Dalla Spagna uno schiaffo per Di Maio e Salvini

Questa vicenda dimostra che non è vero che non esiste più la destra e la sinistra.

di Roberto Fronzuti | 17 giugno 2018

La vicenda della nave Aquarius impone alle nostre coscienze una riflessione. Non si può, in nome delle convenienze politiche della Lega e dei 5 Stelle giocare con la vita di 630 persone. Il problema di dare o non dare accoglienza non si dovrebbe neppure porre, se consideriamo che la questione va risolta alla radice, facendo in modo di creare condizioni di sopravvivenza in Africa e in Asia.

Negando l’ingresso in un porto italiano, Salvini e Di Maio hanno fatto una gran brutta figura, minando la buona reputazione che l’Italia ha agli occhi del mondo in fatto di ospitalità.

Salvini e Di Maio, coloro che esercitano il potere in luogo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno preso uno schiaffo in faccia dal socialista Sànchez.

Questa vicenda dimostra che non è vero che non esiste più la destra e la sinistra. Il gesto umanitario di Pedro Sànchez è di sinistra; la politica del governo italiano è di destra ed è tesa unicamente alla ricerca di consensi elettorali; non ci sono altre spiegazioni all’assurda negazione di attracco all’Aquarius, che a bordo ha donne e bambini.

Con l’editoriale del numero scorso, avevamo dato credito al nuovo governo, che nel giro di poche settimane ha minato la sua credibilità, con un comportamento assurdo e disumano.

 

Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”. Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1 gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

3 commenti

  1. Paolo Francia

    Ma per carità, benissimo ha fatto Salvini a invertire la rotta della nave e di questa ipocrisia e falso buonsimo, questo pezzo è la dimosztrazione che la figuraccia la fa chi scrive cose del genere, proprio una bella figura! La Spagna , quella di Zapatero, sparava agli immigrati. Bene che vadano anche un po’ la, e mi auguro che Marsiglia apra il suo porto alle navi dei migranti, perché tutti in Italia?!?

  2. Pippo Sanese

    Sono totalmente d’accordo con Bragadin . Non ho votato Salvini ,ma in 15 giorni ha prodotto più risultati di Gentiloni e Renzi messi insieme. Ha messo Francia e Spagna di fronte alle loro responsabilità . È chiaro che per chi ci lucra sopra ( ai migranti ) diminuisce il guadagno e poi troppa attenzione mediatica non fa bene agli affari. La sinistra deve accorgersi che non può sol pensare a distruggere banche !

  3. La Spagna sino alla altro giorno non era tenera con gli immigrati. Oggi che Sanchez ha un governo che si regge per miracolo fa queste aperture di facciata.
    Un po’ come le critiche ipocrite di Macron, la cui Francia i migranti li ha sempre respinti.
    L Europa è ipocrita e Salvini sta cercando di farsi sentire.
    Penso non sarà sufficiente, in quanto il fenomeno migratorio va risolto alla radice, come ho scritto nell’ ultimo mio articolo e in altri: sostenendo il panafricanismo e restituendo l Africa agli Africani, l America Latina ai latinoamericane e l Asia agli asiatici.
    L uomo bianco capitalista e imperialista dovrebbe farsene una ragione e ammettere le sue gravi storiche e politiche responsabilità.

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