Cuore che va cuore che viene. Cuore e il sentimento nazionale

Il mondo di Edmondo. Nihil novi sub sole. E di Massimo D’Azeglio che, in tempi non sospetti, recitava “Abbiamo fatto l’Italia, si tratta adesso di fare gli italiani”
E la parodia del Titanic. E delle scarpe di Lauro.

di Carla Ceretelli | 12 Marzo 2018

Qualcuno ha detto che ha paura di firenze e dei fiorentini, che hanno da sempre accolto la comunità senegalese con affetto. per non dire del resto. e ora si parla ancora di una manifestazione sabato prossimo? Come si fa a permetterglielo, si diceva. Con tutta la comprensione per la vedova e i bambini, ma non per quelli che hanno violentato la città.

Ma la manifestazione è andata benissimo. Ciascuno ha fatto la propria parte. ” Una bella giornata. Una grande manifestazione di fratellanza. Il Sindaco scortato dal servizio d’ordine della comunità senegalese. Un clima di pace e solidarietà. Bravo Nardella”. Per dirla con lo Sceriffo.

 

Ma fra allegorie e metafore mi sovviene un libro. Il primo,  che mi leggeva  la nonna , sposata semianalfabeta   e poi acculturata per quanto possibile dal nonno  Beppe, Custode, volutamente e orgogliosamente con la C. maiuscola, della scuola elementare Edmondo De Amicis in quel di Sesto Fiorentino, nel Tondo, siddetto. La scuola dove sono nata, nell’appartamento all’ultimo piano, 82 scalini, si lamentava la nonna Eugenia. Allora si partoriva in casa e i miei abitavano con i genitori del babbo.

Straordinario ricordo.

 

Autore in cerca di personaggi.

 

Enrico Bottini: protagonista, è in realtà una figura secondaria  e pavida degli eventi, che si preoccupa soprattutto di registrare diligentemente sul proprio diario. Il Matta, Mattarella per gli amici.

Garrone:  tanto robusto quanto buono d’animo, difende spesso i compagni più deboli dalle prepotenze degli altri, diventando la figura di riferimento per Enrico. Figlio di un ferroviere come la sottoscritta. Ancora non è dato sapere, bisogna aspettare il Governo.

Ernesto Derossi: figlio della buona borghesia, è il classico esempio di “primo della classe”; bello, intelligente e di gran successo negli studi, ma socievole con i ragazzi di estrazione sociale più bassa. Calenda.

Franti: esponente del sottoproletariato,  è l’antitesi di Derossi. Cattivello assai, sarà infine espulso da scuola per le sue bravate. Fratoianni, parimerito con Migliore.

Stardi: figura emblematica dello studente che, pur senza grandi doti di intelligenza, riesce ad ottenere ottimi voti con uno straordinario impegno nello studio. Grasso parimerito con Mariele.

Precossi: figlio di un fabbro. Il padre smette di bere ammirato dai suoi ottimi risultati scolastici, che gli valgono un premio. Minniti.

Nelli: amico di Enrico, gobbo, gracile di salute e di costituzione. Bonino.

Nobis: figlio di un ricco commerciante, si sente superiore rispetto ai compagni di classe più poveri. Padoan.

Coraci: figlio di un immigrato calabrese. Ragazzo senza arte nè parte. Giggino.

Il maestro Giulio Perboni: solo e senza affetti, dedica agli alunni tutte le sue attenzioni, vedendo nella sua classe una nuova famiglia. Orlando.

Garoffi: molto sveglio, è sempre intento a vendere giornali ai  compagni di classe. Matteoprimo ( ora secondo).

La Maestrina della Penna rossa: figura divenuta celebre, caratterizzata dalla piuma che porta sul cappellino, è supplente di Perboni. Sarebbe modellata sulla figura reale di Eugenia Barruero.

E chi se non la ex Presidenta? Speriamo di non ritrovarsela neppure supplente precaria.

La maestra della Prima superiore: precedente maestra di Enrico, è molto buona di cuore. Muore nel mese di giugno, poco prima della conclusione del romanzo. Ancora non si può sapere a chi affidare la parte.

E poi ,  a piacere,

Il piccolo patriota padovano

venduto dai genitori a  una compagnia di saltimbanchi, con i quali viaggia attraverso l’Europa. Scappa e torna   in Italia, per mare. Sul battello incontra degli uomini di nazionalità straniera che, provando compassione per la sua triste condizione, gli offrono qualche moneta. Ma, sdegnato dai commenti fatti da questi contro l’Italia, il piccolo patriota riconsegna loro le monete. Leghista non meglio identificato.

