Cronaca di una sconfitta annunciata

di Chiara Boriosi | 25 febbraio 2013

Tre quesiti esistenziali accompagnano il Pd dalla sua nascita: chi siamo, dove andiamo, ma soprattutto perchè sbagliamo sempre strada per arrivarci?!

dalema-bersani-largeTre quesiti esistenziali accompagnano il Pd dalla sua nascita: chi siamo, dove andiamo, ma soprattutto perchè sbagliamo sempre strada per arrivarci?!

I risultati elettorali – non ancora definitivi mentre scriviamo – sembrano riassumere perfettamente i tre quesiti sopra citati e, al tempo stesso, fornire loro una risposta inequivocabile. Comunque si concluda il conteggio dei voti, la sconfitta netta e clamorosa, l’ennesima, di un centrosinistra partito per vincere e finito a spalare nella palude di un sostanziale pareggio, cala come un giudizio impietoso del tempo, della storia e dei cittadini su una intera dirigenza sclerotizzata, retriva e conservatrice,  capace del più spettacolare caso di suicidio politico mai registrato nel nostro paese, e forse anche in tutto l’emisfero occidentale, isole comprese.

Un partito – l’unico – che aveva la possibilità di offrire agli italiani il candidato in grado di intercettare le loro giuste istanze di rinnovamento e, di più, di accomunarli in un voto trasversale che mai in questo paese si era registrato e che avrebbe potuto costituire un ulteriore e forte elemento di unità e di compartecipazione in grado di superare finalmente i rigidi steccati ideologici – ecco, quel partito ha schierato compatta la propria vecchia ed incistata dirigenza a difesa della propria rendita di potere, di posizioni vetuste e di proposte vaghe, rimasticate, inconcludenti, opponendosi in blocco al candidato “eretico”, blindando le primarie, ricacciando gli elettori dalle urne delle primarie, con la protervia arrogante di chi ritiene di aver ragione a prescindere, di rappresentare la parte “giusta”, di poter vivere in eterno sulla propria autoreferenzialità mentre il mondo corre veloce e ci cancella persino dalla memoria delle democrazie evolute che tali sono perchè in grado di rinnovare costantemente se stesse, valorizzando le proprie risorse umane.

Ci piacerebbe, questa sera, parlare con tutti coloro che hanno crocifisso l’eretico Renzi che aprì la sua campagna delle primarie dichiarando “voglio andare a conquistare i voti dei delusi del centrodestra, perchè al Pd dico che senza quei voti non si vince”. Dov’è la Bindi che inorridì a queste parole e lo ribattezzò “Berluschino”?! Dov’è D’Alema che avvisò sinistramente “si farà male”?! Dov’è la pletora di dirigentucci locali meschini che infamò il traditore che pensava di competere con Berlusconi sul suo stesso terreno?! E l’ineffabile Stumpo, quello che che non ha pensato che gli elettori ricacciati indietro non perdonano, ce l’ha una giustificazione, da presentarci, stasera?! Perchè ora tocca a lui, a tutti loro, subire ciò che hanno imposto tre mesi fa ai cittadini: si giustifichino, ampiamente, con larga quantità di prove, del loro clamoroso fallimento, e poi noi faremo come loro, risponderemo: “le giustificazioni non sono ammesse, siete fuori”. Da ora e per sempre.

E ci piacerebbe parlare con Bersani, quello che, con la supponenza del padre nobile, nel dibattito televisivo spiegava con il sorriso sghembo che no, non si può abolire il finanziamento pubblico ai partiti, ragazzino – mentre Renzi si sgolava nelle piazze e nei teatri a dire che Grillo si smontava in quel modo, sottraendogli i suoi cavalli di battaglia, il dimezzamento della Casta, il drastico taglio degli stipendi dei parlamentari, l’abolizione degli abnormi rimborsi elettorali, ma quella non era la posizione del Pd che, da dicembre, ha lasciato a Grillo l’esclusiva di questi argomenti. Ed oggi il suo è il primo partito in Italia – durante la campagna delle primarie, era sceso tra il 12 ed il 15%: qualcuno si chieda perchè.

I conti si fanno alla fine, e dunque ancora non è possibile tirarli perchè i risultati non sono ancora definitivi, ma lo scenario che ci si presenta è comunque inquietante, lo spettro dell’ingovernabilità che abbiamo paventato per mesi si è incarnato nella sua forma peggiore, quella di un pareggio che impedisce ogni soluzione fattiva e che ci lascia con un Presidente della Repubblica a fine mandato, il suo successore da eleggere, ed uno stallo che si potrebbe ragionevolmente spezzare solo azzerando tutto, facendo finalmente una legge elettorale degna di questa nome, e tornando a votare su basi completamente diverse. Ma non crediamo che il redivivo Berlusconi sia disposto a cedere un’unghia del suo ritrovato potere, chè sul suo senso del bene comune non nutriamo alcuna fiducia, nè crediamo che Monti voglia rischiare di essere cancellato del tutto, così come i perdenti del Pd, spasmodicamente attaccati alla loro ultima poltrona.

Prepariamoci al peggio, ma intanto consigliamo la rilettura di una grande classico di Dickens a tutti i dirigenti del centrosinistra – il fantasma delle elezioni passate si ripresenta ogni volta con la sua lezione di vita: Scrooge la imparò, il Pd per ora non ha neanche iniziato a compitarla.

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura...insomma, Chi.Bo.

