Crisi di nervi per i parcheggi

Malattie mentali e nervose, Pronto Soccorso e Parcheggio Riservato Pullman: i tre cartelli stradali come metafora della nostra cosiddetta vita moderna

di Fabrizio Binacchi | 22 ottobre 2018

A Roma all’incrocio tra viale dell’Università e viale del policlinico, che poi diventa giustamente delle Scienze, ci sono tre cartelli stradali la cui combinazione è estremamente interessante:  “Malattie mentali e nervose 1/2, Pronto Soccorso e Parcheggio Riservato Pullman”, quest’ultimo messo sicuramente dopo. Ovviamente sono cartelli, ci perdonino i romani, messi alla romana: un po’ storti, un po’ sghembi, un po’ obliqui. Ma ci sta: una città eterna può permettersi queste inclinazioni.

Scritte e cartelli offrono uno spunto metaforico sulla nostra vita quotidiana:  alla ricerca di un parcheggio, oppure anche parcheggiati, ma sempre sull’orlo di una crisi di nervi, con possibile rischio di malattie nervose e mentali e l’ipotesi di finire al pronto soccorso per una attacco di panico.  In tre  cartelli la nostra, cosiddetta, vita moderna.

Chissà se qualche studente, tra le migliaia che passano di lì ogni giorno, si sarà accorto di questa combinazione cartellonistica-metaforica?

In città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo e Bari passiamo ore e ore a cercare un parcheggio e ogni minuto di ricerca sono scariche di nervi che ci fanno cambiare umore anche se ci eravamo svegliati sereni e pieni di ottimismo.  Ossessionati dal parcheggio, ingolfati nel traffico delle doppie file.

L’altro giorno a Roma, zona via Amendola, un titolare di osteria ha messo i suoi camerieri a sorvegliare e difendere, con grembiule e forchetta, un miracoloso posto auto libero prima che arrivasse la ressa di pretendenti al parcheggio.

Nella parallela via Principe Amedeo auto e suv parcheggiati in perfetta fila indiana sui marciapiedi,  tanto lì sono belli larghi e ci può passare anche un corteo.   Sul Lungotevere dei Mellini le auto sono parcheggiate quasi fin dentro gli androni dei palazzi umbertini, e pure agli incroci sugli spigoli dei medesimi tra una bicicletta e uno scooter. Non ci passa uno spillo.

Anche Firenze ha il suo problema parcheggi e quindi fiorentini nervosi ma sicuramente meno di Roma e con i nuovi tram e i sistemi di parcheggi integrati la situazione negli ultimi anni è migliorata.  Qualche lustro fa, girando nelle vie sopra Statuto verso Santa Marta, strade e rotonde erano proprio intasate, adesso un po’ meno.

Pure le piccole e medie città soffrono di “parcheggite”  una specie di infiammazione da mancato parcheggio. A Mantova ad esempio se devi parcheggiare vicino alla stazione  ferroviaria,  mitica piazza don Leoni,  devi cercare un posto a chilometri oppure portarti un accompagnatore che faccia la guardia alla macchina. Il problema viene da lontano. Già a metà degli anni Ottanta in centro a Mantova spesso c’erano restrizioni di parcheggio e il collega amico vicedirettore del giornale  Carlo Accorsi, che abitava in Pradella, diceva: “Am pudema mia metar li machini in bisaca” (Non possiamo mettere le macchine in tasca).

Nella Repubblica di San Marino ci sono megaparcheggi ai livelli intermedi e soprattutto nell’alta stagione turistica funziona perfettamente lo scambio parcheggio navetta.

A Siena, altra città dal parcheggio assai difficile, puoi trovare bei parcheggi comodi nelle aree attrezzate ma anche, se sei fortunato, nei viali di circonvallazione vicino alle porte.

A Piacenza con la stessa fortuna puoi trovare qualche posto vicino a Palazzo Farnese tra le carissime strisce blu. Carissime perché ovviamente provi affetto per le medesime quando ne trovi alcune libere ma carissime anche nel senso economico perché 5 ore di sosta qui possono costare più di 10 euro. Con malattie nervose in agguato.

Parcheggiati, parcheggianti, stressati e perennemente inadeguati. Ci tocca così in quest’epoca. Cicerone e Cesare, Seneca e Borgia, Raffaello e Lorenzo de’ Medici  non avevano questa ansia. Ma certo saran stati nervosi per altro.  Paure storiche.

E, al netto delle strisce blu,  avrebbero avuto sicuramente bisogno di un pronto soccorso.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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