La piccola vedetta lombarda

vedetta in cima a un albero per conto di un drappello di soldati di passaggio. Soldati austriaci lo scorgono e cominciano a sparare verso l’albero. L’ufficiale italiano ordina al bambino di scendere, ma lui imperterrito  continua a monitorare .  Colpito al petto, muore. I bersaglieri marciano  in onore della salma della valorosa vedetta, ricoperta dal tricolore italiano.

No, non è Salvini, anche se a qualcuno piacerebbe.

Il piccolo scrivano fiorentino: viene da   famiglia molto povera. Scrivano di giorno e copiatore di notte di nascosto al padre che lo vorrebbe studioso, per un futuro più decoroso e un mestiere più redditizio. Le entrate della famiglia aumentano, ma a scuola non raggiunge più i risultati di un tempo. Il padre lo sgrida aspramente, ma una notte lo trova al lavoro e commuovendosi si scusa con lui. Un  Piddino del Giglio Magico.

Il tamburino sardo

Durante la Prima guerra di indipendenza un drappello di soldati piemontesi è accerchiato in un casolare dagli austriaci. Il comandante riesce a far calare da una finestra  un piccolo tamburino  per  raggiungere un battaglione di carabinieri italiani, per dare l’allarme. Gli austriaci  scorgono il tamburino e  sparano, ma  lo stoico  ragazzo, nonostante venga colpito più volte, continua a correre e infine ad allertare i rinforzi. Ma perderà una gamba. Pentastellato qualunque (praticamente tutti).

L’infermiere di Tata

Il piccolo Ciccillo viene mandato dalla madre ad assistere il padre ricoverato in ospedale a Napoli, ma   viene erroneamente condotto nella stanza di un moribondo e  piange. Sente la voce di un uomo che sta lasciando l’ospedale, e riconosce il padre,   ma decide di restare una notte in più, per assistere fino alla fine il “Tata”  morente. L’amico immaginario  di Giggino.

Sangue romagnolo

Ferruccio  frequenta una compagnia che non piace alla nonna. A un certo punto irrompono in casa due ladri, che minacciano la nonna e chiedono  soldi. Al momento della fuga uno dei due ladri perde la maschera  e viene riconosciuto dalla vecchia come un delinquente del posto. Il ladro fa per pugnalarla, ma Ferruccio si mette davanti alla nonna e sacrifica così la vita per lei. La Piddina sciuèsciuè che non azzecca una vocale. Certa De Micheli Paola,  commissario dei terremotati.

Valore civile

Un ragazzino rischia la  vita per salvare  un coetaneo caduto nel Po. Il Sindaco del paese decide di premiarlo con una medaglia, con cerimonia solenne.  I due ragazzi si abbracciano. (PD + 5* /  Lega + 5* / Cdx + PD).

Dagli Appennini alle Ande

Marco decide di partire da Genova e andare a cercare la madre, che è emigrata in Argentina a lavorare a servizio da una famiglia. La madre  è molto malata e sembra senza speranza perché rifiuta di farsi operare. Il viaggio  è lungo e pieno di peripezie. Senza soldi, il ragazzo  prosegue  a piedi. Quando, ai piedi delle Ande, trova la madre, la donna che alla vista del figlio decide di farsi operare e sopravvive. Berlusca, il salvatore della Patria.

Ecco, il mio racconto preferito. E giù, lacrime.

Naufragio 

Il piccolo Mario sta viaggiando su un bastimento che deve percorrere il tragitto da Liverpool a Malta, qui incontra una ragazzina, diretta anch’essa in Italia, Giuditta. I due stringono amicizia e si raccontano le reciproche vicende. Durante la notte però si scatena una tempesta e il bastimento naufraga disastrosamente. Mario e Giuditta sono aggrappati a uno degli alberi, certi di morire. Una scialuppa viene gettata in mare e viene offerto l’ultimo posto a Mario. Ma il ragazzino, sapendo che Giuditta ha i suoi genitori che la aspettano, mentre lui è orfano, le offre il suo posto. Appena la scialuppa prende il largo, il mare in un risucchio ricopre la nave, trascinando Mario con sé.

Mica vi ricorda qualcosa…ecco,  mi pareva fosse un plagio.

 

Carla Ceretelli

 

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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