dai socialcomunisti italiani.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*