9 commenti

  1. Ah sì?! Allora potremmo parlare della questione dell’Ici, ora Imu,mai pagata dalla Chiesa, come fermamente promesso a suo tempo dal caro Silvio. Via Marzio, se poi mi fai un none, uno solo, di anticlericale nel Pdl te ne sarò eternamente grata.

  2. marzio siracusa

    Chiara mi meraviglia davvero che tu misuri il tasso di anticlericalismo sulla legge 40 o sui diritti delle coppie omo. Questo è anticlericalismo di stampo ancora ottocentesco che l’arco libertario recita come copione obbligato ben sapendo che la Chiesa ne ridacchia sotto i baffi, perché all’occorrenza non avrebbe alcun problema ad eleggere anche un papa omo. No, il vero anticlericalismo oggi è un’altra cosa, forse più antipatica e pericolosa e ha poco a che vedere col tormentone dei genitali.

  3. Amico mio, concordo sull’analisi ma non sulla soluzione. Troppo comodo addossare a Renzi questo disastro fatto da chi l’ha cacciato fuori con ogni mezzo, si brucerebbe e per cosa?! Per salvare il c..o a Bersani che ancora biascica che la colpa è della crisi e non si dimette?! No, i responsabili di questa immane sconfitta se ne assumano la responsabilità per intero, poi, se e quando saranno andati tutti a casa senza eccezione alcuna, toccherà a Matteo, al suo programma, alle sue idee, al suo partito. E sui tempi neanche concordo: massimo sei mesi, ma voglio essere generosa, questi vanno messi a tempi strettissimi, chè senno son capaci di restare lì un’altra legislatura intera.

  4. ebbene sì cara Chiara, la realtà è quella che descrivi tu e che illustra una drammatica arretratezza culturale della classe dirigente della sinistra italiana, almeno quella egemone fino ad oggi: l’incapacità intellettuale di uscire dai propri schemi ideologici e corporativi; il persistente disprezzo della realtà congiunturale con il conseguente rifiuto a misurarsi con essa; last but not least, l’ancoraggio ad un sistema di burocrazie e corporazioni responsabili dello stato di degrado estremo della nostra organizzazione sociale, economica e amministrativa. Le prime dichiarazioni mi inducono al pessimismo. Una classe politica responsabile dovrebbe a questo punto avere il senso dell’urgenza. Che fare? Secondo me un atto di coraggio: proporre alle altre forze politiche un governo di solidarietà nazionale a tempo, un anno e mezzo, con pochi punti programmatici mirati soprattutto a riformare i nostri meccanismi istituzionali e a ridurne i costi. Di fatto c’è solo una persona che potrebbe avere la credibilità per un simile tentativo: Matteo Renzi. Potrebbe tenere insieme una importante maggioranza parlamentare, bagnare molto le polveri del grillismo e persino marginalizzare di fatto la figura di Berlusconi. Sconterebbe alcune defezioni nelle ali, ma sarebbe un male? Bisognerebbe avere questo coraggio, ed averlo in fretta, perché nella situazione dei mercati, la capacità di reazione rapida sarebbe un segnale di concretezza e capacità di leadership. Non succederà però e ci trascineremo per giorni con discorsi inconcludenti e tentativi patetici di compravendita di voti grillini.

  5. puccio cartoni

    Ecco qua : la prima tornata elettorale 2013 ha decretato il successo di Beppe Grillo( terremoto Grillo ,titola il QN ) . Purtroppo lui è solo un giullare ,un buffone ( anche se colpevolmente miliardario ) ; il contrario di Bersani ,persona seria che ,al Paese ,ha promesso di dedicarsi alla smacchiatura del giaguaro africano ,alla pettinatura delle bambole ed all’allevamento dei tacchini sui tetti . Fortunatamente ,a fronte della “tragedia elettorale” di Gianfranco Fini ( come nota il TG di La7 ) il PD ottiene maggioranza di seggi grazie al “porcellum” ,che aveva finto di voler cambiare ,magari in meglio (in prosciutto ,forse ?) . Ma guarda tu in che mani…ed a che gente dobbiamo pagar la pensione !

  6. Marzio, non so dove ru veda i voti anticlericali a Berlusconi, quello che ha imposto la Legge 40 blindandola in Parlamemto,,quello che fino a ieri si è opposto ad ogni riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, quello che si è affidato ad integralisti come Quagliarello e la Roccella sulle questioni etiche. Via, inventatene un’altra, questa non regge.

  7. Marzio Siracusa

    Chiara, le cose non sono così semplici. I voti dati a Berlusconi hanno anche una forte valenza anticlericale, che i laici bigotti non hanno mai voluto riconoscere per non perdere un imprimatur perso da tempo. E come credi che quei voti si sarebbero sic et simpliciter travasati sul boy scaut Renzi? Non basta girare in blue jens e giacchetta blu per nascondere quello che sta sotto.

  8. Grazie, in realtà i titoli potevano essere molti, chè sul tema della sconfitta il Pd è ferratissimo, ma poichè alla fine delle primarie io dissi, e scrissi, che questo Pd avrebbe perso anche a questo giro, candidando Bersani e volendo Vendola a tutti i costi, mi sono permessa una piccola “autocitazione” di cui chiedo venia :)

  9. Wolfgang Achtner

    Complimenti per un articolo che condivido al 100 per cento. Un altro titolo poteva essere: “Nati perdenti”.

    Wolfgang Achtner

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