Da Livorno a Livorno per ricomporre la sinistra italiana

Assemblea aperta di circoli, associazioni, gruppi e siti internet di ispirazione laica e liberalsocialista per superare le divisioni dello storico congresso che ruppe l’unità della sinistra italiana, capace di adeguarsi alle grandi sfide del ventunesimo secolo.

di Pensalibero | 18 marzo 2018

Ritorno a Livorno, dove dal 15 al 21 gennaio 1921 si svolse il XVII congresso del partito socialista italiano, al termine del quale i delegati della frazione comunista uscirono dal Teatro Goldoni al canto dell’Internazionale e, come indicato da Bordiga, si recarono a svolgere il Congresso fondativo del Partito comunista al Teatro San Marco.

Oggi, di fronte alla crisi dell’ intera sinistra, numerosi circoli prevalentemente di ispirazione socialista lanciano un ponte a tutte quelle realtà che per tappe successive sono derivate da quelle drammatiche giornate di quasi un secolo fa. “Livorno ritorno al futuro”, infatti” è il tema evocativo di una Assemblea aperta che si svolgerà nella città dello storico congresso che non seppe ricomporre la frattura fra le diverse anime del movimento socialista italiano.

L’iniziativa vuole essere l’inizio di un processo ambizioso: rimettere assieme tutte le storie conflittuali che da Livorno in poi hanno lacerato la sinistra in una forza Socialista e democratica nel e per il ventunesimo secolo, per far fronte alle sfide nuove che si prospettano, e con un’organizzazione che sia adatta a sostenere queste sfide.

L’Assemblea si svolgerà sabato 24 marzo, con inizio alle 9,30 presso la sede della “Società Volontaria di Soccorso” in Via delle Corallaie 10 – Livorno nord. Vi prenderanno parte circa 250 delegati di circoli, associazioni, gruppi e siti internet provenienti da tutta Italia, prevalentemente di ispirazione laica e liberalsocialista. La discussione prenderà le mosse da una relazione di carattere storico sul congresso che si concluse con la divisione fra comunisti e socialisti. E si svilupperà poi sui temi di oggi tenendo conto di quanto riconosciuto  anche da molti artefici di quella scissione: “aveva ragione Turati” disse Umberto Terracini, storico dirigente e fondatore del partito comunista. “Il nostro impegno – recita l’appello dei promotori –  non è la costruzione di un recinto identitario chiuso e autoreferenziale, ma al contrario è l’impegno a costruire una comunità nazionale di orientamento socialista capace di offrire un orizzonte politico a tutti gli italiani”.

P.

7 commenti

  1. marzio siracusa

    Caro Nicola, fino ad oggi ho taciuto per rispetto a te e all’iniziativa livornese che non vorrei né sminuire né disarmare, anzi. Ma in questo ” da Livorno a Livorno ” come affossamento e resurrezione del socialismo riformista sento molta letteratura e poca visione politica. Non chiamerò nemmeno in causa le “correspondances ” di Baudelaire buone per il suo genio poetico, ma in questo caso surrettizie all’invenzione di una nemesi storica tutta da verificare. Mi rendo ben conto che tu sei il primo consapevole quanto ” da Livorno a Livorno ” fosse una slogan accattivante per immaginare un ritmo dei corsi e ricorsi, e quindi del recupero della giusta politica riformista contro le storture della scissione del ’21. Mi sembra però che l’operazione ” da Livorno a Livorno ” sia già stata compiuta e realizzata, in forme maldestre da altri attori maldestri, ma comunque storicamente esaurita. A questo punto resta il solito tormentone, la speranza in un grande Labour Party italiano, che già è un sogno vecchio di decenni, la cui costante incapacità di decollare dovrebbe aprirci gli occhi. Per vedere cosa? Il declino di M5S e Lega che auspichi, ma che avverrà non proprio per un’ondata del riformismo di sinistra, ma per il tempo occorrente ai due ingenui Di Maio e Salvini per essere fagocitati nel cattolicesimo politico, sabbia mobile e destino di qualsiasi forza politica dello stivale. Stai certo che M5S e Lega saranno lentamente corrosi e imbevuti di cattolicesimo politico fino alla loro perdita di identità, così come accadde al fascismo, al comunismo, al riformismo e a tutte le anime della sinistra. Ripartire da Livorno per rivalsa più simbolica che politica contro il ’21 a mio avviso non porta a niente. Occorre piuttosto strappare al mercato il depotenziamento dell’anticlericalismo in indifferenza religiosa, occorre recuperare le ragioni di un nuovo anticlericalismo contro un sentire responsabile di una modernità distorta. In poche parole occorre capire a cosa la sinistra deve contrapporsi, che non sia il solito abecedario della giustizia sociale, dei diritti individuali e collettivi e del buon governo. Mentre M5S e Lega saranno gradualmente avvelenati e allineati dal cattolicesimo politico, lavoriamo singolarmente su questi punti anziché cercare rivalse partitiche su programmi ampiamente accolti da tutti. E penso che il cattolicesimo politico, vero meta-caimano di tutto quanto in Italia si crede politica, impiegherà pochissimo tempo per ingoiarsi i due sprovveduti Di Maio e Salvini.

  2. NICOLA CARIGLIA

    Caro Paolo,

    se Dio vuole, le cose cambiano in fretta. I 5 Stelle hanno mietuto consensi denunciando le nefandezze morali e materiali dei partiti con i quali sta cercando l’accordo. E viceversa. Dunque….non escludere niente è la prima regola politica

  3. Paolo Francia

    Il messaggio di Orsini spiega bene perché questo progetto è destinato a naufragare ancora prima di essere varato. Non per voler portar male, ma perché i tempi sono cambiati, e questi slanci sono cose vecchie, bisogna accettare che i metri e le aspettative di una volta non si possono piu applicare ai tempi nostri, è anche peccato, per tante cose e non solo per la politica, ma è cosi!
    La nostalgia fa bene e ci vuole, ma anche capire che certe cose non ritornano piu. Il Partito Socialista non tornerà piu’, ha fatto le sue prove e i suoi tempi, l’ultimo socialista fu Craxi che fece miracoli ma che fu anch’esso travolto.
    Ascoltate quel messaggio di un ragazzo di 21 anni che spiega perché i partiti di sinistra hanno fallito, e poi comprenderete.

  4. Gian Franco Orsini

    Attualmente il PD (partito da qualcuno definito socialdemocratico) ha dimostrato incapacità a rispondere ad emergenze come immigrazione, sicurezza e crisi economica. Mi auguro che la prossima assemblea di Livorno affronti anche questi temi. In particolare i rapporti fra la socialdemocrazia e la globalizzazione dell’economia. Per il passato, a mio giudizio, nel’21 la politica della sinistra italiana favorì l’affermazione del fascismo. Nel secondo dopo guerra il PCI, dopo essere diventato egemone in diverse regioni italiane attraverso il controllo degli enti locali, i sindacati ed il movimento cooperativo, ha fortemente limitato l’agibilità politica del PSIUP con il patto d’unità d’azione fra i due partiti. Fu nel gennaio del 1947 che Giuseppe Saragat, protagonista della scissione di palazzo Barberini, fondò il glorioso Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, che permise alla DC di estromettere i comunisti dal governo del paese e di fare le scelte atlantiche in politica estera. Il 18/4/48 il PSI si presentò alle elezioni alleato al Pci come Fronte Popolare, in contrapposizione alla politica atlantica del governo italiano. Bisogna attendere gli anni ’60 per vedere il PSI partecipare al governo con la DC e gli altri partiti democratici. Oggi i giovani non sanno niente o quasi della recente storia italiana del ‘900. Inoltre i giovani sono pochi e concentrati nel sud del paese dove la crisi demografica si è avvertita più tardi. La prossima assemblea di Livorno per il rilancio di un partito socialdemocratico avrà un compito difficile. Si rivolgerà a donne e uomini maturi che pressati dai problemi contingenti è probabile che saranno poco disponibili ad ascoltare una sinistra che ha perso il rapporto con il popolo. E’ ormai 25 anni che il partito socialista è stato estromesso dal governo:Questa è la realtà.

    • Incapacità? Per cosa? Per aver collaborato alla distruzione dell’Italia?
      Per aver voluto l’invasione dei negri, per aver voluto svendere tutto quello che vi era ancora da svendersi?

  5. Gent.mo Ceccarini,

    mi duole informarla del decesso del sig. Bombacci, avvenuto a Dongo il 28 aprile 1945.

  6. alberto ceccarini

    co’ i’ bombacci e i comunisti ‘ MAI!

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